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Regione Sicilia |
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| APERTURA DEL NUOVO MUSEO 'MEDITERRANEO' - (CASTELLAMARE DEL GOLFO) |
Il museo "Mediterraneo" è lo spazio espositivo che custodisce numerosi reperti archeologici recuperati in mare nel corso degli anni.
Il museo, già presente all'interno del castello arabo-normanno, è stato potenziato unitamente alla sistemazione dei saloni del maniero con arredi e addobbi.
L'apertura al pubblico è stata fissata dai commissari straordinari per il 19 agosto, primo dei tre giorni di festeggiamenti in onore di Maria Santissima del Soccorso, patrona del paese.
Turisti e cittadini, di ritorno da splendide località storico-balneari quali la Riserva dello Zingaro, i faraglioni di Scopello e la tonnara, la baia di Guidaloca o la spiaggia plaja, potranno ammirare reperti archeologici rinvenuti nelle acque del territorio castellammarese (ancore romane, vasellame arabo-normanno, brocche...) ma anche la mostra sulla tonnara e la navigazione, parte integrante della sezione dedicata alle attività e tradizioni marinare.
Nuova illuminazione, tendaggi, sedie, videoproiettori per la sala delle conferenze ed una stanza della memoria storica, dove saranno esposti gli stemmi nobiliari delle famiglie castellammaresi e mappe storiche del paese.
Il progetto del polo museale, curato da Baldo Sabella, è stato approvato dalla soprintendenza già nel 2003, ma i reperti ceduti dalla Guardia di finanza all'amministrazione, non erano fin'ora ben catalogati e non si poteva contare su teche ed illuminazione adeguata. |
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| CONOSCERE RAGUSA - (RAGUSA) |
Capoluogo di provincia dal 1926, Ragusa si sdoppia in una parte moderna più alta, ed un'altra, Ragusa Ibla, la più antica e la più bella per i numerosi edifici in stile barocco, situata nella parte bassa.
Nonostante il sisma che nel 1693 inghiottì la Val di Noto, oggi si offre come spettacolo meraviglioso agli occhi del visitatore: ammaliano gli scenografici monumenti barocchi e rococò intessuti nel centro urbano con sapienza e quasi con prodigio da Rosario Gagliardi (fu lui a progettare il capolavoro del Duomo di San Giorgio), incastonati nell'arrampicata di piccole case sulla roccia calcarea.
I Vespri del 1282 elevarono a contea la città di Ragusa e quattro anni dopo si unificherà con la contea di Modica, quando Manfredi di Chiaramonte, (discendente dell'imperatore Carlo Magno) sposerà Isabella Mosca: i Chiaramonte governeranno per poco più di un secolo, favorendone la crescita economica e conquistando per Ragusa un ruolo di primissimo piano nello scacchiere politico siciliano.
Con gli Henriquez, la Contea di Ragusa perdette i fasti e l'importanza conseguita al tempo dei Chiaramonte, e sommosse e ribellioni ne furono il segno più evidente.
Dal 1703 le sorti della città barocca per eccellenza seguiranno quelle della Sicilia, tra i Savoia, gli Austriaci e i Borbone di Francia, che nel 1816 la unificheranno insieme a Napoli nel solo "Regno delle Due Sicilie".
Tanti sono i luoghi da visitare nella splendida cittadina barocca e anche i numerosi musei come, in particolare, il Museo Archeologico Ibleo che raccoglie i reperti archeologici provenienti dagli scavi sul territorio dell'antica Hybla Heraria e della necropoli di Kamarina
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| STORIA E CULTURA - SICILIA - (Sicilia) |
Descrizione: La Sicilia è una delle regioni dell'Italia Meridionale e oltre ad essere la regione più a sud d'Italia è anche l'isola più grande del nostro paese. E' bagnata dal Mar Tirreno a nord, dal Mar Ionio ad est, dal Mare di Sicilia a sud. Le sue province sono Palermo (capoluogo di regione), Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Ragusa, Siracusa e Trapani. Il punto più alto della Sicilia è l'Etna un vulcano attivo che si trova a nord-est dell'Isola. Fanno parte del territorio siciliano alcune isole ed arcipelaghi come : le Eolie, le Egadi, le Pelagie, Pantelleria e Ustica. Il nome antico di questa regione era Trinakria deriva da tre punte, come quelle che delimitano la regione. L'emblema della Sicilia è la testa di Medusa da cui si staccano tre gambe che si rincorrono, simbolo delle tre forme assunte dal sole (dio della primavera, dell'estate e dell'inverno); il nome attuale dell'isola deriva probabilmente da “fertile” che però non ha sostituito il simbolo antico con Medusa. La terra di Sicilia è stata visitata nei secoli da Fenici, Greci, Romani, Bizantini, Arabi e Normanni. Ognuna di queste civiltà ha lasciato un segno nella cultura, nelle tradizioni e nell'arte di questa splendida regione. Si ritrovano infatti templi greci, mosaici romani, edifici arabi, strutture normanne che ricordano e testimoniano il passato storico e culturale della Sicilia.
