Decisamente diversa rispetto a quella di Tavolara, la conformazione geografica di Molara, granitica e non più calcarea, rivela nell’entroterra una serie di modesti rilievi ricoperti di macchia mediterranea.
Su queste colline vegeta una macchia fitta di cisto, ma anche ampi residui di olivastri arborei; spesso si vedono bellissime formazioni di graniti. L’interno è dunque in parte verdeggiante, soprattutto in alcune piccole valli, dove si segnalano anche alcune sorgenti perenni. Lungo le coste, ricche di affascinanti fenomeni erosivi e con poche insenature, sono da evidenziare soprattutto le ampie ed incomparabili visuali panoramiche su ogni lato dell’isola, con Tavolara di fronte, oppure la Sardegna ed il Capo Coda Cavallo.
Molara è dunque una delle più interessanti mete di escursione dalla prospiciente costa nord-orientale. È interessante anche una passeggiata nella mulattiera che attraversa parte dell’isola.
Presso la Cala di Chiesa, sulla costa est, si trovano i resti dell’antichissimo abitato medioevale di Gurguray. Pur essendo l’unico esempio del genere in Sardegna, è in totale abbandono; su un rilievo a sud, i resti di un piccolo castello della stessa epoca, eretto per difendere il villaggio dagli attacchi pirateschi. L’isola fu abbandonata già nel secolo XIV. Le coste occidentali della provincia di Sassari vanno dal Capo Falcone (ad ovest di Stintino) alle impervie rive di Villanova Monteleone. |