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Regione Emilia romagna
 
Vinchiaturo - (Vinchiaturo)
Nell'epoca antica il territorio di Vinchiaturo vide la nascita di una roccaforte che diversi studiosi anno indentificato con la sannitica Ruffirio. Non esistono prove materiali sulla sua origine per questo vi è una certa incertezza e sull'attuale centro abitato di Vinchiaturo e sulla sua antichità.
Sul colle di Monteverde restano le rovine della chiesa di Santa Maria. Nei pressi del centro abitato si edifica l'edificio seicentesco del convento di Santa Lucia, all'interno del quale vi sono affreschi di notevole interesse mentre rimane ben poco del chiostro.

IL periodo del carnevale è caratterizzato dal caratteristico appuntamento con la "pezza di cacio". Si tratta di una singolare gara tra due squadre che si contengono una grossa forma di formaggio. Bisogna attraversare un percorso stabilito facendo rotolare la forma di formaggio che dopo ogni lancio deve rimanere in vista, altrimenti viene dichiarata cieca e dovrà essere rilanciata dal punto in cui si era verificato l'errore.
Il 20 maggio si festeggia San Bernardino il Santo Patrono e nello stesso tempo si svolge anche una fiera di merci e bestiame lungo la strada principale del centro abitato.
La vicenda più suggestiva del passato di Vinchiaturo e' legata alla figura di San Bernardino. Quando giunse il Santo la popolazione era divisa in due fazioni contrapposte che con l'intervento del Santo riuscirono a riunirsi e trovare la pace. A qualche chilometro dal centro abitato per gli amanti del Boowling vi e' una grandissima struttura con diverse piste. Nell'agro di Vinchiaturo e' di notevole importanza il centro sportvo " Vinchiaturo Sporting Club ". Per gli amanti del nuoto, invece, e' presente la piscina dell'Hotel "Le Cupolette ".
Campobasso - (Campobasso)
Campobasso, città del Molise, capol. di prov. e di regione, situata a 786 m d'alt., sul versante orientale dei monti del Matese, tra le valli del Biferno e del Fortore; 51.859 ab. (Campobassani).
Ai piedi della città vecchia (l'antica Campus de Prata), dominata dal castello Monforte (1459), in cui è il sacrario dei caduti, e che conserva l'aspetto medievale (chiese di San Giorgio, del XII sec., di San Bartolomeo, del XIV sec., e di Sant'Antonio Abate, del XVIsec.), con case e palazzi barocchi, si estende la città moderna. Altri monumenti interessanti di Campobasso sono la cattedrale neoclassica, il Museo sannitico, il collegio M. Pagano (1800) e il monumento a Gabriele Pepe.

La città si sviluppò in epoca longobarda su un'altura intorno a un castello, che nei secc. XI e XII appartenne ai conti del Molise e nei secc. XIV e XV ai conti di Monforte. Passò quindi in feudo ai Gonzaga, ai De Marinis e ai Carafa: nel 1656 fu colpita da una terribile pestilenza.
Nel 1728 fu incorporata direttamente al regno di Napoli e poco dopo (1732) i suoi abitanti, abbattute le vecchie mura, edificarono più in basso la nuova città, verso la pianura Campus bassus, onde il nome attuale. Seguì poi le vicende del regno e passò all'Italia dopo il plebiscito meridionale del 1860. Nel settembre-ottobre 1943 fu teatro di combattimenti fra Tedeschi e Alleati, che se ne impadronirono il 13 ottobre.
Castropignano - (Castropignano)
Castropignano è' protesa da un roccione sulla vallata del fiume Biferno la sagoma del castello degli Evoli, emblema architettonico del comune .Intorno al colle su cui è arroccato il centro furono rinvenute tracce di opere in muratura di epoca sannita. Nel periodo medievale, nel XII secolo, appartenne alla contea di Molise. Nel 1326, un suo cavaliere, tal Vico di Castropignano, prese parte alla spedizione in Toscana approntata dal Duca di Calabria.
La famiglia D'Evoli, di origine normanna, che aveva assunto il titolo comitale sin dal 1080, prese possesso di Castropignano nel 1345 per tenerlo sino all'abolizione della feudalità ultimo rappresentante ne fu Mariano D'Evoli.

Il castello degli Evoli, che ormai risente con evidenza dell'usura del tempo, è il monumento architettonico di maggior importanza. Sfruttando la natura rocciosa del luogo, il castello era stato realizzato in epoca lombarda, su rovine romane, per essere ampliato dai Normanni.
L'ingresso preceduto da una spianata e da un fossato dava verso il paese. Il lato opposto era reso inaccessibile dallo strapiombo su cui si affaccia. Nonostante lo stato di degrado sono ancora visibili le sue steutture elevate su piata quadrangolare e si conserva ancora il portale.