Province in Sicilia: Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani
In evidenza: Eventi e Manifestazioni in Sicilia
Da Vedere: Isole Eolie: questo arcipelago è situato a nord della Sicilia ed è composto da sette isole principali di origine vulcanica . Le isole maggiori sono Lipari, Salina e Vulcano seguono poi Alicudi, Filicudi, Stromboli e Panarea. Il nome di questo arcipelago deriva dal dio Eolo (dio dei venti) che secondo la mitologia graca si trovava in queste zone. Queste isole sono mèta turistica e balneare grazie al loro mare incontaminato ma anche alle numerose sorgenti termali presenti.
La valle dei Templi: la valle dei templi di Agrigento raccoglie uno dei più grandi patrimoni archeologici della Grecia antica. Si possono ammirare templi dorici perfettamente conservati, il tempio di Giove Olimpio, il tempio dei Dioscuri (simbolo della città di Agrigento), tempio di ercole, tempio della Concordia. Tra i templi meglio conservati troviamo il tempio di Giunone Lacinia, di vulcano, di Esculapio tutti appartenenti al VI e V secolo a.c. Si possono ammirare inoltre il santuario di Demetra e Kore, la Tomba di Terone ed il Museo Archeologico Regionale che conserva reperti di valore inestimabile a livello storico ed artistico.
Giardini Naxos: si tratta diun centro agricolo-artigianale e turistico. Questa località offre bellissime e rinomate spiagge nonché un mare incontaminato. Il nome della cittadina deriva dal termine siciliano “giardini” che indica agrumeti e “naxos” deriva invece dal nome della prima colonia dei Greci che venne fondata nella zona dell'odierno insediamento. Tra i monumenti più importanti menzioniamo il Castello di Schisò (medievale) all'interno del quale sono conservati dei reperti archeologici rinvenuti dell'antica Naxos e di alcune tombe dell'età di bronzo.
Gastronomia e Vini: La gastronomia siciliana riflette i numerosi contatti che nei secoli sono avvenuti tra la Sicilia e varie civiltà diverse tra loro. Piatti tipici di questa regione sono: la “pasta con le sarde” (con sarde fresche, pinoli e zafferano), la “pasta alla Norma” (con pomodoro, melanzane e ricotta). Tra i piatti a base di carne troviamo il “falsomagro” (rotolo di carne con ripieno di prosciutto, formaggio e uova), gli involtini alla palermitana (ripieni di uvetta, pinoli, formaggio con profumo di alloro e cipolla). Tra i piatti di pesce molto famose sono le sarde a beccafico (con pangrattato, limone e pinoli), pesce preparato alla ghiotta (tonno, sarde e alici cucinate con cipolle, olive, capperi e formaggio), il “cuscusu (versione trapanese del cuscus a base di pesce e con un chiaro influsso di origine araba). Sempre di influsso arabo è l'utilizzo di alcuni ingredienti come la cannella, lo zafferano, il riso (che si ritrova nella arancine a base di riso, carne, piselli, formaggio e prosciutto). Un capitolo a parte della gastronomia siciliana, è composto dalla pasticceria e dai dolci tipici di questa regione: basti pensare alla “cassata”, ai “cannoli”, alle granite, alla “pignoccata”. Tra i vini vi segnaliamo il Passito di Pantelleria, la Malvasia di Lipari e l'Alcamo. Vi consigliamo anche il Marsala, un rinomato vino liquoroso.
