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Regione Umbria |
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| Rocca Paolina - (Rocca Paolina) |
La città di Perugia sorge su un colle a due alture: una a nord (493 metri s.l.m.) denominata Colle del Sole e un'altra a sud, di poco più bassa, detta Colle Landone. Racchiuse entrambe all'interno della cinta muraria etrusca, costituivano l'area insediativa più antica della città. La grande fortezza costruita per volere di Paolo III Farnese a tempo di primato, tra il 1540 ed il 1543, occupo l'area del Colle Landone,che fino alla metà del XVI secolo, era abitato dalle più facoltose famiglie perugine, riunite in consorterie o in piccoli nuclei abitativi. I1 casato più importante, era quello dei Baglioni. Le dimore che sorgevano sul colle erano degne delle agiate condizioni dei propri abitanti. L'edificio architettato da Antonio da Sangallo il Giovane era costituito da cinque piani sovrapposti, da tutto un sisterna di sproni e di casematte e da una altra minore fortezza, spostata a valle, detta la Tanaglia. La poderosa mole dominò il popolo perugino per più di trecento anni, finché non venne distrutta, in odio al regime papale, dopo l'avvento del Regno d'Italia. Restano soltanto i muraglioni di uno degli sproni della fortezza. Al tempo della costruzione della Rocca all'angolo con una delle vie che conducevano alla piazza Grande era ubicata l'osteria di San Marco, un albergo abbastanza famoso dove soggiornavano personaggi illustri come vescovi ed ambasciatori. Quasi di fronte si ergeva la chiesa dedicata a San Silvestro che possedeva un fonte battesimale tra i più belli della città e, secondo la tradizione popolare, era stata la dimora di Sant'Ercolano. Tra i palazzi medievali si apriva la piazzetta dei Baglioni, da dove partiva una strada che si dirigeva verso la parte superiore della chiesa di Sant'Ercolano, costruita a cavallo fra il XIII ed il XIV secolo, e un'altra che giungeva fino all'antica via d'accesso alla città, denominata "il calzo di Sant'Ercolano", attraverso la porta Marzia . L'edificio della Sapienza Nuova sorgeva sull'area di un antico albergo detto "del Leone" che nel 1426 era stato acquistato dal vescovo Guidalotti e adattato a collegio per ospitare gli studenti che frequentavano l'Università. La chiesa di Santa Maria dei Servi si trovava verso la cinta muraria etrusca; inizialmente aveva dimensioni piuttosto ridotte ma, ampliata e modificata nel corso del XV secolo, veniva ricordata come un tempio di bellezza e magnificenza ad ogni altro superiore in Perugia .In essa si trovavano le sepolture delle più nobili famiglie perugine. Su via Marzia si apre la Porta Marzia , etrusca, del Il sec. a.C. dal Sangallo risparmiata dalla distruzione e inserita nella muraglia. Di qui si segue la Via Bagliona sotterranea, quanto resta cioè dell'antico accesso cittadino, incorporato dal Sangallo nella Fortezza. Opportuni scavi hanno rimesso in luce lunghi tratti di case, di palazzi, in effetto scenografico assai suggestivo. La Rocca è ora attraversata da un originale sistema di scale mobili che collegano Piazza dei Partigiani con Piazza Italia. |
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| Ocriculum - (Otricoli) |
