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Regione Campania |
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| Castellammare di Stabia - (Castellammare di Stabia) |
Disposta in un'incantevole posizione panoramica, Castellammare di Stabia si allarga ad anfiteatro davanti al mare del golfo partenopeo nel punto in cui la sua riva meridionale s’incurva per dare origine alla penisola sorrentina. La presenza dei Borbone nei mesi estivi favorì l'affluenza della nobiltà napoletana che costruì le proprie aristocratiche ville lungo la collina di Quisisana inoltre i primi scavi archeologici del 1749 e le analisi scientifiche condotte sulle acque minerali attrassero l'attenzione dei maggiori intellettuali dell'epoca.
Il tepore del clima, la salubrità dell'aria, la fertilità dei campi, il favoloso scenario naturale, la varietà delle sorgenti, le ampie spiagge, le magnifiche passeggiate sulle sue colline e sui suoi monti, la ricchezza del patrimonio artistico ed archeologico sono così straordinariamente amalgamati a Castellammare di Stabia da costituire da sempre la seducente attrattiva della città.
Famosa fin dall'antichità per la presenza di 28 sorgenti naturali di acque minerali, tutte diverse per composizione e virtù terapeutiche, che sgorgano spontaneamente dalle pendici del Monte Faito dando vita a due stabilimenti termali, Castellammare di Stabia, fregiata del titolo di città delle acque, è un noto e frequentato luogo di villeggiatura e un centro idrotermale di fama internazionale sostenuto anche dalle efficienti strutture ricettive presenti nel suo territorio fanno di Castellammare di Stabia una città ad elevatissima vocazione turistica, luogo ideale per un piacevole soggiorno all'insegna del relax, del benessere e del divertimento. |
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| Castellabate - (Castellabate) |
Collocato tra Paestum e Velia, il Comune di Castellabate e' uno dei piu importanti centri balneari della Costiera Cilentana.
Ai piedi del borgo medioevale di Castellabate (PATRIMONIO MONDIALE UNESCO), in un golfo incantato tra Punta Licosa e Punta Tresino, (PARCO MARINO- AREA PROTETTA) lunghe spiagge dorate alternate a punti di scogliera fanno di questa località un punto di flussi turistici nazionali ed intemazionali, attraverso una ricettivita' attrezzata e competente.
La Baia di Ogliastro Marina e l'isola di Licosa, avvolte in una fascinosa macchia mediterranea ed un mare incantato (BANDIERA BLU D'EUROPA) completano il suggestivo quadro del territorio comunale.
La storia ,il clima mite, i colori della natura tra mare e distese verdeggianti, la laboriosita' della gente, la cortesia degli operatori, i sapori ed i gusti della cucina cilentana costituiscono gli ingredienti essenziali per scegliere Castellabate quale ideale luogo di villeggiatura e relax.
Prestigiosi alberghi, attrezzati campeggi e villaggi, complessi agrituristici, una mega discoteca, ristoranti, spiagge attrezzate, soddisfano le continue esigenze di un'utenza turistica in costante aumento.
Terra di antichissime tradizioni, Castellabate riserva al cultore dell'arte, allo studioso della natura, allo sportivo appassionato ed al turista curioso, l'opportunita di escursioni, di conoscenza e di divertimento. |
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| Forio d'Ischia - (Forio d'Ischia) |
Forio si distende al centro di due promontori, Punta Caruso (in località Zaro) e Punta Imperatore, tra spiagge ritenute le più belle dell'isola e nel verde metallico delle viti, che dal monte Epomeo digradano in uno scenario di incomparabile bellezza.
E' l'unico comune che conserva intatto il suo centro storico con i vicoli, le chiese, le torri di avvistamento e i monumenti inalterati nella loro struttura. Principali monumenti: la chiesa del Soccorso (riportata sul francobollo delle Poste Italiane) dedicata a Santa Maria della Neve, il Torrione, chiesa di San Francesco da Paola, la chiesa dell'Arciconfraternita di Santa Maria delle Grazie detta Visitapoveri, Basilica Pontificia S. Maria di Loreto, Chiesa di S. Vito, chiesa parrocchiale di S. Leonardo Abate, S. Maria al Monte. Il litorale di Forio, con le sue continue rientranze e sporgenze, consente la balneazione non solo sulle lunghe spiagge, ma anche in luoghi appartati.
