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Misano Adriatico (RN)
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Regione Liguria
 
Lanciano - (Lanciano)
La Storia una tradizione continua, riportata da due suoi Storici del ‘600, Giacomo Fella e Pietro Pollidori, attribuisce la sua fondazione ad un compagno di Enea, Solima, scampato dalla distruzione di Troia (1180 a.C.), che la chiamò Anxanon dal nome di suo fratello Anxa.
Contemporaneamente, sempre secondo la tradizione, Solima fondava Sulmona, e nel Medioevo si faceva spesso riferimento nei diplomi e nei documenti alla comune origine delle due città. Il nome, nel II sec. a.C. diventò Anxanum, e soltanto sul finire del Medioevo si comincia a trovare Lanzano e il nome attuale.
La storia della Città registra gravi episodi di saccheggi e di guerra ad opera dei Goti e dei Longobardi. Questi ultimi, nell’anno 580, la rasero al suolo e successivamente costruirono sulla ripa del colle Frminio (Lancianovecchia) un imponente castello.
Fino al XV secolo la Città diviene sempre più florida per popolazione, per istituzioni e per monumenti. Sono ancora vive tradizioni di inestimabile valore per la storia del popolo e del suo costume: la squilla, il dono, la festa di S. Egidio, la festa di S. Antonio abate e resti di laude e sacre rappresentazioni Medievali come la Processione di Pasqua; e poi arti e tecniche che si tramandano da secoli, come quella dei vasai di Lancianovecchia, e molte feste religiose e civili, che rappresentano ciò che rimane del patrimonio culturale popolare.
Così, ancora, molte canzoni delle contrade, anonime e di natura schiettamente rusticana e numerosi usi e formule di filosofia spicciola, accettate anche da gente colta, attestano una vita che nel suo intimo si svolge sulle tracce della Città antica.
Avezzano - (Avezzano)
Il territorio attuale d’Avezzano è il risultato delle vicende storiche che, dal finire del Duecento e fino al termine del XX secolo, portarono lo stesso ad inglobare altri centri vicini con un’estensione attuale di 104 kmq su cui si muovono 38.858 abitanti, pari a 373,6 ab. per kmq. Il centro urbano si estende sulle quote 670-740, sui bordi settentrionali dell’alveo fucense su un leggero pendio degradante verso le rive dell’ex lago Fucino contornato, ad ovest dalle alture di Cimarani (ex “Cima Grande”), Aria e Salviano (ex “Monte Arrio”), mentre a nord-est sono i monti Cervaro e Uomo.
Le altitudini vanno dal massimo di 1398 metri dei “Tre Monti”, sopra Paterno, e di 652 della Piana Fucense. Sul settore nord-ovest, è il basso colle di Cesolino che si apre verso i Piani Palentini in direzione di Cappelle, mentre a nord il caratteristico profilo collinare dell’antica città e colonia romana di Alba Fucens, segna alla base il massiccio del Velino. Dall’analisi delle attuali infrastrutture urbanistiche e delle potenzialità economiche del territorio si evince la straordinaria evoluzione di questo centro che da semplice villa del territorio albense ha saputo, per la sua felice posizione geografica, prendere l’eredità della vecchia colonia romana di Alba Fucens per diventare il centro egemone della Marsica durante il XIX secolo.
Del vecchio ed importante centro storico non rimangono testimonianze eccetto il restaurato Castello Orsini-Colonna, ora in piena funzione, di un brandello della parrocchiale di S. Bartolomeo e del ricostruito complesso sacro di S. Giovanni. Solo nell’ultimo decennio sta rinascendo l’interesse per la riscoperta delle “radici”, al fine di ridare una dignità storica alla città contemporanea.
Chieti - (Chieti)
La popolazione di Chieti, affezionata alla leggenda di Achille, ha consacrato l'eroe sullo stemma della città rappresentandolo su di un cavallo rampante mentre regge con la mano destra una lancia in atto di combattimento e con la sinistra uno scudo su cui appare una croce bianca in campo rosso con quattro chiavi che, essendo separate, si suppongono riferite alle quattro porte della Chieti antica.

