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Regione Abruzzo |
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| Ortona - (Ortona) |
Molto probabilmente, il toponimo Ortona non è di origine indoeuropea. Esso, infatti, preesisteva all'arrivo degli Italici, giunti in Abruzzo verso il X-XI secolo a.C. quando la tribù dei Frentani si collocò nell'area, già abitata da popoli provenienti dalla sponda illirica. Il colle che va dall'attuale Piazza della Repubblica sino al Castello Aragonese e che proseguiva certametne per almeno 150-200 metri a mare costituiva un'ottima base su cui il villaggio illirico-frentano poteva organizzarsi e fortificarsi, circondato per tre lati dal mare e da un fossato e solo nella parte a sud legato all'entroterra. La prima citazione storica accertata è quella di Strabone, geografo greco di Amasia, vissuto nel I secolo a.C. Dai suoi molti viaggi prese lo spunto per scrivere la "Geografia": nel V Libro, parlando della costa adriatica, cita Ortona, come Epineion dei Frentani: il termine significa città-porto, arsenale organizzato sul litorale. E' questa la caratteristica principale del percorso di Ortona nella storia: essere legata fortemente alle vicende del suo porto.
Nella prima metà del XV secolo venne costruita la cinta muraria ancora visibile in parte, ad opera del condottiero Giacomo Caldora. Durante il XV secolo la città ha vissuto una stagione di lotte con la vicina città di Lanciano, terminata nel 1427 con un lodo pacificatore. Il 30 giugno 1447, a causa delle rivalità tra Alfonso d'Aragona e la repubblica di Venezia, Ortona fu invasa dai veneziani che distrussero porto, magazzini e arsenale navale senza riuscire ad entrare nella cinta muraria. A questo periodo risale, anche, la costruzione del castello aragonese, ora in parte franato e in parte distrutto dalle guerre. Nel 1582 la città venne acquistata da Margherita d'Austria, figlia di Carlo V, duchessa di Parma. La stessa Margherita decide nel 1584 di costruire un grande palazzo ducale (Palazzo Farnese), mai completato a causa della sua morte.
Dal 1829 al 1854 ci furono timide iniziative antiborboniche grazie ad un gruppo di carbonari. Nel 1848 fu eletto al Parlamento Napoletano il anonico, di idee liberali, Domenico Pugliesi. Il 9 settembre 1860 il Decurionato (Consiglio Comunale) di Ortona all'unanimità delibera l'adesione al Regno d'Italia, o meglio al Governo di Garibaldi, prima della battaglia di Castelfidardo (18 settembre) e di quella del Volturno (1-2 ottobre). Tuttavia, come in tutto l'Abruzzo, il fenomeno del brigantaggio rimase vivo fino al 1863.
Attraversato il periodo fascista la città diventa terreno di aspri scontri durante la Seconda guerra mondiale. Nella notte tra il 9 e il 10 settembre 1943, la famiglia reale dei Savoia lascia dal porto di Ortona l'Italia occupata dai nazisti per approdare nella già liberata Brindisi e poi fuggire. Da Ortona passa la linea Gustav, che ha l'altro capo a Cassino: una linea di difesa fortificata apprestata dalle forze germaniche nel punto più stretto della penisola.Infatti é proprio durante la seconda guerra mondiale che Ortona conosce momenti veramente difficili. La maggior parte della popolazione ortonese é costretta a scappare dalle proprie case. A nord, l'esercito tedesco e a sud, quello degli alleati, bombardano ininterrottamente Ortona per circa 6 mesi.