A picco sul mare sorge la chiesa del Soccorso, che ha dato il nome al piccolo promontorio, dedicata a Santa Maria della neve. E', unitamente al Torrione, il simbolo della cittadina di Forio e uno dei più singolari risultati architettonici dell'Isola. E' posta sul promontorio del Soccorso ed è circondata per tre lati dal mare, su di un vasto piazzale dal quale, nelle belle giornate, si intravede l'Isola di Ventotene. Antico convento degli Agostiniani, fu fondato verso il 1350 e soppresso nel 1653, ma la chiesa, nella sua veste attuale, risale al 1864. Alla chiesa si accede da 20 scalini in piperno che portano all'atrio ove sono poste cinque croci sempre in piperno. La chiesa è conosciuta in tutto il mondo non solo per la sua posizione, ma soprattutto per la sua singolarissima facciata., bianca e adornata di ricca scala ricoperta di preziose maioliche del 700, raffiguranti santi e scene della Passione di Cristo.
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| Procida - (Procida) |
L'Isola di Procida è situata all'estremità nord-occidentale del Golfo di Napoli, nel braccio di mare compreso tra l'isola d'Ischia ed il Monte di Procida. Quasi completamente pianeggiante, Procida è caratterizzata da coste frastagliate e bellissime spiagge ed è immersa nel verde lussureggiante e nell'azzurro limpido del mare. La storia dell'isola di Procida è antica quanto i tempi. Delle tre maggiori isole del golfo di Napoli, Procida è la più piccola ma fu tra le prime ad essere abitata.
Tra il XVII e XVI secolo a.C., i Micenei la prescelsero come sede per la fabbricazione dei metalli e la testimonianza della loro presenza è rappresentata dai numerosi reperti ritrovati sull'isolotto di Vivara. Tra l' VIII-VII secolo a.C., probabilmente risiedettero i Cumani ai quali, secoli dopo, seguirono i Romani. Nel VI secolo d.C. Procida fu annessa al territorio di Napoli sotto la giurisdizione del Conte di Miseno. Procida subì numerose scorribande saracene: i Visigoti di Alarico, i Vandali di Genserico funestarano le coste campane. Gli abitanti della vicina Miseno furono allora costretti a rifugiarsi a Procida e il conte annise quel territorio tutto alla giurisdizione dell'isola tanto che ne derivò il nome Monte di Procida. Il centro storico di Procida, è rappresentato da Terra Murata, antica cittadella medievale arroccata su un ripido costone tufaceo all'altezza di circa 90 metri sul mare.
Terra Murata è raggiungibile solo attraverso un'irta salita, percorrendo la quale, è possibile ammirare il suggestivo borgo marinaro di Marina Corricella. Per accedere alla cittadella medievale di Terra Murata - terra cinta di mura - vi sono degli antichi portali, rappresentanti gli antichi punti d'ingresso: la porta di Ferro e, salendo e oltrepassando piazza delle Armi, la Porta di Mezz'Omo. Strade, viottoli caratteristici, abitazioni denotano la vita che un tempo ivi si svolgeva: Terra Murata, infatti, fu il primo nucleo abitativo dell'isola. Inoltre è un luogo ideale per chi vuole abbinare una vacanza mare-natura ad una vacanza culturale, Procida, offre anche molte bellezze artistiche, attraverso le quali è possibile ricostruire la storia dell'isola: splendide chiese che, con le loro cupole, dominano il paesaggio, antichi palazzi e conventi puntualizzano le sue vedute.
Il paesaggio procidano è caratterizzato anche da folti vigneti che offrono varie qualità di uva, utilizzata nella produzione del famoso vino bianco e rosso, detto Procida. L'attività turistica è in nettissima crescita. Il turismo cui Procida mira è indirizzato ad un soggiorno sereno e ritemprante, basato sulla qualità della vita. |
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| Ischia - (Ischia) |
L'isola di Ischia, la più grande del golfo di Napoli, è di origine vulcanica: ne sono una testimonianza le numerose fumarole e sorgenti minerali presenti. Prevalentemente montuosa, ha coste assai frastagliate lungo le quali si aprono poche piccole rade. La dolcezza del clima, il paesaggio, le sorgenti termali e le spiagge fanno dell'isola una frequentatissima zona di soggiorno e di cura. Centro principale dell'isola è Ischia, con i due nuclei distinti di Ischia Ponte, pittoresco paese di pescatori dominato da un castello, e Ischia porto, elegante stazione balneare e termale distribuita lungo il porto, il cui bacino interno è in realtà il cratere di un antico vulcano.
