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Misano Adriatico (RN)
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L'Hotel Villa Rosa vi invita a conoscere i piaceri di una vacanza a Misano Adriatico. Una struttura...
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Regione Lombardia
 
Varese - (Varese)
Situata sul verde declivio costellato di ville e giardini che digrada verso il lago, Varese fu già a partire dal '700 uno dei luoghi di villeggiatura prediletti dalla nobiltà e dalla borghesia milanese e lombarda. Fu costruito qui, per ordine di Francesco III d'Este, duca di Modena e signore di Varese, il Palazzo Estense o Ducale (1766-73), edificio settecentesco di forme barocchette la cui facciata interna dà su bellissimi giardini all'italiana.
Lanzada - (Lanzada)
Tra prati e conifere, oltre che essere molto pittoresca può essere considerata un paradiso per gli amanti del fondo grazie ai suoi 17 km di piste.
E' l'ultimo paese situato sulla via del Bernina e dello Scalino.
Lanzada, una montagna vera in provincia di Sondrio. Escursionismo, sport, tranquillita': in inverno sci alpinismo, sci di fondo, pattinaggio su ghiaccio; in estate passeggiate nel verde, percorso vita, itinerari mineralogici, piscina.
Santa Margherita di Staffora - (Santa Margherita di Staffora )
La storia di Santa Margherita di Staffora ha origini, quanto meno romane, stando al ritrovamento in frazione Massinigo di una fornace romana.
Il passato del comune è particolarmente legato alle vicende della famiglia dei Marchesi Malaspina che ebbero in feudo l'intera valle.
In particolare si ricorda il Marchese Giuseppe Malaspina, che durante il dominio Francese si mise a capo di una rivolta e riuscì ad organizzare una banda di contadini che nel maggio 1796 marciò su Voghera per impadronirsene.
La rivolta venne scoperta dai Francesi che inviarono un contingente a disperdere i rivoltosi. Le truppe Francesi, in quell'occasione, distrussero il locale castello i cui ruderi sono tuttora visibili in Santa Margherita.
Bergamo - (Bergamo)
E' una delle più interessanti e attive città lombarde per bellezza d'aspetto, patrimonio d'arte e attività industriale. E' divisa in due parti distinte: Bergamo Alta, medievale e silenziosa, su un colle che segna l'inizio delle Prealpi e corrisponde all'antica città murata, e Bergamo Bassa, in piano, che ne costituisce l'espansione moderna. Municipio romano, poi libero Comune nei secoli XI-XIII, fece parte della Repubblica Veneta (1428-1796) e divenne poi provincia del Lombardo-Veneto (1814-59). Sede del potere fin dal Medioevo, Bergamo Alta concentra i monumenti più insigni della città, fra cui spiccano Santa Maria Maggiore, complessa costruzione romanica della seconda metà del XII secolo, con portale preceduto da un magnifico protiro di Giovanni da Campione (1353), e la Cappella Colleoni, capolavoro dell'Amadeo (1476) e del Rinascimento lombardo. Fatta costruire da Bartolomeo Colleoni come propria cappella funeraria, è un gioiello di architettura e decorazione.Di particolare interesse è la Pinacoteca dell'Accademia Carrara, a Bergamo Bassa; fra le più ricche di Italia, possiede circa 1600 dipinti (in particolare di scuola veneta e lombarda dal '400 al '700), oltre a importanti raccolte di stampe e disegni e a collezioni minori di medaglie, bronzi, sculture, porcellane e miniature.
Darfo - (Darfo)
Nelle località Crape e Luine, ora parco naturale, poco a nord-ovest dell'abitato di Boario, sono state rinvenute delle belle e significative incisioni rupestri datate all'età Eneolitica (2200-1800 a. C.) raffiguranti scene di pesca e alcune palafitte oltre a incisioni in caratteri nord-etruschi.
Dopo la loro riscoperta e segnalazione negli anni '80, l'inquinamento, l'incuria e anche alcuni atti vandalici hanno danneggiato in parte e resi poco visibili i leggeri graffiti, ma la locale amministrazione ha inteso procedere ad una campagna di salvaguardia di queste incisioni e tutta la zona è stata segnalata, recintata, pulita dagli sterpi e maggiormente sorvegliata e tende ad acquistare un notevole interesse turistico e di studio.