Il paese praticamente raso al suolo, diventa tristemente noto col nome di Piccola Stalingrado. Restano in piedi pochissimi edifici e comunque con gravissimi danni strutturali. La città fu liberata soltanto nel dicembre del 1943 quando le forze alleate oltrepassarono la linea Gustav sul versante tirrenico. Per questo motivo la città fu insignita della medaglia d'oro al valor civile. |
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| Punta della penna - (Chieti) |
| All'estremo sud del litorale abruzzese, è senza dubbio questo il tratto di costa più bello e interessante della regione. La passeggiata è piacevole, al margine di pianori erbosi che scendono sull'Adriatico con belle scogliere. La strada è lontana, e così pure la ferrovia: per chi ama il mare d'inverno questo tratto di costa può dare un'impressione inaspettata di solitudine e tranquillità. Dal Lido di Casalbordino si segue la strada litoranea verso sud-est. Se si inizia dalla stazione F.S., occorre costeggiare la ferrovia per qualche centinaio di metri nella direzione opposta, fino al passaggio a livello che consente di raggiungere la zona residenziale e, al di là, la spiaggia. Sulla litoranea, si oltrepassa la fine dell'abitato e si raggiunge la fine della strada, di fronte alla foce del Sinello. Ci si sposta brevemente verso l'interno, poi si scavalca il fiume sul ponte della ferrovia, e si prosegue lungamente per un ramo di ferrovia abbandonato, la cui massicciata corre parallela alla linea di costa. Alla fine della pianura si sale ad un magnifico pianoro erboso affacciato sul mare, e si prosegue attraverso un paesaggio che offre suggestioni da Cornovaglia, con bei panorami verso il basso sulle diverse cale e calette. Alla fine si raggiunge la piccola Punta Aderci, che offre il colpo d'occhio migliore di tutti. Si continua leggermente verso l'interno su una strada sterrata. Quando questa sbuca su una strada asfaltata (di fronte inizia ormai la zona industriale del porto di Vasto, proseguire sulla costa è possibile ma non esaltante) si devia a destra sull'asfalto stesso, si va a sinistra al bivio che segue, e a destra ad una rotatoria. Scavalcata la ferrovia si scende alla stazione F.S. del Porto di Vasto. |
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| Lucoli - (Lucoli) |
Lucoli, che si estende per circa 12.000 ettari e 16 frazioni, è il comune più vasto della provincia di L'Aquila situato ad un'altitudine che va dagli 850 metri di Casavecchia ai 1.400 di Casamaina. E' una località panoramica e climatica di primo piano per il soggiorno estivo, invernale e per il week-end. Conta una popolazione di poco più di 1.000 abitanti che raggiunge i quasi 2.000 nel periodo estivo. Nel periodo coincidente con le festività natalizie la popolazione raggiunge le quasi 5.000 unità. Lucoli dista da l'Aquila 15 Km. Confina ad Est con Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio e Bagno, ad Ovest con Sassa, a Nord con L'Aquila ed a Sud con Tornimparte.
Il territorio comunale si sviluppa in 16 frazioni sparse lungo la Valle del Rio, che dall'altopiano di Campo Felice scende fino a Genzano di Sassa. Quelle situate a destra del torrente sono: La Piaggia, Casavecchia, Colle, Spogna, Spognetta, Vado Lucoli, Lucoli Alto, Collimento e Casamaina. Le altre, poste a sinistra sono: S. Andrea, S. Menna, Mancino, Francolisco, S. Croce, S. Croce Alta, Prata e Peschiolo.
Monumenti degni di nota sono il Palazzo Cialente, la chiesa di San Sebastiano, (sec. XIII) nel cui interno si segnalano tracce di affreschi antichi e tre altari settecenteschi, e l'abbazia di San Giovanni Battista (sec. XI). Amministrata da abati mitrati che esercitavano sul territorio il potere spirituale e temporale, raggiunse grande importanza. Nella residenza monastica piccolo chiostro porticato a due livelli. Nella chiesa con portichetto a facciata orizzontale, all'interno, un recente restauro ha riportato alla luce sul pilastro di sinistra e sulla parasta inferiore dell'arco trionfale importanti affreschi attribuiti ad Andrea de Litio.