Chieti, a 330 metri sul livello del mare, sorge su una collina che divide le acque affluenti nel fiume Pescara da quelle del bacino dell'Alento e, più in là, le masse della Maiella e del Gran Sasso dalle piane dell'Adriatico, in una varietà di panorami unici per ricchezza e varietà di paesaggi.
È una delle città più antiche d'Italia, dalle origini leggendarie.
Suoi fondatori sarebbero stati i Pelasgi che la eressero in onore della ninfa Teti; Ercole l'avrebbe costruita 53 anni prima della caduta di Troia, 494 prima della fondazione di Roma, secondo quanto narra il Nicolino.
Ancora se ne attribuisce l'origine a profughi troiani o, secondo Strabone (storico e geografo greco del I secolo a. C.), ad una colonia arcadica che chiamò la città Tegeate in memoria di Tegea, centro fiorente dell'Arcadia. Secondo altri la città addirittura sarebbe stata edificata da Achille, più credibile dai suoi compagni che lo chiamarono Teate in onore di sua madre.
STORIA E CULTURA - ABRUZZO - (Abruzzo)
Descrizione: L’Abruzzo si trova nell’Italia centromeridionale, è bagnata dal Mar Adriatico e confina con Marche, Lazio e Molise. Il suo capoluogo è L’Aquila e le altre province sono Chieti, Pescara e Teramo.
Si presume che il nome derivi da “Aprutium” un termine di un ducato longobardo probabilmente corrispondente a Teramo.
L’Abruzzo è principalmente montuosa e caratterizzata da massicci di tipo calcareo.
Il Gran Sasso con i suoi 2914 mt di altezza e la Maiella alta 2795 mt sono le vette più alte dell’Appennino. E’ una la regione particolarmente famosa per la tutela ambientale, non a caso vi si trovano tre parchi nazionali ed uno regionale.
La costa è principalmente sabbiosa e si estende da Vasto a Ortona.

Province in Abruzzo: Chieti, L'Aquila, Pescara, Teramo

In evidenza: Eventi e Manifestazioni in Abruzzo

Da Vedere: Il Parco nazionale d’Abruzzo: I parco ha un territorio di 44.000 ettari ed è stato istituito nel 1923 a tutela di fauna e flora .La vetta più alta delle montagne del parco è il monte Morsicano (2253 mt).

Il parco nazionale del Gran Sasso: Ha un’estensione di 148.935 ettari ed è caratterizzato dal Massiccio del Gran Sasso e i monti della Laga.

Il Parco regionale Sirente-Velino che si trova nella provincia di L’Aquila.
Il fenomeno carsico, grazie al quale hanno avuto origine le Grotte di Stiffe, è una particolare caratteristica del parco. Qui vi si susseguono una serie di laghetti e cascate da ammirare.

Il Museo del Parco nazionale a Pescasseroli in provincia di L’Aquila
Il Museo delle Genti D’Abruzzo a Pescara
Il Museo nazionale D’Abruzzo a L’Aquila

L’Abruzzo è inoltre ricco di altri musei di interesse naturalistico, storico e artistico.

Gastronomia e Vini: La cucina abruzzese è caratterizzata dal grande uso di peperoncino e zafferano che vengono esportati in tutto il mondo. Il piatto regionale più famoso sono “spaghetti alla chitarra”, che prendono il nome dal modo in cui si produce la pasta. Il condimento è a base di pomodoro sia che si tratti di ragù che di semplice salsa.
Nell’entroterra si trovano molte pietanze a base di legumi e verdure ma anche di carni pregiate quali agnello coniglio e capretto. Esiste inoltre una vasta scelta di salumi e formaggi fra cui le famose “burrelle”.
Sulla costa si possono assaporare anche specialità di mare, fra cui il famoso brodetto, una zuppa di pesce molto saporita.
Uno dei dolci tipici è il parrozzo che viene fatto con farina e mandorle poi ricoperto di cioccolato.
Fra i vini troviamo il Trebbiano e il Controguerra per i bianchi e il famoso Montepulciano d’Abruzzo per i rossi con il suo tipico color rosso ciliegia e per questo affiancato anche dalla denominazione “Cerasuolo”.

Ecco le prossime manifestazioni che si svolgono in Abruzzo:


Mostra mercato arte e antiquariato il 02 giugno 2006 a Pereto (AQ)
Sagra della Ciliegia il 02 giugno 2006 a Raiano (AQ)
Pescara-Crotone il 04 giugno 2006 a Pescara (PE)
Festa di San Zopito il 05 giugno 2006 a Loreto Aprutino (PE)
Raduno Moto d'epoca il 05 giugno 2006 a Teramo (TE)
Sagra del Pecorino il 07 giugno 2006 a Bugnara (AQ)
Sagra del pecorino di bugnara il 10 giugno 2006 a Bugnara (AQ)
"Zelig" con Gabriele Cirilli dal 18 al 25 giugno 2006 a Silvi Marina (TE)
Premio Schiarini il 19 giugno 2006 a Anversa degli Abruzzi (AQ)
Fiera del villaggio il 21 giugno 2006 a Castel di Ieri (AQ)

