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Regione Lombardia |
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| Valsassina - (Valsassina) |
Questa zona è sicuramente una delle aree più gradevoli e accoglienti della Lombardia, il merito è da attribuirsi principalmente, alla varietà del suo paesaggio che vede seguire dalla splendida riviera del medio e alto Lario occidentale le pittoresche vallate prealpine, ricche di prati, castagneti, folti boschi che si arrampicano sui fianchi dei monti sino agli alti pascoli punteggiati da baite antiche e rifugi alpini. La Valsassina offre le maggiori cime delle Prealpi Orobiche: il gruppo delle Grigne, il Legnone, il Pizzo Tre Signori, i Campelli e, il celebre Resegone dove, l’amante della montagna, potrà trovare ancora spazi incontaminati e i turisti, gli escursionisti, gli sportivi, i bisognosi di riposo e tranquillità, l’ambiente ideale per un soggiorno sereno e salutare. Questa è una valle molto ampia, adagiata nel cuore delle Prealpi, che passa brevemente da paesaggi lacustri a vette che raggiungono anche i 2.500 metri di quota, è collocata in una posizione baricentrica rispetto alle due grandi aree lombarde delle alpi e della pianura e, per questo motivo, sin dall’antichità, viene considerata zona di transito e d’incontro, sfatando l’impressione di difficile accesso. A dar vita a questa già ridente valle ci pensano i numerosi centri abitati, adagiati lungo le pendici fino a circa 1000 metri d’altezza. Questi sono disposti sui due lati della strada e sono collegati fra loro dalla statale 36 che offre i più immediati accessi alla Valsassina, da Lecco (Via Ballabio) e da Bellano (via Taceno), alla Riviera del Lario da Bellano a Colico. Fra le tante bellezze della zona quelle che, indubbiamente, vengono considerate le migliori sono: il verde, la tranquillità, il silenzio che il lago, le vallate, i monti offrono con ricchezza a chi, ossessionato e frastornato dalla frenetica vita cittadina, cerca disperatamente un po’ di pace. |
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| Pavia - (Pavia) |
| Antica e nobile città sul Ticino, dal caratteristico aspetto in parte medievale con monumenti insigni soprattutto del periodo romanico. Già importante sotto i Romani, Pavia conobbe il massimo della potenza nei secoli in cui fu capitale del regno dei Longobardi. Nel periodo comunale (XII-XIII secolo) godette di grande prosperità, come attestano le mirabili chiese romaniche di San Pietro in Ciel d'Oro e San Michele. Insigne esemplare di chiesa romanica, consacrata nel 1132, San Pietro in Ciel d'Oro custodisce la gotica Arca di Sant'Agostino, complessa opera in marmo, ricca di statue e rilievi, eseguita da scultori lombardi influenzati dall'arte toscana nel 1362. Di epoca più tarda (1360) è il bellissimo Castello Visconteo, grandioso quadrilatero in laterizi con torrioni angolari, due ordini di bifore gotiche e merlature, fatto erigere da Galeazzo II Visconti nel 1365. Fu distrutto nel 1527 dopo la battaglia di Pavia. Numerose sale ospitano il Museo Civico e la Pinacoteca, dove sono visibili opere dal XII secolo al primo Seicento. |
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| Sondrio - (Sondrio) |
Sondrio si trova in un'ampia conca circondata da verdi colli coltivati a vite, come il San Lorenzo, il Grumello e il Masegra. A nord si apre la val Malenco, percorsa dal torrente Mallaro che attraversa la città e sfocia nell'Adda; la catena delle Alpi Orobie delimita l'orizzonte in direzione sud. La presenza dell'uomo in età preistorica è confermata dai ritrovamenti nella vicina Chiuro. Più tardi la zona tu abitato prima dai Liguri, poi dagli Etruschi (stele rinvenuta a Montagna) e dai Romani, ma i ritrovamenti archeologici relativi a questi insediamenti sono scarsi. Il nome "Sondrio" deriva dal longobardo Sonder, trasformato dai latini in Sundrium. Il nome originario significa "terreno tenuto e lavorato dal padrone da sé o con l'aiuto dei servi". Solo intorno all'anno Mille le notizia storiche diventano più precise. Nel 1040 Enrico III di Franconia concesse la pieve di Sondrio ai Capitanei, che governarono Io città fino alla metà del Quattrocento, quando passò prima ai Beccaria