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Regione Lombardia |
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| Lovere - (Lovere) |
Testimoninaze dell’antichità sono costituite da imponenti ruderi di un Castelliere Gallico (sec IV-III a.C.). La cittadina fu, durante il Medioevo, un borgo difeso da mura e torri erette nel centro storico su un impianto a tela di ragno, quali: la Torre del Comune, rifatta nell’800 sui resti del Castello Celeri (sec XIV), la Torre degli Alghisi (sec XIII), la Torre Soca (sec XIII-XIV) e sul colle del Santuario, il fortilizio Torricella(sec XIII-XIV). Di grande interesse la Basilica di S. Maria in Valvendra ,progettata nel 1473 e ultimata nel 1483. L’interno è a tre navate con cappelle sul lato sinistro scompartite da dodici colonne e conserva opere di grande interesse per la storia della pittura quali: affreschi di Floriano Ferramola (1513), Ottavio Viviani (1643), dipinti di G.Paolo Cavagna, Jacopo Barbelli, Domenico Carpinoni, Pietro Marone. Cassa d’organo di Stefano Lamberti (1518) con ante dipinte dal Ferramola e dal Moretto. Altare in marmo di Andrea Fantoni (1712). A lato della Basilica l’antico Convento Francescano, attualmente sede del Convitto Nazionale Cesare Battisti, dei primissimi del ‘500. Poco discosto Palazzo Bazzini, edificio a tre corpi del XVI secolo. Nell’antico centro si evidenziano edifici sacri e civili di notevole importanza. Fra i primi é la Chiesa di S. Giorgio Martire, eretta sulla fine del ‘300 e ampliata successivamente nei secoli XV e XIX. Sulla sponda del lago, in piazza Garibaldi si erge il Palazzo Tadini dei primissimi del XIX secolo, sede della Accademia di Belle Arti, che si compone della Galleria (Pinacoteca-Museo) e delle scuole di disegno, scultura e musica. Fra i dipinti conservati, di notevole importanza, sono quelli di Gerolamo da Treviso, Lorenzo Veneziano, Domenico Morone, Jacopo Bellini, Giovan Domenico Tiepolo, Parmigianino, Hayez, Tallone e del loverese Giorgio Oprandi. Altri edifici importanti sono: il cinquecentesco Monastero di Santa Chiara, il Santuario dove riposano le spoglie delle Sante Loveresi Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa e il Convento dei Frati Cappuccini (1875). Sovrasta Lovere il Monte Cala con il seicentesco Santuario di San Giovanni, antico eremitaggio francescano, ora meta di gite per una suggestiva vista aperta sul lago. La cittadina dispone di infrastrutture per la navigazione sul lago e interessanti impianti ed attrezzature per la balneazione e la pratica degli sports nautici quali la vela, il wind surf, il canottaggio, la canoa e la motonautica. |
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| Taleggio - (Taleggio) |
Rimane sempre incerto il tempo in cui la valle incominciò ad essere popolata, né si sa da quali parti provenissero i primi abitanti. Alcuni propendono a credere che la prima gente facesse parte di alcune famiglie di pastori, che in primavera venivano a guardare il loro gregge sui monti di Taleggio. Altri invece affermano che i primi abitanti fossero oriundi della vicina Valsassina; essi per trovare scampo alle frequenti incursioni barbariche, si rifugiarono tra le boscaglie della valle, le quali occupavano tutta l'area dei pascoli montani di Pizzino. Questo sarebbe avvenuto all'incirca nel X secolo. La tradizione vuole che la vallata fosse già abitata fin dall'anno 1010,come è provato da una pietra segnata da una croce con la data MX scoperta sopra un arco della vecchia Parrocchiale di Pizzino ed oggi ancora visibile nel porticato presso il campanile dell'attuale Parrocchiale. Secondo poi l'ingegner Giuseppe Arrigoni di Introbio, la prima contrada costruita in valle fu quella del Retaggio e i primi popoli che incominciarono ad