Vedi tutti gli eventi in Abruzzo e in particolare gli eventi in Abruzzo a giugno e gli eventi in Abruzzo a luglio

Province in Abruzzo: Chieti, L'Aquila, Pescara, Teramo

Ecco gli eventi e manifestazioni che abbiamo presenti in Abruzzo: Eventi Religiosi, Sagre, Fiere, Raduni, Congressi, Eventi Folkloristici, Cortei Storici, Cultura e Spettacolo, Altre Manifestazioni, Eventi Artistici, Mostre, Antiquariato e Collezionismo, Sfilate e Moda, Eventi Sportivi, Concerti

Parco Nazionale Abruzzo - (L'Aquila)
IL PARCO IN BREVE

Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise rappresenta una delle rare zone dell'Europa Occidentale dove, nelle vaste foreste che ammantano i monti o nelle alte praterie rupestri, è ancora possibile imbattersi in animale come l'Orso marsicano, il Camoscio d'Abruzzo, il Lupo, la Lince e l'Aquila reale.


Molte altre specie di mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci rappresentano altrettante rarità tanto da essere inserite nella "Lista Rossa" degli animali d'Italia, o sottoposte a tutela internazionale dalla Direttiva Habitat o dalla Convenzione di Washington (CITES).
E’ opportuno prenotare con un certo anticipo la visita, consultando i Centri altrettanto importante è la Flora del Parco con oltre 2000 specie tra cui rarità assolute come il Giaggiolo della Marsica o la Scarpetta di Venere che trovano nelle radure e negli anfratti del Parco l'ultimo rifugio.
Il successo del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise risiede anche nel fatto di aver saputo coniugare la conservazione dell'ambiente naturale con lo sviluppo socio-economico delle comunità locali.
I numerosi Centri di Visita, le Aree Faunistiche, la rete sentieristica e le altre infrastrutture esistenti per la fruizione del Parco hanno consentito la rivitalizzazione di piccoli centri storici di grande valore.
Ovindoli - (Ovindoli)
Antico insediamento dei Marsi, è la porta d'ingresso, dal versante della Marsica, dell'Altipiano delle Rocche, chiuso dai poderosi massicci del Velino e del Sirente.
Il paese è attrezzato per qualsiasi tipo di sport come l'equitazione, lo sci, l'alpinismo, il trekking, il parapendio, tiro con l'arco, il freeclimbing, ecc. Il paese nacque come roccaforte dei Marsi a difesa dei Vestini, loro confinanti, roccaforte che venne distrutta dai romani nella "Guerra Sociale" e ricostruita in seguito dai Longobardi.
Ad Ovindoli la montagna è stata scoperta in tutta la sua bellezza e moderni impianti per lo sci permettono al paese di candidarsi come località di primo piano del centro-sud. Sono dati costanti l'abbondanza della neve e la sua permanenza, dovute all'eccellente esposizione e alla notevole altitudine delle piste che si snodano tra i 1400 e i 2200 metri per una lunghezza complessiva di 22 Km.
Ovindoli è anche uno dei 18 paesi più importanti del parco Sirente -Velino. Per la fauna si segnalano presenze dell'orso marsicano, del lupo e del gatto selvatico, dell'aquila reale, della poiana, del gheppio, del falco pellegrino, del lanario, del gufo reale. Ultimamente sono stati reintrodotti il cervo e il capriolo. La flora è caratterizzata dalla presenza, del carpino bianco, del cerro, del frassino e di estese faggete. Vari sono i tipi di fioritura ad alta quota come il ranuncolo della Maiella, il lanario alpino, il narciso. Nel sottobosco si trovano funghi e tartufi.
Pescara - (Pescara)
Il 12 gennaio 1927 Pescara, comune da sempre, il cui territorio era a sud e a cavallo del fiume, e Castellammare Adriatico, comune dal 1806, con il nucleo urbano sui colli e attorno alla stazione ferroviaria, si fondono e danno vita ad un unico comune denominato "Pescara".
Sui contrasti, le ribellioni, le soddisfazioni dell'una e dell'altra riva, si libra l'idrovolante Alcyone del Comandante D'Annunzio che sorvola la sua "Pescara Unita" e lancia, com'era suo vezzo, manifestini, invitando ad un futuro pacificato e imperniato al raggiungimento di comuni interessi.
In seguito al Decreto Reale viene assegnato anche uno stemma: la corona simboleggia la fortezza spagnola che nel 1566 ha fermato l'invasione dei turchi; lo scudo sannitico indica le origini italiche, cioè le nostre, le più lontane storicamente che conosciamo in Abruzzo; la cometa è l'augurio di prosperità e importanza sul territorio e la chiesa è il simbolo della sua antica nobiltà.