poi ai grigioni Salis. Sui colli, a protezione del borgo, sorsero il castello di San Giorgio, poi trasformato nel convento di San Lorenzo, e il castello Masegra, che ancora oggi domina dall'alto la città. I Capitanei seppero amministrare saggiamente i loro possedimenti e superare le alterne vicende che nel periodo comunale li videro schierati a fianco dei guelfi Vittani di Como e dei Della Torre di Milano. Sono di questo periodo le numerose fortificazioni erette a protezione dei toro domini, come la cinta muraria, del 1325. Dal 1335 Sondrio seguì vicende di Como a fu sottomessa non senza difficoltà prima ai Visconti, nel 1336, poi, dal 1450, agli Sforza, Il governo della città passò ai Beccaria quando l'ultima discendente dei Capitanei, Jacopina, sposò nel 1436 Antonio Beccaria. Il Cinquecento si apre con il dominio dei Francesi, mal tollerato dagli abitanti di tutta la valle per i soprusi e le violenze che dovettero subire. Nel 1512 subentrò la dominazione dei Grigioni: con un atto stipulato a Teglio, i Grigioni si impossessarono della Valtellina e dei contadi di Bormio e Chiavenna. Oltre all'interesse politico per la zona a sud delle Alpi vi erano da parte dei Grigioni interessi economici; infatti attraverso i valichi alpini giungevano nella Rezia l'ottimo vino valtellinese e la lastre di ardesia o di serpentino della val Malenco. Quando la sede del governo tu spostata da Tresivio a Sondrio, il borgo assunse per la prima volta il ruolo di capoluogo e vide il primo governatore grigione Corrado PIanta insediarsi nell'odierno palazzo municipale. Diversi furono i problemi che caratterizzarono il dominio grigione, primo tra tutti il contrasto religioso che sfociò nel 1620 nella rivolta cattolica contro i riformati, conosciuta come "sacro macello di Valtellina", in cui furono uccise centinaia di persone. Si aggiunsero anni di carestie, alluvioni e pestilenza, invasioni e alleanze con nazioni straniere che indussero i Grigioni a smantellare le numerose fortificazioni della valle, finché, con il Capitolato di Milano, i Grigioni tornarono dominatori rimanendovi tino al 1797. lI Capitolato che gli Spagnoli si impegnavano a far rispettare imponeva la fede cattolica come unica professabile. limitando così il potere grigione. Aderendo alla Repubblica Cisalpina, Sondrio divenne capoluogo del dipartimento dell'Adda e dell'Oglio. Caduto Napoleone, subentrarono gli austriaci, i quali diedero un nuovo assetto viario alla città e a tutta la valle, ufficializzando nell'ordinamento del Regno Lombardo-Veneto la provincia di Sondrio. La città partecipò alle guerre di indipendenza accogliendo con entusiasmo Garibaldi e nel 1861 la provincia di Sondrio entrò a far parte del regno d'Italia. Il XIX secolo è caratterizzato da notevoli trasformazioni: vengono poste le basi per uno sviluppo economico e culturale della città, nel 1861 nasce il giornale "La Valtellina", si aprono scuole, filande per la lavorazione delta seta, il cotonificio Fossati e la Società Enologica, quest'ultima con lo scopo di tutelare e incrementare la produzione vinicola, da sempre perno dell'economia agricola della città: infine nascono diversi istituti di credito. Con l'apertura del tratto ferroviario Colico-Sondrio, nel 1885, Sondrio si trova collegata alla rete ferroviaria nazionale, anche se la scelta del San Gottardo come valico verso l'Europa settentrionale eclisserà in parte l'importanza commerciale che la Valtellina ebbe per molti secoli. Le due guerre mondiali e le alluvioni del 1911, del 1927 e del 1987 ebbero un notevole costo civile ed economico, che gli abitanti seppero fronteggiare orientandosi verso uno sviluppo turistico di tutta la provincia. |
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| Gera Lario - (Gera Lario ) |
L'abitato di Gera Lario sorge all'estremità occidentale del Lario non lontano dalla foce del fiume Mera che con L'Adda forma il Lago di Como. Antico borgo di barcaioli e di pescatori, fonda le sue origini nell'epoca romana e la sua importanza storica nell'essere posto lungo la romana "Strada Regina" e rotte lacuali che collegavano Como alla Val Chiavenna e da questa ai passi montani verso la Rezia. Oltre all'attività lacuale la popolazione si dedicava all'agricoltura sulla montagna retrostante e successivamente all'allevamento del baco da seta. Il benessere derivato si è riflesso nella tipologia degli edifici sulla facciata dei quali rimangono tuttora pregevoli affreschi sacri. |
