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Regione Emilia romagna |
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| CATTEDRALE DI FERRARA - (Ferrara) |
Capolavoro dell'arte medioevale. Fu eretta in forme romanico- gotiche tra il sec. XII e il XIV. Splendida la facciata a tre cuspidi, ornata di sculture e loggette. Il fianco destro e' "coperto" da un caratteristico porticato del XV sec. con botteghe, il campanile rinascimentale e' attribuito a L.B. Alberti. L'abside e' di Biagio Rossetti (fine '400). Nell'interno, rimaneggiato in epoca barocca e nel XIX secolo, numerosi affreschi, dipinti e sculture di: Garofalo, Guercino, Bastianino (sec. XVI), D. Paris, F. Francia. Coro ligneo intarsiato del '500. |
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| La città di Mondaino - (Mondaino) |
La città di Mondaino Il nome Mondaino derivante infatti dal latino: Mons-Damarum= Monte Daino nel corso dei secoli si è evoluto in Mondaino. Fondatori presunti della zona furono gli Etruschi, che si stabilirono lungo le principali vallate appenniniche dopo avere cacciato gli Umbri e facendo riferimento a quel tempo di daini presenti e della grande quantità dei boschi nella zona chiamarono il luogo Monte Daino. Durante l’epoca romana il territorio venne suddiviso in vari centri abitati, fra cui da ricordare il Vicus Dianensis per la presenza di un tempio dedicato a Diana dea della Caccia.
Mondaino fu protagonista dei principali eventi storici delle epoche successive. Nell’età Longobarda fu edificata una Pieve in onore a Sant’Appolinare Martire, nel 1069 Pietro Pennone ricco Riminese Signore del Castello donò a San Pier Damiani il castello. Nel 1289 Mondaino con altri Castelli del Riminese si alleò con i Malatesta , tale alleanza permise alla blasonata Famiglia la scalata al potere a Rimini.
L’economia durante l’epoca medievale si sviluppò grazie al commercio di sale minerale, estratto dal locale Rio Salso, si creò il primo impianto di una fitta rete commerciale, che diede lavoro a numerose botteghe artigiane.
IMondaino è ricordato nelle cronache trecentesche e quattrocentesche come il Paese dei Patti. Nel 1393, nel salone del castello, Carlo Malatesta firmò la pace con l'eterno nemico Antonio da Montefeltro. Nel secolo successivo, nel 1459, Sigismondo Pandolfo Malatesta incontrò per il medesimo motivo Federico II, duca d'Urbino, presso il convento fondato, secoli addietro, da San Francesco sul vicino Monte Formosino. Nel 1462 il trattato col Malatesta era ormai un lontano ricordo e dopo vari tentativi Federico riuscì a conquistare il castello di Mondaino per farne dono alla Chiesa.
Mondaino riserva molte sorprese: c'è una bellissima piazza circolare, c'è una rocca da cui si gode un panorama completo sul mare e sui monti, sotto il paese si nascondono camminamenti sui quali si raccontano storie misteriose. Tra gli avvenimenti più significativi dell'epoca vogliamo ricordare un fatto, certo non insolito per quei tempi, che ha gettato però un'ombra misteriosa sui giorni nostri: la presenza scomoda di un fantasma che si diverte a movimentare le tranquille giornate dei mondainesi (pensate che è stato addirittura promosso un gemellaggio con alcuni castelli scozzesi). Nel 1516 venne infatti assassinato, sulla via di casa, da un marito tradito, il poeta Giovanni Muzzarelli, personaggio di spicco alla corte di Guidubaldo da Montefeltro, protetto dal Bembo e dall'Ariosto. La lunga dominazione dello Stato Pontificio fu interrotta solo due volte: nel 1523 quando il castello ed il suo contado furono ceduti, per pochi mesi, ai Medici come garanzia del pagamento di un debito e nel 1797 a causa della conquista da parte delle truppe di Napoleone Bonaparte. Ormai siamo giunti alle soglie della costituzione del Regno d'Italia. Durante i sommovimenti risorgimentali, scoppiati in tutta la Romagna, Mondaino partecipò ai moti di Rimini del 1845 con un folto gruppo di patrioti, sostenuti dal motto Libertà civile, Governo secolare, Ordine pubblico. Il centro fu annesso al Regno sabaudo nel 1860, anno in cui le truppe piemontesi attraversarono il Tavollo (allora confine fra i due regni: quello pontificio e quello italiano). Da veder ed ammirare gli scorci dei vicoli, i palazzi nobiliari e un museo dove si raccolgono i resti fossili degli animali che abitarono queste terre milioni di anni fa. Come se non bastasse, c'è un parco botanico con gli esemplari più interessanti della flora mediterranea e c'è la grande intraprendenza dei cittadini sempre pronti ad organizzare feste, spettacoli ed eventi di cultura.