Senza ombra di dubbio, Pescara oggi rappresenta il cuore amministrativo e commerciale dell'intera regione. Durante l'inverno la vicinanza del mare rende il clima mite ma nello stesso tempo la vicinanza con i centri sciistici offre la possibilità di trascorrere il weekend sulla neve.
In estate la vita cittadina viene arricchita di eventi e manifestazioni musicali, teatrali e culturali tra cui spiccano Il Festival Internazionale del Jazz ed il premio Flaiano.
La località è attrezzata con un'ottantina di stabilimenti balneari che di giorno offrono diversi servizi ai turisti mentre di sera si trasformano in luoghi di ritrovo per i giovani.
Gli alberghi sono concentrati soprattutto nella zona di Montesilvano dove recentemente è stato costruito un centro ricreativo, il Portoallegro, fornito di negozi di ogni genere e di ben 13 sale cinematografiche.
Per quanto riguarda le vie di accesso alla città, Pescara è fornita di strutture all'avanguardia come il nuovo aeroporto civile, l'autostrada che la collega con Roma all'interno, mentre sulla costa l'Adriatica, due stazioni ferroviarie ed il porto turistico.
Teramo - (Teramo)
La città di Teramo, "terra compresa tra due fiumi" secondo l'origine latina del nome "Inter-amnes", é un terrazzo affacciato alle pendici del Gran Sasso sulla confluenza del torrente Vezzola e del fiume Tordino, ed ha origini antichissime.
Data la sua posizione geografica - sita nella parte settentrionale dell'Abruzzo - e il tipo di collegamenti stradali (che fino alla creazione della A24 - Roma-L'Aquila-Teramo rendevano non semplice il suo raggiungimento), Teramo é da sempre stata considerata come capoluogo "terra di confine" rispetto al resto della regione. Per questa ragione ha sviluppato nel corso della storia una propria cultura ed un proprio senso di abruzzesità distinte dal resto della regione.

Le attrazioni turistiche che Teramo offre si trovano tutte all'interno di uno spazio abbastanza ristretto; tra i nobili ed antichi palazzi del centro si erge la cattedrale di San Berardo dall'elegante torre, i resti romani e le piccole strade medievali tutt'intorno.
L'antico é affiancato dal nuovo: mentre gli artigiani lavorano ancora tra le 'rue' strette dell'antica Teramo e signore anziane animano discorsi sedute sugli usci di casa, i rumori del moderno forniscono il sottofondo della circolazione automobilistica di "città".
La cucina teramana si presenta al turista come un'arte invidiabile: prime su tutte sono 'le virtù, piatto unico fatto dei resti della provviste invernali e le primizie primaverili; il "timballo di sfoglia", le "scippelle m'busse" e le "mazzarelle" si aggiungono alle delizie del posto. I dintorni di Teramo offrono un'ampia scelta di mete d'arte e di storia; tra le più interessanti ci sono, la necropoli italica di Campovalano e il centro medievale di Campli.
Lucoli - (Lucoli)
Lucoli, che si estende per circa 12.000 ettari e 16 frazioni, è il comune più vasto della provincia di L'Aquila situato ad un'altitudine che va dagli 850 metri di Casavecchia ai 1.400 di Casamaina.
E' una località panoramica e climatica di primo piano per il soggiorno estivo, invernale e per il week-end. Conta una popolazione di poco più di 1.000 abitanti che raggiunge i quasi 2.000 nel periodo estivo. Nel periodo coincidente con le festività natalizie la popolazione raggiunge le quasi 5.000 unità.
Lucoli dista da l'Aquila 15 Km. Confina ad Est con Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio e Bagno, ad Ovest con Sassa, a Nord con L'Aquila ed a Sud con Tornimparte.

Il territorio comunale si sviluppa in 16 frazioni sparse lungo la Valle del Rio, che dall'altopiano di Campo Felice scende fino a Genzano di Sassa. Quelle situate a destra del torrente sono: La Piaggia, Casavecchia, Colle, Spogna, Spognetta, Vado Lucoli, Lucoli Alto, Collimento e Casamaina.
Le altre, poste a sinistra sono: S. Andrea, S. Menna, Mancino, Francolisco, S. Croce, S. Croce Alta, Prata e Peschiolo.