abitare la Valsassina furono gli Orobi i quali in seguito si inoltrarono nelle valli di Averara e Taleggio; si ignora però da dove venissero e in quale epoca si stabilirono in quei luoghi. Per altri, fra cui Giuseppe Locatelli, i primi abitatori si stabilirono in quella parte di Pizzino ancor oggi detta Caravèr, confinante con la Chiesa Parrocchiale. Non è difficile accettare Caravèr come prima località abitata, ricordando che qui è sorta anche la prima chiesa cristiana. Che la Chiesa di S.Ambrogio di Pizzino sia stata la prima chiesa costruita anticamente in valle, sotto l'invocazione di S.Ambrogio patrono della valle stessa, può essere dimostrato in vari modi. Prova fondamentale di "matricità" sono gli atti di smembramento e separazione di tutte le Parrocchiali, Vedeseta compresa, che in origine dipendevano dall'unica e primaria Chiesa Parrocchiale in Valle, appunto quella di S.Ambrogio. Infatti Vedeseta fu staccata da Pizzino ed eretta in parrocchia circa l'anno 1442 sotto il parroco Filippo Bevilacqua de Molteno; Peghera fu separata da Pizzino il 2 gennaio 1474; Olda e Sottochiesa vengono erette in parrocchie, separandosi da Pizzino, il 22 aprile 1494. Nell'inventario stilato nel 1368 relativo alle chiese dipendenti da Primaluna, vengono elencate soltanto la Cappellanìa di Santa Brigida, quella di Valtorta e di S.Ambrogio in Pizzino. Sotto Carlo Magno, la Val Taleggio con Averara (esse formavano un unico ambito amministrativo) diventa feudo del vescovo di Milano. Inizia quindi la dipendenza di Taleggio e Averara dal capoluogo lombardo. Bernabò Visconti che nel 1355 aveva ereditato, con Galeazzo, il dominio visconteo, stabili di dare maggiore autonomia alle valli di Taleggio e Averara. Cosi quelle genti poterono darsi uno Statuto con leggi proprie. |
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| Como - (Como) |
| Moderna città e animato centro turistico in bella posizione all’estremità di uno dei rami del lago, al quale dà il nome. Fondata in epoca romana, fu prospero Comune nel Medioevo, periodo a cui risale la costruzione di molti monumenti religiosi. Il più grandioso e complesso organismo della città è il Duomo, uno dei più tipici monumenti del Rinascimento lombardo. Fu iniziato nel 1396, continuato fino al XVII secolo e completato della cupola su disegno dello Juvarra (1774). Ha una graziosa facciata gotico-rinascimentale e un interno maestoso e slanciato. |
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| Vigevano - (Vigevano) |
Dopo l’8 Settembre 1943, Vigevano subì l’occupazione delle truppe Tedesche e con esse gli episodi di violenza e di sopruso noti anche ad altre popolazioni, il tributo di sangue venne versato con la fucilazione di alcune persone ritenute oppositori al regime nonché con la morte di civili a causa delle incursioni aeree dell’esercito anglo-americano. I giorni della Liberazione furono funestati da episodi violenti di vendetta e di ritorsione, aggravatisi il 27 Aprile 1945 con l’assalto di alcuni partigiani ad una colonna armata su treno delle truppe di occupazione tedesche, avvenuta in prossimità della stazione ferroviaria, ove durante gli scontri a fuoco tra ambo le parti si contarono purtroppo nuove morti. Come nel resto della nazione, la fine delle ostilità belliche favorì la ricostruzione del tessuto sociale, urbanistico ed industriale, per cui anche Vigevano visse tra il 1950 ed il 1970 importanti investimenti finalizzati alla creazione di attività pubbliche e private che hanno costituito di fatto l’impalcatura delle attuali capacità caratterizzanti la società vigevanese. |
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| Ponte di Legno - (Ponte di Legno ) |
