
|
Ricerca un hotel per regione con Last Minute Italien |
Regione Valle d aosta |
|
| Morgex - (Morgex) |
Questo piccolo ed antico borgo della Valle d'Aosta , grazie alla sua particolare posizione geografica, fu ed è il centro della vita amministrativa della Valdigne. Per questo motivo viene definito il "Cuore della Valdigne". Situato a 920 m di altezza in una piana incantevole e pittoresca che si apre a ventaglio verso la lontana visione del Monte Bianco, è circondato dai monti, tra cui spiccano la Grivola e il monte Crammont, è dominato dalla torre di Chatelard, è ricco di boschi, praterie, campi e vigneti, è attraversato interamente dal corso della Dora Baltea ed è ricco di piccoli e suggestivi villaggi che ne abbelliscono il paesaggio. In questo magnifico complesso montano troviamo diversi laghi come il Lago di Liconi, il Lago d'Arpy e il Lago di Pierre Rouge dai quali dipartono i principali affluenti locali della Dora. Tra il Villair e il Dailley vegetano le più alte vigne d'Europa, dalle quali si produce un vino pregiato e di sapore gradevole che ha ottenuto nel 1985, la D.O.C. Valle d'Aosta, Blanc de Morgex et de La Salle. |
|
|
|
| La Salle - (La Salle) |
Tra i vigneti e i frutteti, felicemente esposto al sole, a 1001 metri di altitudine, La Salle è un villaggio che è stato quasi completamente ristrutturato, rispettando l'originale architettura delle case preesistenti. Da questa località è eccezionale il panorama che si gode sulla catena del Monte Bianco, in un contesto naturale estremamente scenografico. E' qui che si coltiva un vitigno "franco di piede", cioè non intaccato dalla fillossera all'epoca dell'epidemia, da cui si ottiene il famoso "Blanc de Morgex et La Salle", vino prodotto dai vitigni più elevati d'Europa. La chiesa parrocchiale di San Cassiano è stata completamente rifatta alla fine dell'800 e presenta un bel campanile romanico a bifore. Molto interessante è la ristrutturazione dell'antica Maison Gerbollier destinata ad ospitare gli uffici municipali, ma con uno spazio all'aperto, dove durante la stagione estiva sono ospitati concerti e manifestazioni. Poco fuori La Salle, a metà costa, in zona leggermente rialzata, svetta il castello di Châtelard, con la sua alta torre cilindrica che si eleva sui resti di tre livelli di mura fortificate. La Salle offre una ricettività turistico-alberghiera che va via via qualificandosi. |
|
|
|
| Castelli (Fenis e Saint Pierre) - (Castelli (Fenis e Saint Pierre)) |
In Valle d'Aosta, durante il medioevo, furono edificati oltre cento castelli, alcuni dei quali, ancora in ottimo stato, che oltre a mantenere intatta la struttura muraria, conservano al loro interno affreschi e arredi originali. Avevano una funzione di difesa del territorio e presentavano un unico nucleo compatto costituito dalla cinta muraria e dal mastio, la torre centrale che ospitava la camera d'armi utilizzata per l'amministrazione della giustizia. Nei secoli successivi gli spazi abitati acquisirono una estensione e articolazione sempre maggiori, e il castello assunse la funzione di residenza signorile fortificata. Tale processo è ben esemplificato nel castello di Fénis, edificato nel XIII-XV secolo: due cerchie murarie circondano il castello vero e proprio, a pianta pentagonale, addossato al mastio quadrato che faceva parte dell'edificio preesistente. Appartenne alla casata degli Challant, come i castelli di Issogne e di Verrès. Il primo, eretto verso il 1480, è uno dei più belli della Valle d'Aosta. Tipico esempio di fastosa dimora signorile, ha un pittoresco cortile con una graziosa fontana in pietra sormontata da un melograno in ferro battuto e, nelle sale interne, mobili e dipinti dell'epoca. Il secondo è il più tipico esempio di roccaforte della regione. Fu eretto dagli Challant nei secoli XIII e XIV e successivamente ampliato. Di pianta pentagonale ha i ballatoi, la scala, la sala e la cappella interna ornati di affreschi del XV secolo in buona parte della scuola di G. Jaquerio (c 1426). A pochi chilometri da Aosta, il castello di Saint-Pierre, originario del XVII secolo, è arroccato su di uno sperone da cui domina la valle circostante. Attualmente ospita il Museo regionale di Scienze Naturali con raccolte di reperti dal neolitico all'epoca romana. |
|
|
|
| Hone - (Hone) |