Da segnalare due seicentesche e policrome Madonne con Bambino, una in terracotta l'altra in legno, una croce processionale di Paolo di Meo dei Quatrari(1477), vari oggetti di oreficeria, l'organo settecentesco posto sulla parete d'ingresso e il soffitto ligneo, finemente lavorato, della sagrestia. La chiesa della Beata Cristina (sec. XVI) presenta l'interno costituito da un'aula unica coperta di affreschi e chiusa da un soffitto a botte ribassata. L'altare maggiore ਠposto dopo una ricca balaustra settecentesca, e quelli laterali espongono tele di notevoli dimensioni. La Chiesa di Santa Menna (sec. XII, ric. sec. XVII) conserva all'interno numerosi affreschi tra cui un notevole San Sebastiano attribuito a Saturnino Gatti. Si ricordano anche la Chiesa di San Michele a Lucoli Alto (sec. XII, ric. sec. XX), la chiesa campestre di Sant'Antonio, la chiesa campestre di Peschio Cancelli, il Castello Oderisio(ruderi). |
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| Avezzano - (Avezzano) |
Il territorio attuale d’Avezzano è il risultato delle vicende storiche che, dal finire del Duecento e fino al termine del XX secolo, portarono lo stesso ad inglobare altri centri vicini con un’estensione attuale di 104 kmq su cui si muovono 38.858 abitanti, pari a 373,6 ab. per kmq. Il centro urbano si estende sulle quote 670-740, sui bordi settentrionali dell’alveo fucense su un leggero pendio degradante verso le rive dell’ex lago Fucino contornato, ad ovest dalle alture di Cimarani (ex “Cima Grande”), Aria e Salviano (ex “Monte Arrio”), mentre a nord-est sono i monti Cervaro e Uomo. Le altitudini vanno dal massimo di 1398 metri dei “Tre Monti”, sopra Paterno, e di 652 della Piana Fucense. Sul settore nord-ovest, è il basso colle di Cesolino che si apre verso i Piani Palentini in direzione di Cappelle, mentre a nord il caratteristico profilo collinare dell’antica città e colonia romana di Alba Fucens, segna alla base il massiccio del Velino. Dall’analisi delle attuali infrastrutture urbanistiche e delle potenzialità economiche del territorio si evince la straordinaria evoluzione di questo centro che da semplice villa del territorio albense ha saputo, per la sua felice posizione geografica, prendere l’eredità della vecchia colonia romana di Alba Fucens per diventare il centro egemone della Marsica durante il XIX secolo. Del vecchio ed importante centro storico non rimangono testimonianze eccetto il restaurato Castello Orsini-Colonna, ora in piena funzione, di un brandello della parrocchiale di S. Bartolomeo e del ricostruito complesso sacro di S. Giovanni. Solo nell’ultimo decennio sta rinascendo l’interesse per la riscoperta delle “radici”, al fine di ridare una dignità storica alla città contemporanea. |
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| Teramo - (Teramo) |
La città di Teramo, "terra compresa tra due fiumi" secondo l'origine latina del nome "Inter-amnes", é un terrazzo affacciato alle pendici del Gran Sasso sulla confluenza del torrente Vezzola e del fiume Tordino, ed ha origini antichissime. Data la sua posizione geografica - sita nella parte settentrionale dell'Abruzzo - e il tipo di collegamenti stradali (che fino alla creazione della A24 - Roma-L'Aquila-Teramo rendevano non semplice il suo raggiungimento), Teramo é da sempre stata considerata come capoluogo "terra di confine" rispetto al resto della regione. Per questa ragione ha sviluppato nel corso della storia una propria cultura ed un proprio senso di abruzzesità distinte dal resto della regione.
Le attrazioni turistiche che Teramo offre si trovano tutte all'interno di uno spazio abbastanza ristretto; tra i nobili ed antichi palazzi del centro si erge la cattedrale di San Berardo dall'elegante torre, i resti romani e le piccole strade medievali tutt'intorno. L'antico é affiancato dal nuovo: mentre gli artigiani lavorano ancora tra le 'rue' strette dell'antica Teramo e signore anziane animano discorsi sedute sugli usci di casa, i rumori del moderno forniscono il sottofondo della circolazione automobilistica di "città". La cucina teramana si presenta al turista come un'arte invidiabile: prime su tutte sono 'le virtù, piatto unico fatto dei resti della provviste invernali e le primizie primaverili; il "timballo di sfoglia", le "scippelle m'busse" e le "mazzarelle" si aggiungono alle delizie del posto. I dintorni di Teramo offrono un'ampia scelta di mete d'arte e di storia; tra le più interessanti ci sono, la necropoli italica di Campovalano e il centro medievale di Campli. |
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| Chieti - (Chieti) |
La popolazione di Chieti, affezionata alla leggenda di Achille, ha consacrato l'eroe sullo stemma della città rappresentandolo su di un cavallo rampante mentre regge con la mano destra una lancia in atto di combattimento e con la sinistra uno scudo su cui appare una croce bianca in campo rosso con quattro chiavi che, essendo separate, si suppongono riferite alle quattro porte della Chieti antica.