È una delle località sciistiche "storiche" italiane, ma anche uno dei luoghi di vacanza estiva più famosi delle Alpi. In un soleggiato pianoro a 1260 metri di altitudine dominato dal massiccio dell’Adamello, ha un caratteristico centro storico con un'animata piazzetta. Da vedere la natura incontaminata, la ricchezza di fiori e di animali; i Parchi dell'Adamello e dello Stelvio con le loro vette, i loro nevai e i loro rifugi. Per gli sportivi, opportunità di alpinismo ed escursionismo, jogging tra i boschi, pedalate in mountain-bike, equitazione, tennis, tiro con l'arco, sci estivo sul ghiacciaio del Presena, golf sul green del campo a 9 buche di Valbondione, pesca nei torrenti. D'inverno Ponte di legno, con le sue piste di discesa di ogni difficoltà, i tracciati per il fondo, il collegamento con il Passo del Tonale, il pattinaggio, le piscine, le discoteche, le sale giochi per il dopo sci, è una delle più attrezzate località alpine. |
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| Branzi - (Branzi) |
Branzi e' un centro turistico molto frequentato sia nella stagione estiva che in quella invernale come ritrovo degli sciatori che trequentano le stazioni di Foppolo, San Simone e Carona. Il paese, ben articolato nella distribuzione di piazzette e slarghi, con negozi e locali accoglienti, invita infatti a rallentare per la curiosita' dei particolari e suggerisce la sosta che viene solitamente premiata dalla genuinita' dei prodotti che qui si offrono. Il formaggio sopratutto, quel "Branzi"che, col burro nostrano, da alla polenta Taragna il gusto tipico delle migliori essenze dei pascoli alpini. C'è comunque qualche altro segreto nella preparazione di questo piatto che a Branzi e' piu' appetitoso che altrove e fa sempre registrare prenotazioni di intere comitive presso i locali che lo servono. BRANZI, centro che un tempo era luogo di ritrovo di pastori e mandriani, che portavano all'alpeggio i loro bovini ed ovini durante la stagione dell'alpeggio, sembra derivare il nome dalla voce emiliana "Branz" "rebbio della forca" (cioe' dente della forca , del forcone, del rastrello), attrezzo questo di uso quotidiano per raccogliere il fieno. Fin dai tempi antichi era usanza andare a Branzi da tutta la provincia, sul finir di settembre per comperare il formaggio oggi chiamato "BRANZI" che veniva commerciato in paese dai bergamini provenienti dalle malghe sperdute sui monti. Molto fiorente fu anche l'attivita' estrattiva del ferro, e la sua lavorazione artigianale. Branzi fu anche un buon mercato per i trafficanti di ferro e per i carbonai, non che per la vendita della cosidetta "piodera" cioe' di pietra di ardesia estratta dalla cava locale. |
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| Franciacorta - (Franciacorta) |
Col termine "Franciacorta" viene designata una zona della provincia di Brescia che si estende a occidente della città fra i fiumi Mella e Oglio che la delimitano a est e ovest, avendo a nord le colline di Brione, Polaveno, Monticelli Brusati e il Lago d'Iseo, e a sud l'alta pianura padana superiore. La sua estensione è di circa 240 Kmq e raggruppa i comuni di Adro, Brione, Capriolo, Castegnato, Cazzago S. Martino, Cellatica, Cologne, Coccaglio, Cortefranca, Erbusco, Gussago, Monticelli Brusati, Ome, Paderno, Paratico, Passirano, Polaveno, Provaglio, Rodengo Saiano e Rovato. Una lontana leggenda racconta che Carlo Magno, conquistata Brescia longobarda nel 774, pose l'accampamento a Rodengo Saiano. Quando venne il momento di celebrare la festa di San Dionigi, che lui aveva giurato di festeggiare a Parigi, risolse la questione decretando che questa terra era come una "piccola Francia",e ordinò che così fosse chiamata tutta la zona. La tesi più ricorrente e storicamente plausibile, allude alle "corti franche", cioè al fatto che i principali centri dell'arco morenico erano all'origine corti altomedievali, che con l'arrivo dei monaci cluniacensi godettero di franchigie (curtes francae). |