Montecchio era certamente il borgo più importante della zona tanto che sembra fosse il primo tra i centri abitati della valle ad avere le sue case quasi tutte con tetto ricoperto di lastre di pietra o di cocci e non di paglia o al più di tavole di legno. Il lago d'Iseo, fino ad epoca post-romana doveva spingersi ben più a nord dell'attuale bacino e forse lambire anche l'abitato di Montecchio.
L'importanza di Montecchio in epoca medioevale è testimoniata anche dalla presenza di una possente rocca, certamente costruita su un preesistente castelliere d'epoca pre-romana. Da questo castello, eretto sulla collina del Monticolo, si dominava anche il passaggio sul più importante ponte della Valle Camonica, sul quale, oltre a subire controlli, si doveva pagare pedaggio.
Nel 1886, sull'Oglio, venne gettato un moderno ponte di ferro che portò al diretto collegamento di Darfo con Boario e Corna senza più passare da Montecchio e dall'antico ponte ad arco costruito nei pressi del Monticolo. Tragico fu il primo dicembre 1923, crollò la diga del Gleno, sul fiume Dezzo, in alta Val di Scalve e questo provocò, con una enorme forza d'urto, la distruzione di gran parte di Darfo.
Si contarono 500 vittime. In quella tragica occasione furono presenti in Valle Camonica, unica volta dall'unificazione Italiana, in visita ufficiale il Re Vittorio Emanuele III e le più alte cariche dello stato. Nel XX secolo le varie frazioni che ora compongono il comune di Darfo, raggiunsero un'aggregazione amministrativa e l'economia locale e la popolazione si svilupparono ulteriormente tanto che il comune è divenuto il centro più importante della Valle Camonica e dal 28 gennaio 1968 ha assunto il nome e il titolo di "Città di Darfo Boario Terme".
Mentre Darfo, oltre che sede della municipalità è divenuto un centro importante per l'industria (anche se alcune delle storiche industrie sono fallite o sono state chiuse a causa di sbagliate azioni politiche o economiche incapaci di sostenere la locale produzione) e il terziario, Boario è rimasto agganciato al turismo termale.
Note sono le sorgenti delle terme che prendono il nome di Silia, Igea, Antica Fonte e Fausta. Il nome di Boario Terme raggiunse, a cavallo degli anni '60 e '70 una notevole rinomanza nazionale che portò questa stazione termale ad essere annoverata tra le principali d'Italia.
A fianco del parco delle Terme, negli anni '80, per andare incontro alle esigenze sempre più diversificate e mirate alla salute, è sorto un centro per le varie terapie idropiniche e con fanghi. Nel 1996 è stato inaugurato un moderno centro congressi il cui scopo principale è quello che essere un punto di riferimento per le iniziative di tutto il comprensorio Camuno Sebino e centro di promozione turistica per l'intera zona.
Manerba - (Manerba)
La località di Manerba si estende su un promontorio che domina il lago e la Valtenesi. Le frazioni del Comune sono cinque: Pieve, Balbiana, Montinelle, Gardoncino e Solarolo.
Appartenente al territorio comunale è anche l'isola di S. Biagio o "dei conigli". Oltre all'agricoltura, che privilegia la coltivazione dell'olivo e della vite, il turismo e il commercio rappresentano le principali attività economiche: numerosi sono infatti i campeggi e gli alberghi e in numerosi ristoranti si possono assaporare i prodotti tipici del luogo: pesce, vino, olio, tartufi.
La pieve è il monumento più importante per il periodo medioevale anche per la decorazione pittorica dell'interno. Vi sono conservati stupendi affreschi, tra cui il "Martirio di S. Orsola e compagne", del sec. XII, considerato un rarissimo esempio di pittura romanica, l'"Annunciazione", del sec. XIV, e la "Madonna in trono" fra i SS. Sivino e Rocco.
La chiesetta di San Sivino, posta sul promontorio di S. Sivino, uno sperone roccioso prospiciente la riva del lago, ha un'unica navata con prospetto a capanna. Da vedere: la Pieve di Santa Maria, sorse nei secc. VII-VIII su un tempio pagano e su un precedente edificio del V-VI sec., accanto a resti più antichi, forse appartenenti ad una villa romana.
Angolo Terme - (Angolo Terme )
Angolo, così chiamato per il sensibile mutamento di direzione della valle formante quasi un angolo retto, comprende i centri abitati di Angolo, Anfurro, Mazzunno e Terzano.