Ocriculum, originariamente un centro umbro posto sul colle dove sorge l'attuale Otricoli, viene ricostruita in epoca romana nel fondovalle, più vicino al Fiume Tevere. Di questa importante città romana restano dove notevoli ruderi di edifi pubblici, conosciuti fin dal Rinascimento. Fin dalla fine del 1700 queste rovine furono scavate, riportando alla luce una quantità enorme di opere d'arte e di iscrizioni. Tra queste opere ricordiamo il celebre Giove e i mosaici delle Terme, oggi custoditi nei Musei Vaticani assieme a molti altri reperti della città. Nonostante molti monumenti finora rivenuti alla luce siano facilmente identificabili, la topografia della città presenta ancora molte incertezze a causa dalla mancanza di scavi sistematici. Ciò nonostante, il complesso dei resti visibili è imponente. Tra i monumenti appartenenti all'età Augustea, certamente quella maggiormente presente nella città, sono notevolmente ben conservati il Teatro, l'Anfiteatro e una imponente Costruzione ad Arcate che sosteneva uno dei monumenti più importanti della città, forse il Capitolium. Al secondo secolo appartengono invece le Terme, ricche un tempo di mosaici figurati. Queste terme hanno l'interessante particolarità di essere state costruite su una spianata artificiale, creata inserendo l'oggi sottostante rio San Vittore in un cunicolo sotterraneo. |
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| La Foresta Fossile di Dunarobba - (Dunerobba) |
La foresta fossile di Dunarobba e di Avigliano Umbro, è stata riportata in superficie ad opera di lavori cominciati negli ultimi anni '70, ancora oggi non terminati. Essa è costituita da alberi fossili appartenenti ad una specie di sequoia gigante prsente in Italia oltre un milione di amni fa (nel Quaternario antico). La particolarità di questa foresta è che gli alberi si sono fossilizzati in posizione verticale e non orizzontale come nelle altre foreste fossili, già di per se molto rare, giunte fino a noi. Questo alimenta, tra gli esperti, la teoria che un'inondazione abbia sommerso gli alberi in vita, conservandoli fino a nostri giorni nelle condizioni reali del tempo.I fossili hanno dimensioni imponenti: 1.5 m di diametro per una altezza compresa tra i 5 e 10 metri. |
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| Isola Polvese - (Isola Polvese) |
L'Isola Polvese è la più grande isola del Lago Trasimeno, in Umbria, con una estensione di 69,6 ha. La costa si trova a 258 m, mentre la sommità raggiunge i 313,4 m; nella parte orientale e meridionale è presente una vasta zona umida con canneti che danno rifugio a varie specie di uccelli ed anfibi. Nella parte settentrionale si trova un piccolo bosco (11 ha), prevalentemente popolato dal lecci e roverelle. L'isola è abitata in maniera continuativa solo da un paio di famiglie. Amministrativamente è una frazione del comune di Castiglione del Lago (PG), anche se ora è di proprietà della provincia di Perugia, che dal 1995 l'ha dichiarata Parco scientifico-didattico nell’ambito del Parco Regionale del Trasimeno. È dotata di un molo usato dal servizio di traghetti, soprattutto verso la vicina San Feliciano. Il nome dell'isola deriva probabilmente dal termine polvento, zona sottovento. Il territorio è stato sicuramente occupato dai Romani, in quanto sono visibili dei resti di opus reticulatum. Nell'817 l'isola è nominata in un documento ufficiale, nel quale Ludovico il Pio concede al papa Pasquale I la città di Perugia ed il Lago Trasimeno con le tre isole (Maggiore, Minore, Polvese). Nel 1139, i polvesani decidono di affidarsi alla protezione di Perugia: a quel tempo l'economia dipendeva soprattutto dalla pesca e dalla coltivazione di piccoli appezzamenti, con un relativo benessere, visto che alla fine del XIII secolo vi abitavano 88 famiglie, per un totale di circa 500 persone. Nel corso del XVII secolo, la vitalità dell'isola comincia a declinare: dapprima, i monaci olivetani abbandonano il monastero nel quale erano insediati dal 1482. Nel 1643 le truppe del Granducato di Toscana occupano l'isola e arrecano danni notevoli a tutte le strutture. Durante il XVIII secolo, solo poche decine di persone abitano ancora l'isola, che cade progressivamente in mano a proprietari privati. Nel 1959 venne acquistata dal milanese conte Citterio, che ristrutturò accuratamente gran parte delle costruzioni esistenti. Infine, nel 1973, l'isola diviene proprietà della Amministrazione Provinciale di Perugia. Da visitare:
