
|
Ricerca un hotel per regione con Last Minute Italien |
Regione Lombardia |
|
| Sabbioneta - (Sabbioneta) |
| Situata nella bassa pianura mantovana, Sabbioneta fu creata dal principe Vespasiano Gonzaga nella seconda metà del '500 e divenne un importante centro d'arte del tardo Rinascimento, epoca a cui risale la costruzione (1590) del Teatro Olimpico, capolavoro di Vincenzo Scamozzi, con le pareti decorate da pregevoli affreschi di scuola veneta. Modello esemplare di "città ideale" rinascimentale, interamente progettata ex novo, secondo principi di proporzione e simmetria, Sabbioneta conserva ancora integralmente il regolare impianto urbanistico entro il perimetro a stella delle sue mura. |
|
|
|
| Livigno - (Livigno) |
La particolare situazione geografica, distante dai centri urbani, nonchè la conformazione orografica del territorio, incastonato tra il Nord ed il Sud delle Alpi, hanno permesso di conservare intatte nel tempo quelle caratteristiche ambientali, naturali, culturali e architettoniche che fanno di Livigno una valle unica al mondo, che si inserisce nei Parchi Nazionali dello Stelvio e dell'Engadina, i piu' grandi d'Europa. Livigno dove le case di legno e sasso, i "Bait", tipiche abitazioni livignasche, fiancheggiano la strada principale che percorre tutta l'ampia valle ed ove lo scorrere del tempo pare alle volte fermarsi nell'atmosfera antica che rivive, giorno dopo giorno, le mai dimenticate tradizioni della montagna. Livigno, una stazione turistica che ha saputo svilupparsi nel rispetto della natura e del territorio nonchè della cultura propria della gente di montagna e che oggi sta continuamente investendo in strutture di servizio, passeggiate, sentieri, piste ciclabili e di mountain-bike in estate e in impianti di risalita (60 miliardi negli ultimi cinque anni), piste da fondo e da discesa, passeggiate sulla neve, in inverno, per garantire a tutti e a tutte le età la migliore fruizione dell'ambiente. Per questo Livigno è una valle unica al mondo. Per questo Livigno ti può trasmettere quelle sensazioni di pace e di serenità che ricerchi nella tua vacanza a diretto contatto con la natura e la cultura proprie della montagna. |
|
|
|
| Mantova - (Mantova) |
| Città d'arte di prim'ordine per monumenti medievali e del Rinascimento. Di origini antiche, fu fiorente nel Medioevo dal 1273 con la Signoria dei Gonzaga, sotto i quali diventò, soprattutto nel Rinascimento, un grande centro di cultura e arte. I Gonzaga ampliarono e abbellirono la loro dimora tanto da farne una delle più sontuose e vaste regge d'Europa; testimonianza del fervore architettonico e artistico di questo periodo è il palazzo Ducale, di estremo interesse per la bellezza degli ambienti e per le collezioni d'arte. |
|
|
|
| Breno - (Breno ) |
Breno, oggi come nel passato, deve la sua importanza al fatto di essere centro di servizi comprensoriali della Vallecamonica: e ciò per posizione geografica, oltre che per tradizione. L'etimologia ci riporta ad origini assai lontane, sia che si assuma come radice il celtico brig (monte) oppure il cognome ugualmente celtico di Brennos, o la voce briù o braè (ponti o intrecciatura di pali a scopo difensivo) come nella Gallia. È perciò molto verosimile pensare ad una intelaiatura di pali, alla maniera gallica, tra la rupe del Castello e quella del Cerreto, onde precludere l'accesso alla vallata [Ertani]. Certo è che le difese non furono sufficienti a contenere a lungo l'urto delle legioni romane ed anche Breno divenne parte della Provincia romana. Interessanti reperti del periodo preistorico e romano sono custoditi nel museo civico. |
|
|
|
| Alta Valtellina - (Alta Valtellina ) |