Risale al XII scolo la chisa di San Salvatore. Il portale romanico, di buona fattura, paragonabile a quello della chiesa di Santa Maria del Giardino, nel vicino Casalciprano, presenta una cornice a mò di tortiglioni ai lati e sull'arcata, le pietre d'imposta decorate con motivi vegetali e teste di cherubini all'inizio dell'arcatura. All'interno, dominato da arcature ogivali, appaiono due acquasentiere di ottima fattura, databili al XIV secolo. E' solo uno scorcio di visione medievale la chiesa di San Nicola, ormai ridotta in rovina all'interno vi sono arcate ogivali interrotte da quelle a tutto sesto in prossimità dell'altare Aprile. Saltuariamente si svolge nel periodo di Carnevale, la sfilata dei "dodici mesi".
Isernia - (Isernia)
Cittadina posta in posizione elevata, centro dell'antica regione Pentria. Vanta tradizioni nella lavorazione artigianale della ceramica e del merletto.
Nelle immediate vicinanze della città è stato casualmente scoperto nel 1979 un vasto insediamento umano abitato dall'Uomo di Isernia, una sottospecie di homo erectus qui presente nel paleolitico (circa un milione di anni fa).

Si tratta di uno tra i più importanti ritrovamenti paleontologici degli ultimi tempi: in Europa non è mai stato ritrovato un insediamento tanto antico e tanto completo, così ricco di resti faunistici e di strumenti in pietra.I reperti provenienti dagli scavi sono provvisoriamente sistemati nel Museo Nazionale della Pentria di Isernia.
Frosolone - (Frosolone)
Frosolone con i suoi 3.500 abitanti circa è situato a m 894 sul livello del mare.
Visibili da lontano, mentre continuano a girare, come gigantesche girandole lasciate lì chissà da quali bambini stanchi di giocare, i pali del campo prova eolico annunciano che ci stiamo avvicinando a Frosolone e alla sua montagna. E poi i profumi, il verde, l'aria pura e pungente.
L'ambiente montano è un sorprendente "mare di verde", uno scrigno prezioso che raccoglie meraviglie dove alberi secolari, stagni e laghetti, cucuzzoli e paesaggi scoscesi, rocce bianche e rifugi, sanno accogliere sapientemente valori paesaggistici ( floristici e faunistici ) miracolosamente inviolati fino ai nostri giorni.
Tutti i mesi dell'anno vanno bene e qualsiasi stagione è buona per visitare la montagna di Frosolone, perché ogni periodo dell'anno è buono per fruire e godere delle sue bellezze.
Quassù, su questi monti, anche a più di mille metri sono riusciti a vegetare alberi di faggio e la faggeta di Monte Marchetta e di Colle dell'Orso rappresenta uno dei rari esempi in cui questa specie vegetale è riuscita a convivere felicemente con il clima di queste altitudini.
Il più grosso rappresentante vivente è il maestoso faggio del Pedalone, vero e proprio colosso botanico vecchio più di cento anni e alto più di quaranta metri.
Proprio in ogni stagione dell'anno, lo spettacolo che offre il Bosco della Grisciata è davvero impareggiabile e ci accompagna fino ai verdi prati e poi alla Valle della Contessa ricoperta di arbusti di uva spina e di siepi di rosa canina."
Montenero di Bisaccia - (Montenero di Bisaccia )
L'ultima incursione dei turchi avvenuta a Montenero di Bisaccia risale al 26 Settembre 1712 questo rappresenta l'avvenimento più importante della recente storia del paese.
Di origini antichissime e il centro, lo dimostrano alcune grotte tufacee presso la collina occupato dall'abitato. Probabilmente i segni sulla parete della grotta, mostrano presenza umana riconducibili al neulitico. L'edificio di maggiore attenzione è la chiesa di Maria Santissima di Bisaccia, che sorge sulle strutture della antica cappella, lungo il tratturo di Santa Maria Centurelle.