L'incantevole scenografia urbana è palcoscenico ideale per una serie di feste medioevali come il Palio del Daino (seconda metà di agosto) che propone ogni anno con tema diverso tornei, convegni, mostre, sfilate tutte dedicate ai grandi momenti del passato. In pieno centro storico si trovano, inoltre, il Convento delle Clarisse, con coro e crocefissi lignei del XVII sec., e la Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, costruita, secondo antichi documenti, sulle rovine del tempio romano di Diana. Nel suo interno si possono ammirare interessanti tele di G. Picchi (XV sec.), una Deposizione del Pomarancio (XVI sec.) e tre splendidi paliotti con decorazioni a fiori e frutta del XVIII sec. Tra i luoghi da segnalare l’Arboreto Sperimentale della Flora Mediterranea, con museo, serra e zona ristoro, vera propria oasi verde in cui sono raccolte 2.000 specie diverse di esemplari di flora mediterranea. Mondaino è anche noto come paese della musica attraverso una serie di importanti industrie di strumenti musicali e una produzione artigianale di antica data come quella del sig. Geri, che cura la riparazione e la produzione di fisarmoniche. La musica è anche protagonista di diversi appuntamenti del programma di animazione culturale estivo. |
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| Budrio - (Budrio) |
Il civico museo archeologico e paleoambientale di Budrio, inaugurato nel 1982, si è recentemente dotato di uno strumento interattivo, collegato con un grande plastico del territorio al quale appartiene la circoscrizione amministrativa di Budrio e di parte delle limitrofe. Con questo strumento multimediale si vogliono fornire sintetiche informazioni orientative sull'evoluzione dell'ambiente e della cultura in esso sviluppata. Mentre lo speaker illustra la storia dell'uomo e dell'ambiente nel suo lungo divenire dal Paleolitico all'alto Medioevo, sulla superficie del plastico si illuminano i siti ove sono state rinvenute tracce dell'epoca di cui si sta parlando. Segue un apparato espositivo dei materiali delle età del Bronzo, del Ferro e romana, provenienti da esplorazioni di superficie e da regolari scavi effettuati in quel territorio. La documentazione relativa all'età del Bronzo testimonia le attività di tre villaggi ad economia prevalentemente agricolo-pastorale, fioriti nel XIII sec. a.C., per i quali si è anche potuto ricostruire, attraverso lo studio dei resti osteologici e l' analisi dei pollini selezionati nel terreno archeologico di scavo, l'ambiente in cui si sono evoluti: particolarmente interessanti sono i dati relativi alla lavorazione dei metalli nell'abitato di Trebbo Sei Vie. L'età del Ferro è rappresentata dal materiale dei secoli VIII-VII a.C. della necropoli e dell'insediamento villanoviano di Castenaso, e da una inumazione rinvenuta a Quarto Inferiore, databile alla fase tarda del Villanoviano bolognese. Interessante è la documentazione di due "fosse-focolari", rinvenute nell' abitato di Castenaso, relative a inumazioni, una delle quali rappresenta la rara documentazione della trapanazione cranica eseguita in vivo nella nuca. Il periodo romano è documentato da reperti rinvenuti fra i resti sconvolti delle antiche fattorie; sono tracce che emergono con le arature all'interno delle maglie della "centuriazione" di II-I sec. a.C., che ancora sopravvive nell'odierna rete viaria. Il materiale è costituito da vasellame da mensa e da cucina, da contenitori per la conservazione dei cereali, dell'olio, del vino, i cui bolli testimoniano i contatti commerciali dei coloni romani. Anche per il periodo romano, come per l'età del Bronzo, è stata fatta la ricostruzione dell' ambiente. |