Chieti, a 330 metri sul livello del mare, sorge su una collina che divide le acque affluenti nel fiume Pescara da quelle del bacino dell'Alento e, più in là, le masse della Maiella e del Gran Sasso dalle piane dell'Adriatico, in una varietà di panorami unici per ricchezza e varietà di paesaggi. È una delle città più antiche d'Italia, dalle origini leggendarie. Suoi fondatori sarebbero stati i Pelasgi che la eressero in onore della ninfa Teti; Ercole l'avrebbe costruita 53 anni prima della caduta di Troia, 494 prima della fondazione di Roma, secondo quanto narra il Nicolino. Ancora se ne attribuisce l'origine a profughi troiani o, secondo Strabone (storico e geografo greco del I secolo a. C.), ad una colonia arcadica che chiamò la città Tegeate in memoria di Tegea, centro fiorente dell'Arcadia. Secondo altri la città addirittura sarebbe stata edificata da Achille, più credibile dai suoi compagni che lo chiamarono Teate in onore di sua madre. |
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| Vasto - (Vasto) |
Antico centro una volta denominato Histonium, fu fortificato dai Romani e poi distrutto da Silla. Nel medioevo fu prima dei Longobardi e poi dei Franchi, che lo rasero al suolo nell'802. Venne ricostruito da colui che l'aveva distrutto: il gastaldo Aymone di Dordona; ed ebbe nome, per lo stesso motivo, Guasto d'Aymone (Wast in gastaldico), successivamente mutato in Vasto. Pestilenze (79 d.C.) e calamità naturali caratterizzano periodi di appannamento dell'antica Histonium. Con Augusto e successivamente nel 410 con la discesa di Aleramo in Italia, l'importanza e la floridità di Vasto incominciano un lento declino, culminante nell'802 con l'assalto di Aymone di Dordona, che, alla testa di soldatesche di Pipino il Breve, la distrusse. Successivamente fu ricostruita sempre da Aymone, in quanto la città gli venne assegnata in gastaldato, e assunse il nome di "Guasto" (modificato nel tempo in Vasto per la pronuncia teutonica che legge "gu" in "w"). Fino a tutto il XV secolo, è un continuo susseguirsi di feudatari e di incursioni di saraceni, ungari, crociati e veneziani nel 1240, fino al 1497, quando la famiglia dei marchesi D'Avalos, rientra in possesso della città. Sono di questo periodo la costruzione di numerosi conventi e la loro successiva distruzione nel 1566 nell'incursione di Pialy Pascia, che mise a ferro e fuoco la città distruggendo ben 160 edifici. Nel 1590, un orda di seicento banditi romani penetrarono in città e rapirono per chiederne il riscatto la nobiltà e la borghesia vastese. Michelangelo D'Avalos nel '600 diede lustro alla città con la costruzione di numerosi palazzi che però portarono in rovina casata e Vasto stessa. Contro i francesi, che avevano conquistato Napoli nel 1798, Vasto insorse un anno dopo e per 20 giorni in città regnò l'anarchia. I francesi ristabilirono l'ordine, ma poco dopo, il congresso di Vienna riapre le porte ai Borboni, che vi rimangono fino al 1860, l'anno della spedizione dei mille di Garibaldi. |
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| L'Aquila - (L'Aquila) |
L'Aquila è la principale città dell'Abruzzo per arte e per storia. Fondata attorno alla metà del XIII secolo, divenne subito fiorente per la sua posizione dominante e si arricchì nei secoli XIII e XIV di numerose architetture religiose, che ora caratterizzano il volto della città. Su tutte spicca per importanza artistica la basilica suburbana di Santa Maria di Collemaggio (XIII secolo), prototipo dell'architettura sacra medievale dell'l'aquila. Dello stesso periodo è la Fontana delle 99 cannelle, caratteristica costruzione con una doppia vasca alimentata da 99 getti d'acqua che sgorgano da altrettanti mascheroni, a ricordo dei 99 castelli fondatori della città. Del Rinascimento è documento mirabile la basilica di San Bernardino, la cui facciata, dovuta a Cola dell'Amatrice, è l'espressione più compiuta. Nel '500 sorsero anche vari notevoli palazzi e il poderoso Castello, nel quale ha attualmente sede il Museo Nazionale d'l'aquila che espone importanti raccolte archeologiche, opere di scultura e pittura, lavori di oreficeria, miniatura, ceramica e artigianato. Nel '700, dopo il disastroso terremoto del 1703, la città si ornò di fastosi palazzi barocchi. La struttura urbanistica della città é quella tipica a scacchiera, ma poche vie sono in piano; ciò conferisce alla città un aspetto pittoresco, accresciuto dagli scorci improvvisi e dalle vedute panoramiche verso i monti che la cingono a conca. |
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| San Salvo - (San Salvo) |
Sorge sui primi rilievi collinosi, nei pressi della foce del fiume Trigno. Il suo territorio si estende per 19,61 Kmq, su un’area intensamente coltivata. Oltre l’abitato principale, lungo l’ampio litorale sabbioso, si è assistito ad uno sviluppo edilizio, concentrato attorno alle strutture ricettive e balneari.