Ecco le prossime manifestazioni che si svolgono in Sicilia:
Sagra delle ciliege il 01 giugno 2006 a Graniti (ME) La Kubaita ( corteo storico ) il 02 giugno 2006 a Troina (EN) Religiosi e laici carmelitani nella Chiesa locale il 02 giugno 2006 a Pergusa (EN) Fazer sicilia tour dal 02 al 04 giugno 2006 a Capo d'Orlando (ME) sbrteamcup dal 02 al 04 giugno 2006 a Capo d'Orlando (ME) La notte che non c’è il 03 giugno 2006 a Avola (SR) 1° Congresso Regionale Simg Sicilia dal 03 al 04 giugno 2006 a Siracusa (SR) Campionato Tiro a Piattello dal 03 al 05 giugno 2006 a Mazara del Vallo (TP) Fiera campionaria dal 03 al 12 giugno 2006 a Giardini Naxos (ME) www.isolelipari.it per "France 2" il 04 giugno 2006 a Lipari (ME)
Vedi tutti gli eventi in Sicilia e in particolare gli eventi in Sicilia a giugno e gli eventi in Sicilia a luglio
Province in Sicilia: Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani
Ecco gli eventi e manifestazioni che abbiamo presenti in Sicilia: Cultura e Spettacolo, Eventi Folkloristici, Sagre, Raduni, Congressi, Eventi Religiosi, Fiere, Cortei Storici, Mostre, Eventi Artistici, Eventi Sportivi, Antiquariato e Collezionismo, Altre Manifestazioni, Sfilate e Moda, Concerti
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| CONOSCERE TRAPANI - (TRAPANI) |
Drapanon, "falce", trae origine dalla penisola a forma di falce appunto o, secondo altri, dal mito: Cerere, dea delle messi, alla disperata ricerca della figlia Proserpina rapita da Plutone, avrebbe perso proprio qui la falce che recava in mano.
Nel 260 a.C. i Cartaginesi vi deportano parte della popolazione d'Eryx e ne fecero una delle loro principali sedi in Sicilia. Durante la dominazione romana non riuscì a mantenere il suo primato superata dalla più potente Lilibeum, l'odierna Marsala, situazione che si protrasse per numerosi secoli.
Conquistata dagli Arabi nella prima metà del IX secolo, essi ne fecero una delle più fiorenti città della Sicilia. Sotto i Normanni fu elevata al rango di "città regia". Ma il momento di maggiore splendore lo raggiunse al tempo di Pietro d'Aragona quando assunse i lineamenti di una grande città mediterranea.
Fu Carlo V, nel 1600, a potenziare il ruolo di centro commerciale attraverso la creazione di un canale navigabile dal mare alla terraferma e ristrutturando il sistema difensivo delle mura, nonché isolandola dalla terraferma con un grande fossato.
Nel periodo del viceregno, benché assediata da violente incursioni piratesche, carestie e pestilenze e da frequenti tumulti popolari, riuscì a mantenersi commercialmente fiorente, grazie all'industria della pesca e del sale e grazie alle attività legate alla pesca e lavorazione del corallo.
La decadenza della città inizia nel 1647 quando il governo spagnolo provò a venderla ad un affarista fiorentino.
Durante la spedizione garibaldina in Sicilia del 1860, numerosi dei suoi abitanti parteciparono come volontari.
Nonostante molti dei suoi più significativi monumenti siano ancora oggi fruibili, i bombardamenti del 1943 hanno provocato ingenti danni al tessuto urbano
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| IL MUSEO CASSATA DI BARCELLONA CUSTODISCE CICLI PRODUTTIVI - (MESSINA) |
Le raccolte di oggetti relativi alla cultura materiale sono state in Italia, sino agli anni '70, una rarità.
Esisteva una sorta di rifiuto a ricordare il mondo contadino e popolare. Un'abiura verso quel passato che non raccontava di eroi, gloria o miti, ma che certificava una realtà fatta di stenti: l'esistenza di vite sacrificate e faticose.
Sino a quegli anni, la conservazione escludeva i "beni demologici". La tutela era conferita solo a monumenti, reperti archeologici e collezioni d'arte, cioè a quei "beni" ritenuti unica testimonianza di cultura.
Il Museo etnostorico "Nello Cassata", di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, dedicato al suo fondatore, avvocato, storico illustre e "raccoglitore", è un frequentatissimo museo privato.