Chiesa di San Giuliano (XI secolo), piccola chiesa con una sola navata, affrescata internamente e contenente porzioni di opus reticulatum romano; Monastero di San Secondo (X secolo-XIV secolo), posto sulla sommità dell'isola. Rimangono oramai solo le mura esterne di questo complesso romanico a tre navate, con cripta e abside, originariamente occupato dai monaci olivetani. Il monastero, allo stato attuale, è in ristrutturazione, per cui non è possibile accedervi; Castello medievale (XIV secolo), di cui rimane soprattutto la cinta muraria di forma pentagonale. Non era effettivamente una residenza, ma serviva soprattutto come struttura di rifugio per gli isolani, da usare in caso di necessità; Piscina Porcinai (1960), rappresenta un esempio di recupero ambientale di una vecchia cava di arenaria. L'Architetto Pietro Porcinai fu incaricato dai proprietari dell'Isola, la Famiglia Biagiotti, e il suo progetto si concretizzò in una piscina contornato da un giardino composto da piccole vasche dette ninfei in cui crescevano una ampia varietà di piante acquatiche. Annessi alla Piscina vi sono anche gli spogliatoi con le docce e le sdraie per prendere il sole ricavate da lastre di arenaria inclinate poste sul prato intorno alla piscina. |
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| Lago Trasimeno - (Lago Trasimeno) |
| Il Lago Trasimeno è un lago dell'Italia centrale ed è il quarto del paese per estensione. Ha origine alluvionale ed è alimentato principalmente dalle piogge e da alcuni torrenti; non ha emissari e per questo già i romani costruirono un canale artificiale collegato al Tevere. Il suo nome è legato ad una delle più famose battaglie dell’antichità, svolasi nel 217 a.C. tra Annibale e i Romani. Le sue rive tranquille sono poco popolate; dalle acque orlate di canneti e notevolmente pescose, emergono tre isole: la Maggiore e la Minore (presso la sponda nord) e la Polvese, la più estesa. |
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| Assisi - (Assisi) |
| Famosa cittadina situata in posizione panoramica sopra lo sperone di un monte, rappresenta uno dei maggiori centri religiosi d'Italia ed è meta di pellegrini e turisti attratti dalla sua serena atmosfera di pace e dai suoi magnifici monumenti d'arte. Ebbe il suo periodo storico più importante nei secoli XII e XIII, dominati dalla figura di San Francesco (1181 - 1226) alla quale è legato anche il fiorire artistico della città. |
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| Convento di Monteripido - (Convento di Monteripido) |
Il Beato Egidio di Assisi, terzo compagno di San Francesco, fu il primo frate a vivere a Monteripido. Vi giunse, probabilmente, appena tre anni dopo la morte di San Francesco, nel 1229. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1262, Giacomo di Bonconte Coppoli donò il colle di Monteripido ai frati, perché vi si stabilisse una comunità religiosa che mantenesse vivo il culto e la memoria del Beato Padre Egidio e della Beatissima Vergine Maria. La Comunità francescana continuò il suo cammino di evangelica testimonianza e il Convento del Monte rappresentò per tutto il secolo XIV un luogo ideale della vita eremitica. Verso il 1370 ebbe origine il grande movimento dell'Osservanza per opera di Fra Paoluccio della nobile famiglia folignate dei TRINCI. Sulla scia aperta da fra Paoluccio camminarono uomini straordinari, che brillarono per santità di vita, dottrina e predicazione e che vissero qui al Monte, come San Bernardino da Siena, che vi istituì uno Studium generale ; dopo la sua straordinaria conversione, San Giovanni da Capestrano indossa l'abito francescano a Monteripido e