Le vicende più remote di San Salvo risalgono sicuramente alla preistoria; ma la sua origine sembra che si possa far risalire ai secoli XI – XII ad opera della colonizzazione monastica Benedettina. Tracce significative della presenza degli antichi italici (VI-VII secolo a.C.), si evidenziano in diverse, piccole necropoli o altre aree archeologiche intorno il paese. Le sue antiche origini e le tradizioni culturali arricchiscono le strade del centro storico. La chiesa di San Giuseppe rappresenta il monumento principale del centro storico cittadino.
La memoria storica di San Salvo trova ospitalità nel museo "Casa della Cultura", dove si possono ammirare i reperti di epoca romana e medioevale della città antica. Si tratta di corredi funerari con vasellame, armature, oggetti di ornamento; oppure di armi, statuette bronzee rare ma pregevoli, testine votive in terracotta.
Nel periodo successivo al 1000 è stato senza dubbio determinante l'insediamento (1257 circa) dell'Abbazia cistercense. I monaci cistercensi, autori di una intensa, entusiasmante fase di bonifica e messa a coltura dei terreni acquitrinosi o boschivi, divennero i protagonisti di una sensibile ripresa economica (XIII-XV secolo) del borgo di San Salvo. L'abazzia, decaduta nel XV s ecolo, venne poi affidata a degli abati commendatari, che la governarono da lontano fino alla seconda metà del Settecento.
L'economia, basata sull'agricoltura, l'allevamento e l'artigianato, ha trovato il suo coronamento nella fase di intenso sviluppo dell'ultimo quarantennio. Gli insediamenti industriali (S.I.V, M. Marelli ecc. (ora acquisite da multinazionali quali Pilkington (inglese) e Denso (gruppo toyota giapponese)), in parallelo alla crescita del commercio, del turismo e dei servizi hanno prodotto un intenso processo di urbanizzazione, che ha portato San Salvo a divenire, in termini proporzionali, la cittadina a più intenso accrescimento demografico dell'intero Abruzzo. Riconoscimenti a tale ruolo sono venuti sia dalla visita del papa Giovanni Paolo II agli operai e alla popolazione (marzo 1983) sia dall'assegnazione (nel 1987), su segnalazione del CENSIS, del prestigioso titolo "uno dei 100 comuni della piccola grande Italia". |
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| Celestino V a Collemaggio - (L'Aquila) |
Di ritorno da Lione, dove aveva ottenuto l'approvazione dell'ordine dei Fratelli dello Spirito Santo, Fra' Pietro da Morrone, nei primi mesi del 1275, si trovo’ a passare la notte a L'Aquila. Le storie raccontano che, in sogno, la Vergine Maria gli comando’ di erigerle una basilica sul Colle di Maggio. La costruzione, che in una citta’ di recenti origini come era L'Aquila a quel tempo costituiva una novita’ a livello sociale, fu lunga e complessa tanto che la chiesa, benche’ ultimata, pote’ essere consacrata solo nel 1288 e la fabbrica del monastero annesso era ancora in corso quando Fra' Pietro da Morrone vi fu incoronato pontefice il 29 agosto del 1294. In quell'occasione Celestino V istitui’ la Perdonanza, ossia la remissione dinanzi a Dio della pena temporale dei peccati, legata a particolari condizioni religiose e penitenziali. |
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