Di origine celtica, con struttura urbanistica medievale, Angolo ha condiviso in gran parte le sorti storiche ed economiche della Vallecamonica ed è carico di storia e di vestigia nobiliari.
Importante luogo strategico durante la dominazione romana, fu centro minerario fin dal IV sec. a.C., costituendo un punto notevole di raccordo con i forni fusori della Valle Scalve. Si caratterizzò sempre come centro di produzione agricola e artigianale particolarmente nel campo del legno e vetro.
Angolo fu prima possedimento del Vescovo di Brescia e passò poi al Comune di Brescia; sottomesso ai Visconti nella prima metà del '300, divenne feudo di Federici. Tolto ad essi nei primi anni del '400 da Pandolfo Malatesta, fu riconquistato dai Ghibellini guidati dai Federici.
Entrato a far parte della Serenissima, vi appartenne fino al 1797. Angolo ha avuto rilevante sviluppo nella seconda metà dell'800 con la costruzione della strada Angolo-Dezzo, ma ha assunto ancor maggiore importanza dal 1960, quando incominciò a svilupparsi l'attività turistica e termale.
Dal 1963 il paese è stato denominato Angolo Terme.
Teglio - (Teglio)
Teglio, nel cuore della Valtellina, è l'antica Tillium da cui deriva con molta probabilità il nome della Valle. La località, abitata sin dall'antichità, conserva un notevole centro storico con antichi palazzi.
Grazie al suo clima asciutto, alla tranquillità, alle bellezze naturali, al verde incontaminato dei boschi e dei prati, Teglio è un luogo di vacanza ideale in ogni periodo dell'anno. Per quanto riguarda la pratica sportiva Teglio consente di praticare numerosi sport dalle escursioni al golf, mountain-bike, tennis, tiro con l'arco, equitazione durante l'estate mentre sci di fondo e da discesa, sci alpinismo, parapendio, pattinaggio nella stagione invernale.
Gli impianti di risalita si sviluppano nella frazione di Prato Valentino e comprendono una seggiovia e due sciovie, che servono 25 Km di piste.
Per lo sci di fondo viene tracciato un anello di 4 Km. La località turistica è inoltre nota per le sue specialità culinarie e per gli ottimi vini.
Brallo di Pregola - (Brallo di Pregola )
Secondo la tradizione, da questo luogo transitarono le truppe di Annibale dopo la battaglia del Trebbia (218 a.C.), per poi proseguire il loro cammino verso la Liguria e L'Umbria. Per quanto manchino fonti documentate si ritiene che tali itinerari montani siano stati percorsi da reparti di protezione (fiancheggiatori, avanguardie e retroguardie) dell'esercito, mentre il grosso avanzò verso le vie del fondo valle.
Sussiste una leggenda secondo la quale il condottiero abbia raggiunto il Monte Lesima, allo scopo di controllare l'itinerario da percorrere. Qui Annibale sarebbe caduto da cavallo ferendosi ad una mano. Da tale avvenimento (lesit manu) trasse così, secondo la leggenda, l'origine del nome Lesima.
Si sa tuttavia che Pregola, facente parete del feudo di Varzi, aveva un castello del quale sono scomparse le vestigia e fu questo il primo atto storico dell'affacciarsi della Famiglia Malaspina, nel secolo X, proveniente dalla Lunigiana, sulle valle dello Staffora.
Vigevano - (Vigevano)
Dopo l’8 Settembre 1943, Vigevano subì l’occupazione delle truppe Tedesche e con esse gli episodi di violenza e di sopruso noti anche ad altre popolazioni, il tributo di sangue venne versato con la fucilazione di alcune persone ritenute oppositori al regime nonché con la morte di civili a causa delle incursioni aeree dell’esercito anglo-americano.
I giorni della Liberazione furono funestati da episodi violenti di vendetta e di ritorsione, aggravatisi il 27 Aprile 1945 con l’assalto di alcuni partigiani ad una colonna armata su treno delle truppe di occupazione tedesche, avvenuta in prossimità della stazione ferroviaria, ove durante gli scontri a fuoco tra ambo le parti si contarono purtroppo nuove morti.
Come nel resto della nazione, la fine delle ostilità belliche favorì la ricostruzione del tessuto sociale, urbanistico ed industriale, per cui anche Vigevano visse tra il 1950 ed il 1970 importanti investimenti finalizzati alla creazione di attività pubbliche e private che hanno costituito di fatto l’impalcatura delle attuali capacità caratterizzanti la società vigevanese.
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