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| CASTROCARO MOSTRA PERMANENTE - (Castrocaro ) |
Castrocaro (FC), tutto l´anno
La mostra permanente illustra le vicende storiche del complesso fortificato medioevale. Particolare risalto è dato ai tre periodi principali della storia di Castrocaro, rappresentati dai tre simboli che danno il titolo all´evento: l´ "Aquila"per l´epoca imperiale, le "Chiavi" per il dominio dello Stato della Chiesa e il "Giglio" per il periodo fiorentino. Nella mostra sono esposti interessantissimi reperti, fra cui armi, maioliche, monete, pergamene e oggetti medioevali e rinascimentali, armi, bronzetti, dipinti, suppellettili ed arredi. Orario: Venerdì e sabato dalle 15.00 alle 19.00, domenica e festivi dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00. Nei mesi di giugno, luglio e agosto, l´apertura pomeridiana è posticipata di un´ora. Ingresso: a pagamento Tariffa intera: 4 euro Tariffa ridotta: 3 euro - bambini dagli 8 ai 14 anni e anziani over 65 |
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| Campogalliano - (Campogalliano) |
Campogalliano, territorio di remoti insediamenti, e il cui nome è una probabile testimonianza della toponomastica fondiaria romana, è presente nella cartografia, quale borgo fortificato, già a partire dal XVI secolo. La sua storia fu intrecciata in particolar modo al fiume Secchia, che ne ha influenzato la cultura e l'ambiente, e, in epoca contemporanea, alla fabbricazione degli strumenti per pesare, che ha portato alla nascita nel 1989 del Museo della Bilancia, un'istituzione che oltre a raccogliere le testimonianze dell'evolversi della bilancia, stimola il recupero della memoria culturale del territorio di Campogalliano. Il visitatore che arriva a Campogalliano troverà alcuni edifici che hanno connotato, e connotano tuttora, la storia del paese, tra cui si evidenziano: il Parco delle Montagnole, sito di interesse archeologico, che si connota per i suoi rilievi geomorfologici - le Motte - e l'esistenza del complesso denominato "Rocca", le cui vicende si legano alla Signoria degli Este. Al centro del paese Piazza Castello, primo nucleo cittadino documentato a partire dall'Età medievale, e l'oratorio San Rocco; la torre del Castello ascrivibile al XVI secolo, la chiesa parrocchiale di Sant'Orsola, sorta come Parrocchiale degli Albori nel XVI secolo; il Santuario della Beata Vergine della Sassola, la cui costruzione fu intrapresa nel 1745 per volontà popolare. Anche l'epoca contemporanea è stata caratterizzata dalla realizzazione di alcune opere architettoniche di interesse culturale e artistico: il monumento alla Resistenza edificato nel 1974; piazza della Bilancia, inaugurata nel 1993 e nata anche dall'intervento dello scultore Raffaele Biolchini e del pittore astrattista Luigi Veronesi, per quanto riguarda la realizzazione della fontana e della pavimentazione. |
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| STORIA E CULTURA - EMILIA ROMAGNA - (Emilia Romagna ) |
Descrizione: L’Emilia Romagna è la sesta regione italiana per estensione. Si estende a Sud del Po fino al crinale dell’Appennino e sulla costa adriatica fino a Cattolica. A Nord confina con Veneto e Lombardia, a Sud con la Toscana, il Lazio, Le Marche e ad Ovest con il Piemonte e la Liguria. Bologna è il capoluogo di Regione, le altre province sono Reggio-Emilia, Rimini, Modena, Parma, Ferrara, Forlì-Cesena, Piacenza e Ravenna. Emilia deriva dalla strada Emilia che fu costruita nel sec. II a.C dai Romani e collegava L’Adriatico alla Pianura Padana. Anche