Tra i più ricchi del genere (espone circa tremila etnoreperti) fornisce una dettagliata lettura del territorio, esponendo in modo organico e sistematico fonti e documenti della società del Longano, comunità non solo agro-pastorale ma dallo spiccato "spirito" commerciale.
Il Museo, realizzato dal figlio di Nello, Franco Cassata, anch'egli "uomo di legge", con l'anima da ricercatore, non è la solita collezione di "brocche, zappette e orinali" ma uno spazio dove gli oggetti esposti, abbandonando l'originaria funzione d'uso, assumono quella di documentazione e memoria storica, di connotazione culturale.
In questo luogo museale sono allestiti i cicli produttivi, le attività lavorative e artigianali classificate e ordinate per gruppi di appartenenza ad arti e mestieri: le antiche botteghe esposte secondo la logica di Pitrè, in cui gli oggetti, espressione di un tradizionale mondo dei saperi, diventano "apparato del vissuto". Momenti di vita andati ma indimenticabili.
Franco Cassata ha scelto come sede del Museo etnostorico la Casa di Manno, quella che un tempo era la residenza di campagna della famiglia.
Ben rappresentata è l'attività del "rilegatore di libri", mestiere un tempo complementare a quello del tipografo. La bottega alimentare con il macinino per il caffè e la bilancia con i pesi; quella del pasticciere con le formelle per dolci che odora ancora di zucchero, riso nero e panini di cena.
La bottega del vasaio, la tavola del contadino, il "magazzeno" con gli attrezzi per la produzione delle essenze. E poi ancora, le macchine per arare e seminare, le macine e le trebbiatrici, il torchio per l'olio, una pianola automatica antesignano antenato del juke-box, una macchina lavabiancheria.
E ancora nei 1.500 metri quadri di spazio espositivo, una raccolta di insegne pubblicitarie per la cosmesi femminile, profumi, cappelli, pupi, variopinti carretti siciliani, antichi giocattoli di legno e di terracotta. Sono esposte anche macchine per l'ascolto: grammofoni, radio, strumenti musicali.
L'angolo del secondo padiglione espositivo è dedicato alla sezione cinematografica ricca di suggestioni anni Cinquanta: il tema Cinema e Sicilia raccoglie i sogni di intere generazioni cresciute a pane e cinematografo.
Potremmo definire il Museo Etnostorico "Nello Cassata"‚ un luogo in cui il tempo diventa un gioco, che fa rivivere gesti e oggetti dei nostri nonni, zii e genitori...
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| SCOPERTO IMMENSO VULCANO SOTTOMARINO NEL CANALE DI SICILIA - (l'isola Ferdinandea) |
L'isola che non c'è, ossia l'isola Ferdinandea emersa per la prima volta nel 1831 e che ha fatto di nuovo parlare di sè nel 2002, potrebbe far parte di un'unica grande struttura vulcanica sottomarina al largo delle coste siciliane che si estende fino al cosiddetto "Banco terribile" nel Canale di Sicilia.
È l'ipotesi formulata al termine della campagna oceanografica condotta dal Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare (CoNISMa) e dalla casa di produzione GA&A con la collaborazione scientifica dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), e i cui risultati sono stati presentati ieri a Roma.
Gli studiosi che hanno condotto la ricerca a bordo della nave oceanografica Universitatis hanno pensato di dare un nome alla gigantesca struttura vulcanica a ferro di cavallo, costellata di coni e con un'estensione di 25 chilometri per 30.
Il vulcano è stato, infatti, ribattezzato 'Empedocle', dal nome del filosofo e naturalista greco che si gettò a capofitto nel cratere dell’Etna per svelare il segreto della sua incessante attività eruttiva.
'Empedocle' si trova di fronte Sciacca, a una trentina di chilometri dalla costa meridionale siciliana.
Grazie a rilievi condotti con un sonar multifascio e con "rov", un mezzo robotizzato, gli esperti hanno potuto estendere le indagini su un'area molto ampia e si sono resi conto che la Ferdinandea e altri vicini banchi sottomarini chiamati coi nomi di "Terribile" e "Nerita", non sono altro che i coni accessori di un più vasto apparato vulcanico paragonabile per dimensioni all'Etna, anche se è più basso, in quanto si solleva solo per circa 500 metri dal fondo del mare.