compie qui l'anno di noviziato; San Giacomo della Marca, che dimorò a lungo al Monte, ricevette all'Ordine francescano uno stuolo di giovani universitari, trascinati dalla sua eloquenza e dalla forza interiore della sua personalità. Qui, nel 1462, nacque l'idea dei Monti di Pietà: frate Barnaba Manassei da Terni, frate Michele Carcano da Milano, frate Fortunato Coppoli da Perugia, il Beato Bernardino da Feltre ne furono gli ardenti propagatori. Nel 1490 fu affidato ai frati dell'Osservanza il compito di rinnovare il catasto di Perugia e ai primi del 1500 RAFFAELLO saliva il colle per stipulare il contratto per l'Incoronazione di Monteluce e il PERUGINO lavorava a diverse opere, attualmente conservate alla Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Tempi turbinosi volsero per Monteripido nei secoli XVIII e XIX; prima la soppressione napoleonica, poi quella italiana del 1860, dispersero i frati e le loro opere. Ma il glorioso Convento ritornò a pulsare di nuova vita e di fervente attività. E quando nel 1899 il Comune di Perugia ebbe dai frati del Monte una parte dell'orto per la costruzione del grande serbatoio dell'acquedotto di Nocera, quel gesto segnò una delle prime tappe della riconciliazione tra le autorità civili e religiose dopo la raggiunta Unità d'Italia e riconquistò all'Ordine di San Francesco tutta la devozione del popolo perugino. |
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| Basilica d'Assisi - (Assisi) |
La chiesa di S.Francesco sorge oggi là dove il Santo aveva scelto di essere sepolto, nella zona di Assisi che nel medioevo era nota come "colle dell'inferno", ovvero il luogo che in quell'epoca era destinato alle esecuzioni pubbliche. Il cantiere della Basilica di San Francesco fu aperto nel 1228 per volontà di Papa Gregorio IX e grazie all'attività di frate Elia, vicario dell' ordine scelto dallo stesso San Francesco. Furono sufficienti solo due anni per terminare la struttura architettonica della Basilica inferiore di Assisi e solo altri sei per inaugurare la Basilica superiore di San Francesco. L'aspetto attuale della basilica di San Francesco è tuttavia il frutto di vari interventi fra cui è bene ricordare la realizzazione del campanile con cuspidi (1239), la costruzione di un portico antistante la Basilica inferiore ('400) e di un atrio in pietra ancora per il portale della Basilica inferiore (1445), l'eliminazione delle cuspidi dal campanile (1518). L'edificio è oggi composto da due chiese sovrapposte, quella superiore ha aspetto gotico, luminoso e slanciato , quella inferiore invece, a cui si accede attraverso un portale gotico del 200, è bassa ed austera. Qui l'interno ad una navata con transetto ospita gli straordinari "affreschi allegorici" di Giotto, la "Madonna Angeli e San Francesco" e i "Cinque Santi" di Simone Martini, gli "Episodi della vita e della passione di Cristo", la "Madonna e Santi" e le "Stigmate" di Lorenzetti. Ancora opere di Simone Martini e Giotto sono rispettivamente nella prima cappella destra con la "Vita di San Martino" e nella terza con "Santi e storie della Madonna". Nel 1818 in seguito agli scavi sotto l'altare furono riportate alla luce e, dopo attento esame ufficialmente riconosciute, le spoglia del Santo; solo due anni più tardi, per volontà del Papa Pio IX, fu avviata la costruzione della cripta in stile neoclassico nella Basilica inferiore. L'aspetto attuale è tuttavia il frutto di un'opera di semplificazione avvenuta intorno al 1920. La chiesa superiore ad una sola navata con abside e raffinate vetrate del 1200 è affrescata con il ciclo "La vita del Santo" di Giotto realizzato fra il 1296 e il 1300, con le "Storie del Vecchio e Nuovo Testamento" della scuola del Cimabue e nel transetto, nella crociera e nell' abside con affreschi dello stesso Cimabue risalenti al 1277 oltre ad opere di altri maestri quali Cavallini e Torriti. |