Il paese è situato all'imbocco della valle di Champorcher, a 364 metri s.l.m., alla sinistra del torrente Ayasse. Originariamente addossate al monte, le abitazioni si stendono ora su tutta la piana posta dirimpetto al forte di Bard. Insieme alle attività tipicamente agricole, negli ultimi anni si sono sviluppate delle piccole industrie per la lavorazione di materie plastiche ed officine meccaniche di precisione. Come gli altri insediamenti della vallata anche Hône appartenne, anticamente, alla signoria di Bard . Nel centro del paese, accanto alla chiesa parrocchiale, sorge l'imponente palazzo Marelli, una dimora feudale di fine '600 appartenuta alla famiglia medesima. La chiesa di Hône è dedicata a San Giorgio e risale al 1713; essa racchiude numerose testimonianze di arte sacra: oltre ad un ricco museo, si possono osservare tre altari barocchi in legno scolpito e dorato, una splendida cantoria ed il pulpito scolpito ed intagliato con pannelli raffiguranti la vita del Santo. |
|
|
|
| Curmayeur - (Curmayeur) |
Ai piedi del Monte Bianco sorge Courmayeur (1224 m), la perla delle Alpi Occidentali, una delle più importanti stazioni sciistiche europee. . Le prime tracce del luogo si hanno Intorno al I secolo a.c.; conosciuta per lo sfruttamento della miniera di quarzo aurifero e, essendo ubicata in un luogo di passaggio, era per i romani il tramite dal Col de La Seigne all'attuale Francia. L'unica testimonianza di un presunto insediamento romano a Courmayeur consiste nel ritrovamento, nei pressi di La Saxe, di una tomba a cremazione con corredo funebre, databile al Il secolo d.C. Nel Medioevo la storia di Courmayeur è prevalentemente di organizzazione ecclesiastica anche se, sino a tutto il VII secolo, gli abitanti non si convertono alla nuova religione, ma continuano ad essere legati ai loro tradizionali culti pagani.Solo Intorno all'VIII secolo si fa risalire la prima chiesa di Courmayeur ubicata al Purtud, in Val Veny, dove pare esistesse un magnifico bosco di pini e abeti. Nel 1032 la nascita di Casa Savoia interessa anche Courmayeur che è sotto l'autorità del suo Conte. Tra il VII e il XII secolo si registra un notevole incremento demografico, vegongono occupate nuove aree e fondati nuovi villaggi. A questo periodo si fanno risalire le nuove frazioni. Intorno al 1337 i Conti di Savoia iniziano lo sfruttamento della miniera di ferro situata in Val Ferret , il minerale veniva poi trasportato attraverso l'omonimo colle, a Orsières (in Svizzera) per essere lavorato. La seconda metà del XVII secolo vede un recupero economico ed un inizio dell'attività termale di Courmayeur. la località diventa celebre per le virtù curative delle sorgenti ferruginose e solfuree del suo territorio. Nel 1795 Courmayeur disponeva già di 5 alberghi, 5 locali notturni e 2 negozi. L'Hotel du Mont Blanc, l'Hotel de l'Ange e la Trattoria delle Alpi, furono costruiti ed iniziarono ad ospitare nobiltà e borghesia del tempo. Courmayeur vanta oggi un'offerta residenziale di tutto rispetto fra alberghi, residences e seconde case, il tutto a testimonianza di un'ospitalità che non ha mai cessato di esistere. |
|
|
|
| Saint Nicolas - (Saint Nicolas) |
| La sua posizione (1200 metri) è la prima attrattiva di questa bella località, posta su un ripiano a sbalzo sul corso sinuoso della Dora Baltea. Panorama mozzafiato sul Gran Paradiso ma anche prezioso isolamento. Qui l'estate è occasione per mille passeggiate ed escursioni sui facili sentieri e per osservazioni naturalistiche nell'area del Bois de la Tour, bosco provvisto di sentieri-natura accessibili anche ai non vedenti attraverso pannelli didattici corredati con didascalie in Braille, dove è possibile svolgere anche un attività di orienteering. La località è patria dell'abate Jean-Baptiste Cerlogne, primo codificatore della lingua valdostana. In inverno Saint-Nicolas si trasforma in un paradiso del fondo con la sua pista che si snoda sull'ondulato pianoro compreso tra il centro abitato e la fitta foresta del Bois de la Tour. L'illuminazione di cui è provvista consente di sciare in notturna, in un'incantata atmosfera. Al termine di queste salutari e spettacolari escursioni, i ristoranti e gli alberghi propongono l'incontro con i piatti della locale gastronomia. E' questa anche la stagione per scorrazzare da un villaggio all'altro alla ricerca degli oggetti preparati dagli artigiani del legno. |
|
|
|
| Champorcher - (Champorcher) |