il nome Romagna ha origini romane. Storicamente l’Emilia Romagna risale al periodo etrusco. Dopo l’invasione celtica e la seconda guerra punica, la zona passò sotto i Romani e fu poi conquistata dai Bizantini come offrono ampie testimonianze a Ravenna che fu la capitale del regno sotto Teodorico nel 402. Il resto della regione fu invaso dai Longobardi nel 568. La Regione ebbe importanza nel periodo medievale e in quello delle signorie che vide affermarsi i Visconti a Parma e Piacenza e gli Este prima a Ferrara poi a Reggio e Modena. Nel XVI secolo dominò il potere ecclesiastico. Fu sotto i francesi nel periodo napoleonico e poi sotto il dominio austriaco e si unì al Regno d’Italia nel 1860.
Province in Emilia Romagna: Bologna, Ferrara, Forlì, Modena, Piacenza, Parma, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini
In evidenza: Eventi e Manifestazioni in Emilia Romagna
Da Vedere: Oltre alle città d’arte principali ci sono in Emilia Romagna moltissimi centri “minori” di interesse storico ed artistico fra cui segnaliamo: Brisighella in provincia di Ravenna: Il Borgo si trova ai piedi di una roccia a tre spuntoni di cui uno regge la torre dell’orologio, l’altro la rocca ed il terzo un santuario mariano. Dozza: un piccolo borgo medievale immerso nelle colline imolesi, molto piccolo ma caratteristico per gli affreschi che si trovano all’esterno delle abitazioni civili realizzate da artisti locali. Bertinoro: Un antico borgo medievale sito in posizione panoramica, dove si possono visitare la rocca, il palazzo comunale e la cattedrale del cinquecento.
Parco del Delta del Po’: Il Parco è stato istituito nel 1988 e comprende le province di Ferrara, Ravenna oltre a nove comuni . Al suo interno il parco racchiude interessanti testimonianze non solo naturalistiche e paesaggistiche ma anche artistiche. Dal punto di vista faunistico esistono nel parco oltre 300 specie di uccelli ed alcuni mammiferi fra cui il “cervo delle dune”.
L’Appenino Tosco-Emiliano con la famosa località sciistica di Corno alle Scale dove si trovano i graziosi paesini di montagna come Lizzano in Belvedere e Sestola.
Le rinomate località balneari di Rimini, Riccione, Cervia, Milano Marittima Cattolica e Cesenatico. Degno di nota è il porto di Cesenatico che fu costruito nel ‘300 dove sono riunite in un tratto del canale barche tradizionali antiche dalle vele colorate.
Le molteplici località termali fra cui segnaliamo quella più esclusiva di Salsomaggiore Terme che offre un ambiente in stile liberty ricco di parchi e zone verdeggianti.
Gastronomia e Vini: L’Emilia Romagna ha una tradizione culinaria ricca di piatti fantasiosi, fra i più famosi troviamo i “tortellini” che sono il fiore all’occhiello dei svariati tipi di pasta fatti rigorosamente in casa. I tortellini vengono condititi con ragù alla bolognese o cotti in brodo. Altro piatto tipico sono le “lasagne”, condite con ragù e besciamella e cotte al forno. Nonostante l’Emilia Romagna sia famosa per i primi piatti, troviamo anche secondi tipici come i “pisarei e fasiò” e il “cappello del prete”. C’e poi da ricordare la piadina romagnola un pane molto sottile di forma rotonda che viene spesso mangiato con salumi o formaggi locali. I prodotti più famosi a livello mondiale che vengono associati non solo all’Emilia Romagna ma all’Italia intera sono il prosciutto di Parma, il formaggio Parmigiano e l’aceto balsamico di Modena. Fra i vini troviamo il Lambrusco, un vino rosso spumeggiante sia dolce che secco, ed il Sangiovese. Anche se i rossi prevalgono si può bere anche un buon bianco come il Trebbiano, il Cabernet e l’Albana.