L'isola d'Ischia è circondata quasi senza soluzione di continuita' da spiagge e aree balneabili di varia natura: l'ospite che vuole godere dei benefici del mare e del sole non ha che l'imbarazzo della scelta. Tuttavia non possiamo fare a meno di citare alcune localita' che hanno nel tempo acquistato fama e che si distinguono per bellezza o particolarita'. La spiaggia dei Maronti, lunga ed arcuata, che guida i bagnanti alla meravigliosa Sant'Angelo, che, a sua volta, ospita una caratteristica spiaggetta che con una lunga striscia di sabbia tra mare e mare unisce all'isola lo scoglio tondeggiante. Il comune di Forio si protende sul mare tra due spiagge, quella di Citara, rinomata per la bellezza e per le sue virtu' terapeutiche, e quella di San Francesco.
Il castello Aragonese si erge tuttora a 115 metri d'altezza riassumendo l'età preistorica e quella storica dell'isola intera poiché alcuni tra i primi abitanti di cui narra la storia si insediarono e vissero proprio su questo scoglio tramutato in fortezza da Gerone, tiranno di Siracusa. E' certamente uno dei più antichi e caratteristici castelli d'Italia. Circondato dai marosi che incessanti continuano ad accarezzarlo nei momenti lieti e a percuoterlo con ritmo assordante in quelli tristi, con i suoi lati dirupati, posto a custode e difesa dall'importante Napoli, fu rifugio sicuro per quanti vollero difendersi nei momenti di necessità e dimora tranquilla dalla quale scattare e depredare. Nel XV secolo d.C. fu congiunto alla grande Ischia con un ponte di legno che nel corso degli anni venne sostituito con uno di pietra.
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| Pozzuoli - (Pozzuoli) |
Oltre i confini di Napoli si estende la città di Pozzuoli ricca di storia, cultura e natura. La natura ha regalato a Pozzuoli paesaggi straordinari. Si possono ammirare fenomeni naturali molto particolari quali la solfatara, il bradisismo. Persino il tempo è stato generoso conservando fino ad ora una città sommersa, una città sotterranea in cui cunicoli si intrecciano tra loro in un labirinto di strade e vicoli che consentono di ripercorrere la vita quotidiana di un tempo.
E qui, tra le rovine antiche, tra i vicoli del rione Terra, in una città dove ogni sasso ha una sua storia e un suo passato da raccontare, si presenta la sfida dell'innovazione tecnologica come un filo sottile tra passato e futuro.
La città di Pozzuoli fu fondata nel 530 a.C. ad opera di un gruppo di fuggiaschi dell'isola Greca di Sarno esiliati dal proprio governo; per questo motivo denominarono la città come Dicearchia, che significa "giusto governo". Oggi il territorio suscita interesse sotto diversi aspetti: storico, archeologico, religioso, termale, naturalistico e gastronomico. I luoghi più visitati sono: l'anfiteatro Flavio, situato sulla strada principale dell'attuale Pozzuoli, mostra dove venivano tenuti gli animali destinati agli spettacoli dei gladiatori; il tempio di Serapide, considerato un mercato molto grande e trafficato da quando, durante gli scavi del 1750, fu rinvenuta la statura del Dio egiziano Serapis; la chiesa di S.Gennaro, edificata tra la fine del VI e l'inizio del VII sec. in onore del vescovo di Benevento, dove venne assassinato; la Solfatara, un vulcano di origine antichissime, dove era possibile curarsi con i fanghi e le acquee solfuree.
Il vulcano Solfatara, dal cratere ellittico (m.770, m.580), risale a circa 4000 anni fa ed è l'unico dei Campi Flegrei ancora attivo con impressionanti manifestazioni fumaroliche. L'ultima eruzione, peraltro storicamente non accertata, risalirebbe al 1198. Le Terme di Nettuno e il Rione Terra, che fu la prima acropoli di Dicearchia. La chiesa dell’Assunta, sorge in uno dei luoghi più caratteristici di Pozzuoli: la darsena del borgo marinaro. Più che per l’arte, ha nella storia di Pozzuoli un ruolo particolare, nella cultura e nelle tradizioni popolari essendo la chiesa dei pescatori del borgo marinaro.L’edificio fu costruito nel 1621 e dedicato alla Purificazione di Maria, ad opera della omonima Confraternita; per la sua posizione la chiesa era chiamata Purificazione a mare.
La devozione dei pescatori per la Madonna Assunta, qui venerata, ha fatto si che nel tempo fosse più conosciuta con quest’altro nome. Stando alle cronache, pare che non abbia avuto vita molto facile, in quanto, sorgendo molto vicina al mare, ha subito sistematicamente l’invasione delle mareggiate, per cui, per gran parte dell’inverno diventava inaccessibile e più volte fu danneggiata.