Si pensa che la storia della grande struttura vulcanica sia cominciata 60 milioni di anni fa, quando Europa e Africa si avvicinarono dando origine agli Appennini.
Quando entrarono in collisione si generò una lacerazione che, invasa dal mare, ha dato origine al Canale di Sicilia.
Le fratture hanno attraversato l'intero spessore della crosta, in quel punto di circa 20 chilometri, e hanno raggiunto il mantello facendo risalire il magma.
Così a partire da 8 milioni di anni fa è cominciata un'intensa attività vulcanica che ha costruito le isole di Linosa e Pantelleria e numerosi vulcani sottomarini, gran parte dei quali ancora sconosciuti.
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| FOSSILI E CALCO DI UN ELEFANTE PREISTORICO ORA AL MUSEO - (GALATI MAMERTINO) |
Inaugurato il Centro Museografico Polivalente della Valle del Fitalia, sezione Paleontologica del Museo Maugeri-Gemmellaro di Palermo.
All'interno, un calco di elefante vissuto in Sicilia oltre un milione di anni fa.
Si tratta di una sede provvisoria, nel cuore del centro montano, in attesa che venga ristrutturato Palazzo De Spuches.
Il Museo custodisce i fossili provenienti dalla collezione di Maugeri Patanè, raccolti dallo studioso nei lunghi anni della sua attività scientifica e donati al comune di Galati negli anni '80.
A calamitare l'attenzione di studiosi e visitatori è il calco di un elefante, di proprietà del Parco dei Nebrodi, i cui reperti originali sono custoditi nel Museo Gemmellaro di Palermo.
L'animale è originario dell'Africa ed è arrivato in Sicilia attraverso un non ben precisato istmo siculo-tunisino creatosi fra un milione e mezzo e un milione di anni fa.
I resti sono stati ritrovati anche nei pressi della Grotta di San Teodoro di Acquedolci, nel territorio del Parco.
Un'altra sezione del museo è dedicata ai fossili ritrovati nel giacimento fossilifero delle Rocche Rosse, nel territorio di Galati, scoperto nella seconda metà dell'800 dall'ingegnere Emilio Cortese, durante i lavori di rilevamento della Carta geologica della Sicilia.
La fauna fossile rinvenuta rappresenta l'insieme più diversificato di questo settore in Sicilia e costituisce un importante tassello per le ricostruzioni paleografiche dell'area mediterranea del Giurassico inferiore.
L'inaugurazione del museo fa parte del progetto dell'amministrazione comunale di Galati Mamertino che ha l'obiettivo di creare per il Parco un circuito da proporre ai turisti che vengono a conoscere le bellezze di quest'area protetta.
Infatti, insieme all'area del Capriolo, al sito di interesse paleontologico, ad una buona cucina che utilizza i prodotti tipici dei Nebrodi, è possibile proporre un percorso in cui l'ambiente, la storia, la cultura e la gastronomia si integrano perfettamente.
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| CONOSCERE SIRACUSA - (SIRACUSA) |
Siracusa è stata fondata in quella lingua di terra dal nome Ortigia nel 734 a.C. dai Greci di Corinto, esattamente dove preesisteva un insediamento siculo-fenicio.
Nel 485 a.C. Gelone, tiranno di Gela si impadronisce del potere e avvia l'espansione della città verso l'interno, ma nel 466 a.C. i Siracusani si ribellano alla tirannia ed instaurano un regime democratico.
Dopo un periodo di democrazia viene restaurata la tirannide per fronteggiare Cartagine che ha già distrutto Selinunte e Agrigento. Dionigi, conclusa la pace con Cartagine, fortifica la citta' che raggiunge il culmine del suo splendore.
Nell'878 d.C. cade sotto il dominio musulmano e la città perderà per sempre la sua funzione di capitale dell'Isola, ma continuerà a dare validi contributi alla cultura europea.
Nel 1081 passa ai Normanni e nel 1209 Federico II ne fa una roccaforte imprendibile, costruendovi il Castello Maniace.
Nei secoli successivi Siracusa esercita un ruolo strategico durante le lotte tra Angioini e Aragonesi . Sotto gli Aragonesi diviene capitale della cosiddetta "Camera Reginale", un insieme di città, isole e castelli che costituiranno la dote delle Regine di Sicilia.