Il comprensorio dell'Alta Valtellina comprende i comuni di Bormio, Livigno, Sondalo, Valdidentro, Valdisotto e Valfurva. Confina con la Svizzera ed l'Alto Adige oltre che con la provincia di Brescia. Caratteristiche particolari: 12 mesi di sci assicurati, il più grande ghiaccio alpino di tipo himalaiano, tutti i comuni del comprensorio sono parte del Parco Nazionale dello Stelvio, la grande risorsa idrica per termalismo, consumo alimentare e produzione di energia, la presenza di zona extradoganale. Tre statali l'attraversano, la 38 dello Stelvio da Sondalo al Passo, la 300 del Gavia da Bormio a S. Caterina Valfurva, la 301 del Foscagno da Bormio a Livigno. L'Alta Valtellina si insinua tra le montagne del gruppo Ortles-Cevedale, il principale gruppo delle Alpi Centrali, e del gruppo Cima Piazzi, con vette che sfiorano i 4.000 mt di quota. |
|
|
|
| Garlasco - (Garlasco) |
L'origine del paese è riportabile all'età del bronzo-ferro I (800 a.C.), come dimostrato dai vari reperti rinvenuti. Sicuramente villaggio gallico e poi romano, troviamo le prime notizie documentate in scritti di Berengario I (909) ed in un editto del 30 settembre 981, con cui Ottone II di Sassonia, imperatore e re d'Italia e di Germania, assegna il possesso dell'abitato, munito di poderose opere murarie difensive, al monastero di San Salvatore in Pavia. Nel secolo XIV passa sotto la dominazione dei Visconti, quindi ai marchesi del Monferrato; questi, prima di perderlo di nuovo a favore dei Visconti, incendiano la fortezza; nel 1436, il paese passa ai conti Castiglioni. |
|
|
|
| Casalmaggiore - (Casalmaggiore) |
Le origini di Casalmaggiore non vengono definite dagli studiosi con univoca nitidezza. La stazione rinvenuta nel 1970 al Santuario della Madonna della Fontana, unitamente ai reperti emersi nella frazione di Fossacaprara, conferma la presenza di insediamenti databili all’età del Bronzo. Ma è del 585 il documento più antico in cui Casalmaggiore viene esplicitamente citata: si tratta di un’iscrizione rinvenuta sotto l’immagine della Beata Vergine nella chiesa di San Giovanni Battista (un tempo collocata nell’area dell’odierna Isolabella). Altre testimonianze confermano indirettamente un’origine più remota per quello che anche oggi è il centro di maggior rilievo del territorio denominato "Casalasco". Attorno al 1000 Casalmaggiore era un castello fortificato sotto il dominio estense e la solitaria rocca di via Vaghi continua ad alimentare il ricordo di quel periodo. Nel 1137, quando la città era inserita nel contado di Cremona pur conservando un’invidiabile autonomia, l’imperatore Lotario sostò nel suo Castelvecchio. Successivamente giunse alla sovranità dei Gonzaga per poi passare, agli inizi del XV secolo, a quella veneziana. Nel ‘400 si sviluppò intensamente l’arte tipografica, testimoniata, nel 1486, dalla prestigiosa pubblicazione del libro ebraico del"Machazar" (un secolo dopo, nel 1581, sarebbe stata stampata una delle prime edizioni della "Gerusalemme Liberata"). Durante la dominazione della Repubblica di Venezia, Casalmaggiore ribadì la propria vocazione commerciale, alimentata da una posizione geografica strategicamente rilevante. Ma proprio l’ubicazione di questo territorio catalizzò, nel corso dei secoli, gli sguardi interessati dei potenti che lo contesero con particolare tenacia. Negli anni ‘70-’90 il capoluogo casalasco cominciò a darsi una veste anche industriale per vivere le sfide del 2000 in un equilibrato compendio di consapevolezza della propria storia e sbocchi occupazionali. |
|
|
|
| Val Brembana - (Val Brembana ) |
Chiusa a settentrione dai contrafforti delle Alpi Orobie, la Valle Brembana si stende per oltre 60 chilometri dalle sorgenti del Brembo, alle falde del Pizzo del Diavolo (m. 2.914), fino allo sbocco nella pianura nei pressi di Villa d'Almè (m. 300). Nella valle principale del Brembo confluiscono poi le valli laterali come la Valle di Olmo, la Val Taleggio, la Val Brembilla e la Val Serina. La Valle Brembana costituisce un'entità ben distinta non solo sul piano fisico e territoriale, ma anche su quello storico e culturale. La sua storia affonda nei tempi più antichi e testimonia le grandi capacità di adattamento della sua popolazione ad una natura avara e spesso ostile. Ed è sorprendente come proprio da piccoli villaggi sperduti della valle abbiano avuto origine casati come quelli dei Tasso o artisti quali Palma il Vecchio, Ceresa e i Baschenis. |
|
|
|