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| Grottaminarda - (Grottaminarda) |
La nascita di Grottaminarda si fa risalire alla fine del secolo VIII durante la dominazione Longobarda di Benevento. Originariamente il nucleo abitativo era costituito dal Rione Fratta e dalla cripta cioè dalla grotta di Sant’Angelo, il Santo caro ai Longobardi, con il suo campanile edificato secondo la tecnica tipica di questo popolo mediante il riutilizzo di pietra di epoca romana. Le famiglie fondatrici denominarono quel luogo col nome di Cripta da cui derivò il nome del paese di Grotta.
Ma è durante l’epoca Normanna che Grotta conobbe la sua fase evolutiva come “ borgo “ con il suo Castello sorto con probabilità sui resti di una fortezza romana, su un cocuzzolo e circondato dalle casupole della Fratta, al cui interno si svolgeva la vita comunitaria. Divenuti feudatari i D’Aquino nel 1211 con Landolfo D’Aquino, all’originario nome di Grotta si aggiunse la seconda parte di “ Mainarda “ ad opera dei funzionari statali di Federico II per meglio identificare il nucleo abitativo per motivi fiscali e militari dal momento che molti altri nuclei abitativi portavano lo stesso nome di “ Cripta “.
Le Chiese del paese, oltre ad essere belle, sono di importanza notevole per i grottesi perché ne rappresentano il segno tangibile del loro attaccamento ai valori spirituali e alla fede. Prima fra tutte, c'è da ricordare la Chiesa di S. Michele Arcangelo , la più antica dell'Irpinia, luogo di riposo e di preghiera dei pellegrini, maestosa nonostante rifatta varie volte nel corso dei secoli a causa dei terremoti che l'hanno sempre devastata conservando tracce notevoli della sua antichità nel portale di ingresso insieme con il suo campanile di stile longobardo. Il complesso è di notevole interesse architettonico per la tecnica edificatoria impiegata, cioè quella tipica dei longobardi, ovvero il riutilizzo di pietra di risulta di epoca romana. La Chiesa Madre, quella di Santa Maria Maggiore, edificata su disegno di Vanvitelli dal mastro Ciriaco Silva di Mercogliano, fu ricostruita dopo il terremoto del 1732 ed è un gioiello di arte settecentesca napoletana nei suoi stucchi, nelle sue pitture, nelle sue scritture, nei suoi marmi pregiati. |
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| Bacoli - (Bacoli) |
Pittoresco paese di pescatori e rinomata località balneare, Bacoli si affaccia sul golfo di Pozzuoli tra il promontorio del castello di Baia, la punta del Poggio e il lago Miseno. Bacoli è la continuazione ideale delle antiche città di Baia, Cuma e Miseno e comprende numerose frazioni e pittoresche borgate: Baia, Miseno, Cappella, Torregaveta, Lucrino, Miliscola, Cuma, in condominio con Pozzuoli, Fusaro e Arco Felice Vecchio.
In questa terra, opere d'arte e testimonianze significative del mondo classico, monumenti d'insigne armonia e bellezza incastonati fra i colori intensi dei laghi, dei crateri, delle solfatare, delle verdeggianti colline, delle rocce gialle di tufo, delle coste dorate, delle baie ancora azzurre, ci ricordano i quasi tremila anni della sua storia densa di episodi determinanti per le sorti dell'Impero e di Roma.
Il paese sorge dove sorgeva l'antica Bauli, così chiamata per aver ospitato il tempio di Ercole Boario a ricordo del mitico eroe greco, il quale dopo aver ucciso Gerione gli portò via i bellissimi armenti e, di ritorno dall'Iberia ne pose qui le stalle, dette in greco boualia. Vino, pesce, mitili, pietre di tufo e pozzolana erano i prodotti che rendevano rinomata Bacoli, prima dell'ultimo conflitto mondiale, ma il vero sviluppo economico della cittadina di Bacoli risale alla seconda metà del XX secolo, periodo in cui si è progressivamente riaffermata l'antica vocazione turistica della zona.