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| Desenzano del Garda - (Desenzano del Garda ) |
Desenzano del Garda ha origini molto antiche: conserva una villa romana dai ricchi mosaici policromi. Oggi la citta è un centro commerciale attivo ed animato tutto l'anno: capolinea di battelli e di corriere e punto di partenza ideale per spostarsi nei pittoreschi dintorni della regione seguendo itinerari d'arte e cultura, di folklore e di gastronomia. Situata al centro del bacino meridionale, gode di un buon clima tutto l'anno e si propone come centro di soggiorno, di riposo e di svago con il supporto di moderne attrezzature ricettive. Il vecchio porto è governato dal castello, di costruzione medievale, si alzò probabilmente sulle fondamenta di un castrum romano. Dalla sua terrazza si gode dei più magnifici panorami del Garda. Da visitare è il Duomo Santa Maria Maggiore del '500, all'interno del quale si trovano l'"Ultima Cena di Giambattista" Tiepolo e altri quadri di notevole interesse artistico (Andrea Celesti). Da non perdere sono gli scavi della Villa Romana del secolo III-IV d.C., la più importante testimonianza nell'Italia settentrionale. La torre di San Martino della Battaglia è costruita nel 1878 in stilo neogotico, scenario di battaglia del Risorgimento Italiano. Nell'interno sono presenti affreschi d'argomento rinascimentale. |
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| Angolo Terme - (Angolo Terme ) |
Angolo, così chiamato per il sensibile mutamento di direzione della valle formante quasi un angolo retto, comprende i centri abitati di Angolo, Anfurro, Mazzunno e Terzano. Di origine celtica, con struttura urbanistica medievale, Angolo ha condiviso in gran parte le sorti storiche ed economiche della Vallecamonica ed è carico di storia e di vestigia nobiliari. Importante luogo strategico durante la dominazione romana, fu centro minerario fin dal IV sec. a.C., costituendo un punto notevole di raccordo con i forni fusori della Valle Scalve. Si caratterizzò sempre come centro di produzione agricola e artigianale particolarmente nel campo del legno e vetro. Angolo fu prima possedimento del Vescovo di Brescia e passò poi al Comune di Brescia; sottomesso ai Visconti nella prima metà del '300, divenne feudo di Federici. Tolto ad essi nei primi anni del '400 da Pandolfo Malatesta, fu riconquistato dai Ghibellini guidati dai Federici. Entrato a far parte della Serenissima, vi appartenne fino al 1797. Angolo ha avuto rilevante sviluppo nella seconda metà dell'800 con la costruzione della strada Angolo-Dezzo, ma ha assunto ancor maggiore importanza dal 1960, quando incominciò a svilupparsi l'attività turistica e termale. Dal 1963 il paese è stato denominato Angolo Terme. |
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| Bormio - (Bormio) |
Borgo antichissimo e nobile, Bormio è oggi il più famoso e attrezzato centro turistico della Lombardia. Situato in una vasta conca alpina a 1225 m. di altitudine, permette di sciare 12 mesi all'anno: da novembre a maggio sui pendii del Vallecetta, e da maggio a novembre sui ghiacciai dello Stelvio. A chi ama la vacanza estiva riposante, nel diretto contatto con la natura, i vasti boschi offrono un ambiente ideale. Da qui poi e facile partire alla scoperta del Parco Nazionale della Stelvio, delle sue valli, della ricca flora e fauna che vi dimora. Bormio offre inoltre: un moderno stabilimento termale con piscina ad acqua naturalmente calda, palazzo del ghiaccio, tennis, equitazione, e tante occasioni per spensierate vacanze. |
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