Nelle vicinanze di Montenero, restano strutture della torre di "Montebello", questa fu realizzata intorno al XIII secolo. Infine c'è da visitare la chiesa di San Matteo Apostolo, dove al suo interno presenta un organo realizzato nel 1740.
Viene realizzato il "Presepe Vivente"dal 24 Dicembre al 6 Gennaio, che rappresenta la maggiore delle feste sacro popolari del paese.
Grazie alla creazioni di ambienti suggestivi, si viene a creare un'atmosfera che attrae e commuove lo spettatore. Particolarmente festeggiato è il carnevale, per gli amanti della cultura si effettuano "La Mostra nazionale di pittura" e "La Mostra nazionale dell'artigianato", durante il periodo estivo.
Pietrabbondante - (Pietrabbondante)
Pietrabbondante è un pittoresco borgo situato tra grandi spuntoni rocciosi. Poco distante dall'abitato sul pendio di Monte Saraceno si trovano i resti di una antica città sannitica, probabilmente un centro sacro un maestoso complesso di culto costituito da un teatro, un tempio e due edifici porticati ai lati di quest'ultimo, i lavori iniziarono alla fine del II secolo a. C. e terminarono nel 95 a. C.
.L'edificio era destinato sia al culto che alle attività istituzionale, perché, se nel grande tempio si svolgevano riti religiosi, nel tetro si riuniva il senato per adottare deliberazioni importanti nell'interesse dello Stato.

Per costruirlo, i Sanniti ricavarono due terrazzi lungo il fianco del monte, a livelli diversi ma su un unico asse. Quello in alto ospitò il tempio e i due edifici porticati laterali; quello in basso, il teatro. Si sono conservati il basamento di un tempio recentemente sistemato, i resti di un tempio minore, porticati, botteghe e soprattutto un teatro del II secolo a.C. ricavato nel pendio della collina con bei sedili in pietra.
Sepino - (Sepino)
A pochi chilometri da Sepino sorge Saepinum, un'antica città romana fiorita in età imperiale. Recenti scavi, tuttora in corso, hanno messo in luce i resti di alcuni edifici privati, di un teatro di notevole ampiezza, una basilica, il foro con la fontana del Grifo, due mausolei, le terme, lunghi tratti di mura con quattro porte, tra cui la monumentale Porta di Bojano.
Termoli - (Termoli)
Mediante lo studio di documenti antichi, si è potuto dimostrare la presenza di questo centro in epoca remota. In quel periodo storico Termoli come tutto il territorio molisano, era compreso nel ducato Longobardo di Benevento successivamente fu aggregato al ducato di Spoleto.
A partire dal XV secolo questo feudo lo detenne Carlo di Gambatesa. Termoli è da considerarsi tra i più caratteristici borghi medioevali del Molise;il centro urbano è stato ricavato intorno ai due maggiori edifici: "La Cattedrale ed il Castello",la cattedrale di San Basso è strutturata con una serie di archetti e lesene, dal portale con arco a sesto e lunetta con rappresentazioni sculturee.
Le sculture raffigurate sono "La presentazione al tempio" situata nel portale e "L'Annunciazione" posta nella prima bifora da sinistra. Le sculture sono completate da leoni, grifoni, protomi umani e temi vegetali. San Basso fu vescovo martire a Nizza sotto Decio. Probabilmente il corpo del Santo fu portato a Termoli dai primi soldati che presero parte alla spedizione contro la Borgogna alla fine del secolo VI.
Campomarino - (Campomarino)
Campomarino era abitato sin dalla preistoria e a testimonianza ci sono gli ultimi reperti dell'età del bronzo riportate alla luce.
Campomarino esisteva in epoca longobarda, e intorno all'XI secolo l'ordine dei templari vi contava vari possedimenti. La sua storia fu successivamente dominata dai vari passaggi a famiglie feudali e da varie disavventure tra cui terremoti, pestilenze e devastazioni di truppe avverse.
Nel XV secolo una colonia di Albanesi vi fu inviata dagli Aragonesi. La Famiglia di Sangro chiuse la serie dei titolari del feudo.Secondo la leggenda popolare la fondazione di Campomarino è stata attribuita all'eroe omerico Diomede. Di ritorno dalla guerra di Troia, Diomede, avrebbe sposato la figlia del Re Dauno, riuscendo a dominare una vasta zona nei cui confini sarebbe rientrata anche Campomarino (Cliternia).

La tomba dell'eroe sarebbe stata poi scavata nelle vicine isole Tremiti definite anche Diomedee, dove rondini note con questo nome la sorvegliano continuamente. La chiesa di Santa Maria a Mare nell'attuale centro conserva alcune strutture che ne mettono in evidenza le caratteristiche romaniche.
Dall'interno della chiesa si accede all'angustio spazio occupato dalla cripta, in cui domina la zona absidale. Vi restano capitelli decorati con motivi vegetali, databili alla metà del XII secolo e alcuni affreschi quattrocenteschi che raffigurano sulla parete a destra dell'ingresso e su quella opposta alla zona absidale, un Santo irriconoscibile, San Demetrio che combatte contro i Mori e San Nicola.
Nell'agro sono interessanti le strutture difensive della torre di Ramitelli.
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