Accanto alle risorse del mare e della terra, intensamente sfruttate con la produzione di uva, agrumi, specialmente mandarini e limoni, ortaggi, con la mitilicoltura che la colloca in questo settore ai posti più alti, la pesca di giornata, ed alle industrie elettrotecniche e navali, la maggiore ricchezza di Bacoli proviene dal suo accogliente paesaggio e dalla sua secolare storia: la bellezza della natura e i suggestivi resti archeologici costituiscono infatti un forte richiamo per un numero sempre crescente di turisti, i quali, durante tutto l'anno ma soprattutto in estate, si riversano qui attratti dal mare, dalle belle spiagge di Miliscola e Marina di Fusaro e dalle numerose tracce dell'antica civiltà romana. |
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| Ercolano - (Ercolano) |
Ercolano, che secondo la leggenda sarebbe stata fondata da Ercole, fu una città d'origine greca di circa 5.000 abitanti costruita secondo lo schema urbanistico romano a griglia ortogonale. L'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. la seppellì sotto una colata di fango e materiale vulcanico di 12 e più metri di altezza.
L'identificazione ufficiale di Ercolano risale al 1709 e spetta ad Emanuele d'Elboeuf di Lorena. Questo principe, venuto a Napoli a seguito dell'esercito austriaco che aveva sconfitto gli spagnoli, fissò la sua residenza a Portici e fu proprio andando in cerca di marmo per la costruzione del suo palazzo che seppe che a Resina da pozzi scavati nel terreno venivano fuori marmo, statue ed altro.
Così nel fare degli scavi ebbe la fortuna di imbattersi nel Teatro e ne ricavò molti marmi, colonne e statue. Gli scavi fatti dal Principe per circa cinque anni furono eseguiti con molta irregolarità e siccome le statue apparivano in quantità di gran lunga superiore al bisogno, il principe cominciò a metterle in commercio. Molti reperti furono dallo stesso donati e portati all'estero; alle prime scoperte seguirono le prime razzie ai danni di Ercolano. Con l'avvento di Carlo di Borbone ebbe termine la razzia e iniziarono scavi regolari.
Le Ville vesuviane sono il grandioso complesso di dimore settecentesche, costruite tra le campagne e la costa del golfo di Napoli, nei territori da S. Giovanni a Teduccio a Torre Annunziata. Un elenco solo indicativo comprende ben 123 ville del XVIII secolo. Già alla fine del Seicento, erano sorte varie ville di nobili, attratti dal clima dolce di queste zone, dalla fertilità del suolo, dalla salubrità dell'aria e dal fascino del Vesuvio. Di molte ville sono noti nomi degli autori e sono quelli dei più famosi architetti operanti a Napoli nel 700: Luigi Vanvitelli, Ferdinando Fuga, Ferdinando Sanfelice, Domenico Antonio Vaccaro, oltre ai più modesti. Le ville sono opere stupende di un misurato tardo barocco, che spesso tende al rococò, qualcuna annuncia lo stile neoclassico. |
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| Casamicciola Terme - (Casamicciola Terme) |
Rinomata stazione balneare, termale e climatica dai tempi dei romani, Casamicciola dal 1956 ha aggiunto al suo nome tradizionale la parola Terme per sottolineare la sua vocazione termale. Si presenta come un lungo arco verdeggiante, dominato dal Monte Epomeo e racchiuso tra Punta La Scrofa e la collina della Gran Sentinella che sovrasta l'insenatura del porto. La città è formata da una parte alta e da una parte bassa.
La parte bassa, moderna, è adagiata su una piccola rada con il porto turistico, formato da un lungo molo a due bracci in cui attraccano anche traghetti ed aliscafi e che si apre su Piazza Marina, centro della vita economica e sociale del paese dove sono i principali negozi, caffè, trattorie. L'attività turistica, balneare e termale, è da sempre la fonte principale di reddito e alimenta una rete di servizi aggiuntivi. Il turismo balneare affolla la cittadina tra giugno e settembre, mentre la stagione termale da aprile ad ottobre copre un più lungo arco di tempo e richiama una moltitudine di ospiti stranieri, prevalentemente di lingua tedesca.
La sorgente radioattiva della Rita, dono preziosissimo della natura, alle falde dell’Epomeo, è situata in una valle fra l’azzurro del cielo ed il verde delle colline a 53 m. sul livello del mare. L’acqua scaturisce dalle viscere vulcaniche della terra alla temperatura di 94 °C. La presenza di archi romani in prossimità della fonte fa supporre con buona approssimazione che le acque termali della Rita fossero utilizzate già nel I - II secolo d.C. L’origine vulcanica della sorgente, “S. Rita” spiega la sua struttura chimico-fisica, e le sue fondamentali indicazioni terapeutiche sono l’artrite e l’artrosi (modificazioni infiammatorie e degenerative delle articolazioni), diverse forme cliniche di malattie reumatiche, stati conseguenti a fratture.
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