Ecco le prossime manifestazioni che si svolgono in Emilia Romagna:
Festa di San Maurelio dal 26/05/2006 al 05/06/2006 a Ferrara (FE) Festival del Fitness dal 28/05/2006 al 05/06/2006 a Rimini (RN) Festa Giovani dal 01 al 04 giugno 2006 a Ponte dell' Olio (PC) Collezionando sull'acqua - Mostra mercato antico, etnico, artigianale il 02 giugno 2006 a Comacchio (FE) Sfilata di Amore e Moda il 02 giugno 2006 a Comacchio (FE) Escursioni con aperitivo il 02 giugno 2006 a Argenta (FE) Stage Handling e Toelettatura - Cani DOC il 02 giugno 2006 a Bologna (BO) La Bohème dal 02 al 03 giugno 2006 a Montefiore Conca (RN) 11' edizione del premio giornalistico televisivo "Ilaria Alpi" dal 02 al 04 giugno 2006 a Riccione (RN) Palio di Cento - Rievocazione storica dal 02 al 04 giugno 2006 a Ferrara (FE)
Vedi tutti gli eventi in Emilia Romagna e in particolare gli eventi in Emilia Romagna a giugno e gli eventi in Emilia Romagna a luglio
Province in Emilia Romagna: Bologna, Ferrara, Forlì, Modena, Piacenza, Parma, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini
Ecco gli eventi e manifestazioni che abbiamo presenti in Emilia Romagna: Cultura e Spettacolo, Altre Manifestazioni, Fiere, Sagre, Eventi Sportivi, Antiquariato e Collezionismo, Eventi Folkloristici, Eventi Religiosi, Mostre, Cortei Storici, Raduni, Congressi, Eventi Artistici, Sfilate e Moda, Concerti
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| Castelnovo ne' Monti - (Castelnovo ne' Monti) |
Castelnovo ne' Monti, la capitale della montagna reggiana, vuole conservare e regalare ai suoi visitatori i tratti più significativi di questa vita in Appennino. Nel cuore della terra del Parmigiano Reggiano, si aggiunge una peculiarità propria data da un'alta qualità ambientale con un foraggio e pascoli pregiati. Castelnovo ne' Monti può collocarsi ai primi posti dei centri più vivibili che valutano criteri come sicurezza, tranquillità, forti tradizioni culturali, servizi moderni ed efficienti. Castelnovo ne' Monti, con il suo moderno Centro d'Atletica, campi da tennis coperti, piscina, campi da calcio, bocciodromi, diventa una meta obbligatoria per chi ama lo sport, già individuato dalla Federazione CONI come uno dei Centri d'Atletica principali della Regione. Se poi l'obiettivo è un luogo dove ritrovare un buon equilibrio dopo problemi di cuore, Castelnovo può rispondere con il suo qualificato Centro di Riabilitazione Cardiologica, con i percorsi nel verde, guidati da personale specializzato, con i suoi ideali 700 metri. |
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| Casalecchio di Reno - (Casalecchio di Reno) |
L'origine del nome dovrebbe derivare dalla voce "Casaliculum", cioè piccolo agglomerato di case, mentre "Reno" dovrebbe derivare dal significato che ha la parola, derivata dal tedesco, e cioè "corso d'acqua", il nome che ha poi avuto il fiume che attraversa il paese. L'origine del paese dovrebbe essere molto antica, anche tenendo conto che in località Tizzano sono stati trovati reperti archeologici appartenenti al paleolitico, cioè a diecimila anni prima di Cristo, oltre a resti della civiltà Villanoviana e cioè di 800-850 anni prima di Cristo e resti di una città etrusca ed altri reperti nel corso di scavi nella zona del cimitero. Una delle prime citazioni di Casalecchio di Reno si ha nel 535 quando si parla di un Monastero