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| Cremona - (Cremona) |
| Attiva città nella bassa Lombardia, in vicinanza del Po. Fondata dai Romani nel 218 a.C., fu un importante libero Comune fino al 1344 quando fu assoggettata dai Visconti. Dell'epoca conserva notevoli monumenti religiosi e civili, in particolare il complesso della centrale piazza del Comune, una delle più belle piazze medievali d'Italia per l'insieme di monumenti che la circondano: la Loggia dei Militi, il Palazzo del Comune, il Battistero e il Duomo, uno dei maggiori esempi di architettura romanica lombarda, eretto nel corso del XII secolo e ampliato nel XIII-XIV, con l'altissimo campanile (m 111) detto Torrazzo, eretto al intorno al 1267, divenuto simbolo della città. Nel Rinascimento Cremona divenne famosa per l’attività delle famose botteghe di liutai (Amati, Stradivari, Guarneri) che si protrasse fino alla fine del '700. |
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| Serina - (Serina) |
Le prime notizie storiche riguardanti Serina vengono individuate soltanto dopo l'anno mille. Primitiva dipendenza del regime feudale e dal potere vescovile. Prevalente influenza - all'epoca della instaurazione delle Signorie - dei Quelfi Torriani, signori di Milano, ad incominciare dal 1265. Dal 1428 dominazione dei Veneziani : Serina capoluogo della Valle Brembana superiore fino al 1797 (sede di un Vicario o rappresentante della Repubblica Veneta). L'origine del nome Serina: pare che tale toponimo si colleghi a quello del fiume Serio. Sono molteplici le testimonianze architettoniche, urbanistiche e culturali della sua riconosciuta funzione amministrativa. L'economia agricola e commerciale era sorretta anche dai profitti della lavorazione della lana e della fabbricazione artigianale dei chiodi prodotti col ferro estratto dalle vicine miniere. La comunità si arricchì cosi' di opere pregevoli, grazie alla disponibilità di capitali e grazie sopratutto all'apporto di artisti originari, quali appunto Palma il Vecchio e Palma il Giovane. L'intraprendenza della popolazione, che gia' nel '200 provvide a riscattarsi dal regime feudale e piu' tardi invase di idee e creatività la stessa Venezia, oggi si applica con successo anche la recettività turistica. |
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| Taleggio - (Taleggio) |
Rimane sempre incerto il tempo in cui la valle incominciò ad essere popolata, né si sa da quali parti provenissero i primi abitanti. Alcuni propendono a credere che la prima gente facesse parte di alcune famiglie di pastori, che in primavera venivano a guardare il loro gregge sui monti di Taleggio. Altri invece affermano che i primi abitanti fossero oriundi della vicina Valsassina; essi per trovare scampo alle frequenti incursioni barbariche, si rifugiarono tra le boscaglie della valle, le quali occupavano tutta l'area dei pascoli montani di Pizzino. Questo sarebbe avvenuto all'incirca nel X secolo. La tradizione vuole che la vallata fosse già abitata fin dall'anno 1010,come è provato da una pietra segnata da una croce con la data MX scoperta sopra un arco della vecchia Parrocchiale di Pizzino ed oggi ancora visibile nel porticato presso il campanile dell'attuale Parrocchiale. Secondo poi l'ingegner Giuseppe Arrigoni di Introbio, la prima contrada costruita in valle fu quella del Retaggio e i primi popoli che incominciarono ad abitare la Valsassina furono gli Orobi i quali in seguito si inoltrarono nelle valli di Averara e Taleggio; si ignora però da dove venissero e in quale epoca si stabilirono in quei luoghi. Per altri, fra cui Giuseppe Locatelli, i primi abitatori si stabilirono in quella parte di Pizzino ancor oggi detta Caravèr, confinante con la Chiesa Parrocchiale. Non è difficile accettare Caravèr come prima località abitata, ricordando che qui è sorta anche la prima chiesa cristiana. Che la Chiesa di S.Ambrogio di Pizzino sia stata la prima chiesa costruita anticamente in valle, sotto l'invocazione