| Varese - (Varese) |
| Situata sul verde declivio costellato di ville e giardini che digrada verso il lago, Varese fu già a partire dal '700 uno dei luoghi di villeggiatura prediletti dalla nobiltà e dalla borghesia milanese e lombarda. Fu costruito qui, per ordine di Francesco III d'Este, duca di Modena e signore di Varese, il Palazzo Estense o Ducale (1766-73), edificio settecentesco di forme barocchette la cui facciata interna dà su bellissimi giardini all'italiana. |
|
|
|
| Darfo - (Darfo) |
Nelle località Crape e Luine, ora parco naturale, poco a nord-ovest dell'abitato di Boario, sono state rinvenute delle belle e significative incisioni rupestri datate all'età Eneolitica (2200-1800 a. C.) raffiguranti scene di pesca e alcune palafitte oltre a incisioni in caratteri nord-etruschi. Dopo la loro riscoperta e segnalazione negli anni '80, l'inquinamento, l'incuria e anche alcuni atti vandalici hanno danneggiato in parte e resi poco visibili i leggeri graffiti, ma la locale amministrazione ha inteso procedere ad una campagna di salvaguardia di queste incisioni e tutta la zona è stata segnalata, recintata, pulita dagli sterpi e maggiormente sorvegliata e tende ad acquistare un notevole interesse turistico e di studio. Montecchio era certamente il borgo più importante della zona tanto che sembra fosse il primo tra i centri abitati della valle ad avere le sue case quasi tutte con tetto ricoperto di lastre di pietra o di cocci e non di paglia o al più di tavole di legno. Il lago d'Iseo, fino ad epoca post-romana doveva spingersi ben più a nord dell'attuale bacino e forse lambire anche l'abitato di Montecchio. L'importanza di Montecchio in epoca medioevale è testimoniata anche dalla presenza di una possente rocca, certamente costruita su un preesistente castelliere d'epoca pre-romana. Da questo castello, eretto sulla collina del Monticolo, si dominava anche il passaggio sul più importante ponte della Valle Camonica, sul quale, oltre a subire controlli, si doveva pagare pedaggio. Nel 1886, sull'Oglio, venne gettato un moderno ponte di ferro che portò al diretto collegamento di Darfo con Boario e Corna senza più passare da Montecchio e dall'antico ponte ad arco costruito nei pressi del Monticolo. Tragico fu il primo dicembre 1923, crollò la diga del Gleno, sul fiume Dezzo, in alta Val di Scalve e questo provocò, con una enorme forza d'urto, la distruzione di gran parte di Darfo. Si contarono 500 vittime. In quella tragica occasione furono presenti in Valle Camonica, unica volta dall'unificazione Italiana, in visita ufficiale il Re Vittorio Emanuele III e le più alte cariche dello stato. Nel XX secolo le varie frazioni che ora compongono il comune di Darfo, raggiunsero un'aggregazione amministrativa e l'economia locale e la popolazione si svilupparono ulteriormente tanto che il comune è divenuto il centro più importante della Valle Camonica e dal 28 gennaio 1968 ha assunto il nome e il titolo di "Città di Darfo Boario Terme". Mentre Darfo, oltre che sede della municipalità è divenuto un centro importante per l'industria (anche se alcune delle storiche industrie sono fallite o sono state chiuse a causa di sbagliate azioni politiche o economiche incapaci di sostenere la locale produzione) e il terziario, Boario è rimasto agganciato al turismo termale. Note sono le sorgenti delle terme che prendono il nome di Silia, Igea, Antica Fonte e Fausta. Il nome di Boario Terme raggiunse, a cavallo degli anni '60 e '70 una notevole rinomanza nazionale che portò questa stazione termale ad essere annoverata tra le principali d'Italia. A fianco del parco delle Terme, negli anni '80, per andare incontro alle esigenze sempre più diversificate e mirate alla salute, è sorto un centro per le varie terapie idropiniche e con fanghi. Nel 1996 è stato inaugurato un moderno centro congressi il cui scopo principale è quello che essere un punto di riferimento per le iniziative di tutto il comprensorio Camuno Sebino e centro di promozione turistica per l'intera zona. |
|
|
|
| |
Last Minute Italien Sponsor Hotels |
|
|