di San Martino mentre successivamente, nel Mille, si citano la Chiusa, un vero capolavoro di ingegneria idraulica ancor oggi esistente, il canale che porta le acque del Reno verso Bologna, il ponte sul Reno. Fra gli avvenimenti storici merita di essere citato quello che ebbe per protagonista Rinaldo Buonacossa detto Passerino, signore di Modena e Mantova. Questi, dopo la battaglia di Zappolino, nel 1325, dopo aver disperso l'esercito bolognese e distrutto interamente l'abitato di Crespellano, un centro poco distante, rovinò il ponte sul Reno e la chiusa di Casalecchio per togliere l'acqua a Bologna, fece prigioniere molte persone che poi in città vendette "a guisa di animali". Nel 1359, il signore di Milano Bernabò Visconti costruì in località Croce, sul confine con Bologna, la "bastia" estrema difesa dei bolognesi, che più volte subì distruzioni e fu sempre ricostruita arricchendosi di nuove fortificazioni. A Casalecchio di Reno ebbe luogo, poi, nel 1402, la battaglia che vide opposto l'esercito bolognese a Galeazzo Visconti duca di Milano che aveva stretto alleanza con i Malatesta di Rimini ed i Gonzaga di Mantova e che aveva assoldato 400 fuoriusciti bolognesi. La storia più recente vede Casalecchio di Reno martoriata dall'ultima guerra. Distrutto al 75% il paese è risorto completamente assumendo un ruolo economico di primo piano nella provincia di Bologna. |
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| PALAZZO DEL PODESTA' E PALAZZO COMUNALE - (Bologna) |
Il duecentesco Palazzo del Podesta' con la torre dell'Arengo e il grandioso Palazzo Comunale, insieme a San Petronio, al medioevale Palazzo dei Notai ed al cinquecentesco Palazzo dei Banchi - capolavoro del Vignola -, formano con un mirabile complesso architettonico il "cuore" della citta'. Tra loro la cinquecentesca fontana del Nettuno (Laureti e Giambologna). Nel Palazzo Comunale, che ospita le Collezioni d'Arte (vedere), e' possibile visitare alcuni saloni, decorati di statue e stucchi: la Sala d'Ercole, la Sala Farnese e il Salone, la prima con un portale e il secondo con un fregio a stucco, entrambi dell'Alessi (sec. XVI). Nell'attigua piazza del Nettuno sorge il duecentesco "Palazzo di Re Enzo" (dove fu prigioniero e mori' il figlio di Federico II di Svevia, Enzo), che ha una bellissima sala gotica a volte, detta dei "trecento", capo d'opera di Antonio di Vincenzo (1386), ora sede di mostre ed incontri. |
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| TEMPIO MALATESTIANO - (Rimini) |
Il Tempio sorge ove era, dal XIII secolo, la Chiesa di S. Francesco decorata da Giotto, di cui non resta che il Crocifisso ligneo. Concepito da Sigismondo Pandolfo Malatesta come un'arca a memoria della Famiglia, viene iniziato nel 1447 e rimane incompiuto alla sua morte. A Leon Battista Alberti si deve il progetto, a Matteo dei Pasti e Agostino di Duccio la decorazione a bassorilievo delle cappelle da cui emerge la personalità dominante del committente, celebrata anche da Piero della Francesca nell'affresco con il principe e San Sigismondo. Il restauro, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e completato in occasione del Giubileo, ha restituito al Tempio, recentemente consacrato Basilica, l'antico splendore dei marmi e la vivacità dei colori delle cappelle interne.
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