di S.Ambrogio patrono della valle stessa, può essere dimostrato in vari modi. Prova fondamentale di "matricità" sono gli atti di smembramento e separazione di tutte le Parrocchiali, Vedeseta compresa, che in origine dipendevano dall'unica e primaria Chiesa Parrocchiale in Valle, appunto quella di S.Ambrogio. Infatti Vedeseta fu staccata da Pizzino ed eretta in parrocchia circa l'anno 1442 sotto il parroco Filippo Bevilacqua de Molteno; Peghera fu separata da Pizzino il 2 gennaio 1474; Olda e Sottochiesa vengono erette in parrocchie, separandosi da Pizzino, il 22 aprile 1494. Nell'inventario stilato nel 1368 relativo alle chiese dipendenti da Primaluna, vengono elencate soltanto la Cappellanìa di Santa Brigida, quella di Valtorta e di S.Ambrogio in Pizzino. Sotto Carlo Magno, la Val Taleggio con Averara (esse formavano un unico ambito amministrativo) diventa feudo del vescovo di Milano. Inizia quindi la dipendenza di Taleggio e Averara dal capoluogo lombardo. Bernabò Visconti che nel 1355 aveva ereditato, con Galeazzo, il dominio visconteo, stabili di dare maggiore autonomia alle valli di Taleggio e Averara. Cosi quelle genti poterono darsi uno Statuto con leggi proprie. |
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| Idro - (Idro) |
Il comune di Idro è una località tranquilla e rilassante nella quale domina incotrastato l'omonimo lago dai fondali blu notte, attorniato da una vegetazione prevalentemente a carattere montano. Tali elementi fanno di Idro un paese estremamente suggestivo, nel quale è sempre possibile respirare la fresca aria profumata dai pini disseminati rigogliosamente su tutto il territorio. Il comune di Idro è suddiviso in più frazioni, tra le quali ricordiamo i centri storici di Crone e Lemprato che ti portano, con i loro vicoli, in un' epoca ormai trascorsa, lontana, ma tutt' ora viva e presente. Una passerella di legno, in alcuni tratti costruita a palafitta ed alternata a ponti soprastanti il lago, collega dalla spiaggia le citate frazioni. Le spiaggie sono curate, dotate di chioschi, ed i parchi sono attrezzati di altalene e scivoli. |
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| Sondalo - (Sondalo) |
I primi documenti che parlano di Sondalo come centro abitato risalgono all'XI secolo e non vi sono certezze sul suo passato più remoto, anche se alcune leggende parlano insistentemente della presenza in zona di un grande lago. Il suo territorio, situato in una zona ritenuta militarmente strategica, si trovò, proprio per questa sua particolare posizione geografica, ad avere anche diverse fortificazioni (castrum) che però furono soggette a parecchie devastazioni e saccheggi, per cui al giorno d'oggi se ne conservano solo pallidi ricordi. La storia più recente di Sondalo è invece caratterizzato dalla costruzione, iniziata negli anni '30, di una imponente struttura sanitaria che domina il paese dall'alto. Attorno a questa struttura si è sviluppato nel corso degli anni l'economia del paese. La presenza del grosso complesso ospedaliero ha caratterizzato anche lo sviluppo turistico di Sondalo che ha saputo costruirsi una propria identità, basato soprattutto sul concetto di una vacanza all'insegno del relax e della salute. |
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| Alta Valtellina - (Alta Valtellina ) |
Il comprensorio dell'Alta Valtellina comprende i comuni di Bormio, Livigno, Sondalo, Valdidentro, Valdisotto e Valfurva. Confina con la Svizzera ed l'Alto Adige oltre che con la provincia di Brescia. Caratteristiche particolari: 12 mesi di sci assicurati, il più grande ghiaccio alpino di tipo himalaiano, tutti i comuni del comprensorio sono parte del Parco Nazionale dello Stelvio, la grande risorsa idrica per termalismo, consumo alimentare e produzione di energia, la presenza di zona extradoganale. Tre statali l'attraversano, la 38 dello Stelvio da Sondalo al Passo, la 300 del Gavia da Bormio a S. Caterina Valfurva, la 301 del Foscagno da Bormio a Livigno. L'Alta Valtellina si insinua tra le montagne del gruppo Ortles-Cevedale, il principale gruppo delle Alpi Centrali, e del gruppo Cima Piazzi, con vette che sfiorano i 4.000 mt di quota. |
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