Monumenti degni di nota sono il Palazzo Cialente, la chiesa di San Sebastiano, (sec. XIII) nel cui interno si segnalano tracce di affreschi antichi e tre altari settecenteschi, e l'abbazia di San Giovanni Battista (sec. XI). Amministrata da abati mitrati che esercitavano sul territorio il potere spirituale e temporale, raggiunse grande importanza. Nella residenza monastica piccolo chiostro porticato a due livelli. Nella chiesa con portichetto a facciata orizzontale, all'interno, un recente restauro ha riportato alla luce sul pilastro di sinistra e sulla parasta inferiore dell'arco trionfale importanti affreschi attribuiti ad Andrea de Litio.

Da segnalare due seicentesche e policrome Madonne con Bambino, una in terracotta l'altra in legno, una croce processionale di Paolo di Meo dei Quatrari(1477), vari oggetti di oreficeria, l'organo settecentesco posto sulla parete d'ingresso e il soffitto ligneo, finemente lavorato, della sagrestia. La chiesa della Beata Cristina (sec. XVI) presenta l'interno costituito da un'aula unica coperta di affreschi e chiusa da un soffitto a botte ribassata. L'altare maggiore ਠposto dopo una ricca balaustra settecentesca, e quelli laterali espongono tele di notevoli dimensioni. La Chiesa di Santa Menna (sec. XII, ric. sec. XVII) conserva all'interno numerosi affreschi tra cui un notevole San Sebastiano attribuito a Saturnino Gatti. Si ricordano anche la Chiesa di San Michele a Lucoli Alto (sec. XII, ric. sec. XX), la chiesa campestre di Sant'Antonio, la chiesa campestre di Peschio Cancelli, il Castello Oderisio(ruderi).
Civitella del Tronto - (Civitella del Tronto )
Le prime notizie certe sulla cittadella, risalgono all’anno Mille, e precisamente al 1001, data del più antico documento che parla di Civitella. Infatti già in quest’epoca, la cittadella risultava un borgo fortificato e munito di mura, infatti è da presumere che il primo insediamento sia avvenuto a seguito delle invasioni barbariche, che hanno spinto gli abitanti di quelle zone a riunirsi su alte colline in cittadelle fortificate, per potersi così proteggere dai barbari che incalzavano.
La sua posizione geografica era così importante ai confini del regno che qualsiasi regnante ne migliorava sempre di più l’apparato militare e di difesa. Assai cruenti erano gli scontri che avvenivano tra i cittadini di Civitella e quelli di Campli, tanto che per la durezza degli scontri, più volte dovette intervenire il potere regio.
Vista come il primo e importante baluardo del Regno di Napoli, più volte la cittadina fu messa sotto assedio dagli eserciti francesi.L’assedio posto nel 1557 da parte del francese Duca di Guisa, generale di Enrico II, benchè feroce e violento, non riuscì a espugnare la città, tanto che il Duca, nel maggio dello stesso anno, tolse l’assedio e si ritirò verso Ancona. Proprio in questa guerra, tra Francesi e Spagnoli, Civitella cambiò il suo nome in Civitella del Tronto, non per la sua vicinanza al fiume omonimo, ma per essere stata una dei baluardi della Guerra del Tronto. La vittoriosa e valorosa resistenza che il popolo di Civitella riuscì a riportare venne ben visto nell’intero regno, tanto che alla cittadella furono tolti gli oneri fiscali da pagare al regno, per quarant’anni, e a spese del demanio regio furono restaurati gli edifici e la fortezza.
Ma questo periodo di grande floridità, durò ben poco, infatti per circa 250 anni, Civitella assaporò un duro impoverimento, dettato dal brigantaggio che si sviluppava in quelle zone e dalla sua posizione geografica. Riconquistata un’altra volta dai Francesi, nel 1806 la cittadella si oppose in maniera fortissima ad un assedio posto dall’esercito napoleonico, ma alla fine dovette cedere.
I sovrani del Regno delle Due Sicilie, dopo la dominazione napoleonica, tennero molto in considerazione Civitella del Tronto. L’epilogo della cittadella avvenne nel 1861, da parte dell’esercito piemontese, diretto alla conquista dell’Italia meridionale sotto la spinta delle "scorrerie garibaldine". Quando l’esercito piemontese riuscì ad entrare nella roccaforte, arresasi dopo cruenti scontri, la demolirono completamente, per non dare la possibilità al re delle Due Sicilie, di una possibile ripresa e armamento della rocca. Ma anche l’Unità di Italia non riusci a portare un periodo di pace nel territorio, infatti le tasse, le gabelle e soprattutto il brigantaggio, rendevano amaro il vivere quotidiano.
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