Ma perché la città ritorni sulla cresta dell'onda, bisognerà attendere l'unità nazionale e la recente industrializzazione che ne cambieranno profondamente profilo e cultura.
Solo dopo, infatti, una serie di eventi negativi (i terremoti del 1542 e 1693, l'epidemia di peste nel 1729, la perdita del ruolo di preminenza a favore di Noto) la città assume l'attuale configurazione urbanistica.
Intorno al 1950, l'accelerazione del processo di industrializzazione della costa provocherà una massiccia espansione nell'area dell'antica pentàpoli e la cancellazione di ogni disegno urbano
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| TROVATI NUOVI TESORI NEL MARE DI PORTOPALO - (Portopalo) |
TROVATI NUOVI TESORI NEL MARE DI PORTOPALO Scoperti i resti di un'antica nave romana...
PORTOPALO (SR) - La scoperta dei 13 lingotti in piombo nelle acque di Portopalo ha stupito tutti.
Si è trattato di un intervento piuttosto complesso al quale hanno preso parte anche i sommozzatori di Messina.
Tuttavia è stata recuperata solo una parte del carico custodito nella nave romana e nelle prossime settimane i carabinieri torneranno di nuovo nei fondali di Portopalo per riportare in superficie ciò che resta in quell'imbarcazione che stava solcando, più di duemila anni fa, il Mediterraneo.
Per non perdere di vista la zona esatta in cui c'è stato il ritrovamento è stato creato un sistema per cui ogni motovedetta saprà come orientarsi.
I fondali di Portopalo sono stati presi d'assalto negli ultimi venti anni dai 'predoni del mare' che hanno praticamente fatto razzie di numerose ricchezze storiche.
Proprio per questo si tratta di un evento eccezionale visto che questi lingotti erano solo a sette metri di profondità.
Intanto, continua l'allestimento di un museo del mare ricavato all'interno dell'area archeologica che ha già restituito altri importanti testimonianze storiche prima fra tutte le antiche tonnare.
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| CONOSCERE CATANIA - (CATANIA) |
Era il 729 a.C. quando i Calcidesi la battezzarono "Katane", ovvero "grattugia", "scorticatoio", per l'asprezza del terreno lavico su cui sorge.
La città originaria sorgeva su una piccola altura, l'Acropoli (oggi occupata dalla piazza Dante e dal monastero benedettino di San Nicolò l'Arena). Intorno al 263 a.C. inizia l'occupazione romana: ben sette secoli di prestigio e prosperità.
In decadenza durante le incursioni barbariche, tornò ad un più fulgido splendore sotto i re normanni che la conquistarono nel 1071 fino alla dinastia sveva che la rase al suolo nel 1195. Con i Normanni furono edificate numerose opere monumentali, poi dagli Svevi distrutte.
La città fu distrutta alla fine del XVII secolo da un violento terremoto e, successivamente, si decise di ricostruirla sullo stesso luogo. Il 1693 è il suo anno di "rinascita": strade larghe e dritte, dalla maglia quadrangolare; i palazzi e le chiese uniformi per stile, decorazioni e materiali; l'impiego coerente della lava nera e della pietra calcarea chiara; l'impianto scenografico di luoghi come la piazza del Duomo. Il progetto unitario porta la firma del viceré Giovan Francesco Paceco duca di Uzeda il quale si trovò di fronte al compito di ricostruire ben 77 città, alcune delle quali di importanza militare preminente, come il porto di Augusta.
Dopo il 1770 l'attività edilizia rallenta di molto, non vengono portate a termine importanti fabbriche come quella monumentale dei Benedettini; cause furono la crisi agraria, quella commerciale e, contestualmente, come per il resto della Sicilia, si apre una questione feudale, che esplode per le riforme tentate sotto il viceregno di Tanucci e, dal 1781, di Caracciolo.
Gli anni delle guerre napoleoniche nel Mediterraneo sono per la Sicilia gli anni della occupazione inglese e della trasformazione costituzionale con la fine giuridica del feudalesimo. La riforma amministrativa borbonica del 1817 istituì in Sicilia sette province sostanzialmente paritarie tra loro. Catania si ritrovò capoluogo di un vasto territorio, sede di tribunali, dell'intendenza provinciale, di vari uffici amministrativi.
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