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| Orvieto - (Orvieto) |
La città , in simbiosi con la rupe di tufo su cui è costruita, è un esempio eccezionale di integrazione tra natura e opera dell'uomo. In certi casi la testimonianza della consapevolezza di questo rapporto tra natura e architettura è manifestata esplicitamente, come nell'iscrizione apposta sul famoso pozzo di San Patrizio che recita "quod natura munimento inviderat industria adiecit" chiarendo appunto, che "Ciò che la natura aveva negato per la difesa - in questo caso l'acqua- lo aggiunse l'attività umana". Visitare questa città è come attraversare la storia, perché vi si ritrovano, stratificate e concentrate, in uno spazio fisico precostituito, le tracce di ogni epoca per quasi tre millenni. Un percorso ideale è evocato e suggerito al turista dei nostri giorni dalle due statue di Bonifacio VIII poste sulle porte estreme della città, porta Soliana, detta poi Porta Rocca dopo la costruzione della fortezza dell'Albornoz, dalla quale il Papa entrò e porta Maggiore da cui usci. Bonifacio VIII era tutt'altro che un turista - era stato addirittura Capitano del popolo ad Orvieto - ma le sue due statue, che gli costarono anche l'accusa d'idolatria, possono se non altro simbolizzare sia l'attenzione ohe merita la città di Orvieto che la tradizionale ospitalità dei suoi abitanti. Oggi, che non è più necessario salire sulla rupe a dorso di mulo, un moderno sistema di "mobilita alternativa" permette un comodo e tuttavia suggestivo accesso alla città: da un lato la funicolare, che nell'ottocento funzionava ad acqua, completamente ammodernata, e dall'altro un ascensore (al quale si aggiungeranno scale mobili) sono anche il segno di una riappropriazione pedonale di un centro storico che si vuole a misura d'uomo per cittadini e turisti. |
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| Vacanze e turismo nella città di Gubbio Umbria - (Gubbio) |
Adagiata alle falde del Monte Ingino, Gubbio è tra le più antiche città dell'Umbria, meravigliosamente conservata nei secoli e ricca di monumenti che testimoniano il suo glorioso passato. Testimonianza delle sue antiche origini sono le Tavole Eugubine, uno dei più importanti documenti italici ed il Teatro Romano situato appena fuori le mura. Sovrastata dall'alto dalla monumentale Basilica di Sant'Ubaldo che custodisce le spoglie incorrotte del Patrono, Gubbio ospita capolavori architettonici che simboleggiano e richiamano la potenza di questa città-stato medievale. All'inizio del XIV secolo risale il superbo complesso urbanistico formato dal Palazzo dei Consoli, divenuto il simbolo della città, dalla Piazza Pensile e dal Palazzo Pretorio. Da ricordare inoltre i palazzi Beni, del Bargello con la famosa fontana, del Capitano del Popolo. di pure linee rinascimentali il Palazzo Ducale di Francesco Giorgio Martini che richiama e documenta il significativo periodo vissuto sotto la signoria dei Montefeltro del cui ducato la città era parte integrante. Di grande interesse sono anche la Cattedrale (sec. XII), Santa Maria Nuova (nel cui interno si ammira la Madonna del Belvedere dipinta da Ottaviano Nelli nel 1413), Chiesa e convento di Sant'Agostino (sec.XIII ) con all'interno affreschi del Nelli, Chiesa e Convento di San Francesco (Sec.XIII), San Giovanni (Sec.XII) caratterizzato dalla facciata e dal campanile in stile romanico, San Pietro ampliata nel 1505 e San Domenico ampliata nel XIV secolo. Fra le più importanti manifestazioni che sono organizzate nella città meritano senza dubbio note particolari la Corsa dei Ceri e la rievocazione storica del Palio della Balestra. |
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