Il Paese che da il nome all' omonima Valle valdostana è circondata da prati e da boschi di larici. Il clima è tipicamente alpino, e d'estate è assai asciutto e temperato. Il centro del paese è denominato Chateau e si trova a 1427 metri s.l.m., dove sorgono gli antichi resti del castello e la chiesa di San Nicola del XVIII secolo. Il campanile della medesima monta una campana del 1548. Dalla località Chardonney partono gli impianti di risalita per lo straordinario comprensorio sciistico di Champorcher, dove è possibile sciare fino a quota 2500. Tra la località Chateau e Chardonney, vi sono vari impianti sportivi dove potersi divertire. Più avanti si trova la pineta che, d'estate, è un luogo di ritrovo per il pic-nic sulle sponde dell'Ayasse, che in questa parte della valle ospita con abbondanza trote, e d'inverno diventa parte delle piste di fondo della valle. Quest'area di 5 ettari, ha una capacità ricettiva di circa 1000 persone, un parcheggio con 220 posti, 148 tavoli, e 43 fornelli, oltre che a due chalet adibiti a servizi igienici. Il 5 di Agosto si celebra la suggestiva festa della Madonna delle nevi: la processione parte a notte fonda, illuminandosi la strada con delle torce, per raggiungere il mattino successivo il lago Miserin dove sorge il santuario dedicato alla Madonna. Da Champorcher sono molte gli itinerari che si possono fare, sia a piedi che in mountain bike, che a cavallo. Da vedere inoltre la mostra permanente dedicata ai tessuti artigianali in canapa, e il museo parrocchiale. Inoltre in ogni frazione del Comune di Champorcher si trovano un forno per la cottura del pane, una cappella, ed un parco giochi per bambini. Da qui è facilmente raggiungibile la visita didue castelli stupendi quello di Fenix e quello di Verres. |
|
|
|
| Pontboset - (Pontboset) |
Il pese della valle di champorcher è sistemato su di un modesto spiazzo tra la carrozzabile e il suggestivo torrente Ayasse, che in questo punto ha scavato per secoli la roccia, provocando una profonda gola selvaggia ed impervia, tra rocce levigate, massi e fitti boschi di castagni. Nelle sue acque, in questa zona, è possibile pescare la trota fario che qui trova uno dei suoi naturali. Il paese si trova a 780 metri s.l.m. ed è composto da tanti piccoli villaggi alpestri, dove le case rispecchiano la tipica architettura valdostana, e dove sono conservate numerose costruzioni d'epoca. Nel corso del XVII secolo vennero costruiti alcuni caratteristici ponti in pietra, tuttora praticabili, e la chiesa parrocchiale dedicata a San Grato (1624). Sino a tempi recenti, l'attività principale della popolazione consisteva essenzialmente nella coltivazione di numerosi terrazzamenti e nella conduzione degli alpeggi. All'ingresso del paese si trova la cappella del Gom (1727) con all'interno numerosi fregi e decorazioni. Nei pressi dell'abitato è ancora possibile scorgere alcune tracce delle antiche fonderie appartenute al conte Nicole di Bard. Ogni anno, in data 2 Luglio, si svolge la tradizionale processione verso il Santuario di Retempio (m. 1474) edificato nel 1835, a cui partecipa tutta la popolazione. Il giorno 16 di Agosto, sempre a questo Santuario mariano, viene festeggiato San Rocco. Un'altra consolidata tradizione di Pontboset, oltre a quella sopra citata, è la Sagra della Castagna, che si svolge in autunno presso la località di Trambesère. Da Pontboset è possibile effettuare alcune piacevoli escursioni verso i laghi alpini della Manda, oppure gite ai villaggi o camminate verso i vecchi alpeggi. |
|
|
|
| Rhemes Notre Dame - (Rhemes Notre Dame) |
| E' un centro di vacanze a 1723 metri nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Dispone di infinite possibilità di svago: passeggiate rilassanti, lunghe escursioni che toccano il tracciato dell'Alta Via n. 2 della Valle d'Aosta e possibilità di traversate nella valle piemontese di Soana e nella Val d'Isère in Savoia. Gli alpinisti hanno a disposizione le vie di arrampicata sportiva della Granta Parei. Agli amanti della natura, Rhêmes Notre Dame riserva il centro visitatori del Parco e soprattutto le grandi opportunità di osservare dal vivo la fauna e la flora, oltre che l'aspetto geologico della zona (canyon ed erosioni caratteristici delle zone calcaree). In inverno, Rhêmes Notre Dame è il paradiso dello sciatore: dispone infatti di chilometri di piste di fondo, di piste per la discesa adatte sia a chi inizia l'attività sia allo smaliziato appassionato di snow board. Cime e valloni circostanti sono poi particolarmente ricercati da chi pratica lo sci di fondo escursionistico e lo scialpinismo. Sono infatti possibili itinerari che si snodano sugli immensi ghiacciai al confine con il Parco Nazionale francese della Vanoise e sulle cime che sovrastano Rhêmes Notre. In inverno è anche possibile osservare la natura,attraverso le tracce lasciate sulla neve dalla fauna del Parco Nazionale del Gran Paradiso, sia per assaporare le specialità gastronomiche proposte da ristoranti e alberghi della località. |
|
|
|
| Castello di Verres - (Castello di Verres) |
E' ritenuto una fortezza militare del periodi gotico. Il castello avente principalmente scopo di difesa, fu costruito su di un promontorio roccioso a strapiombo sul torrente Evançon. Questa fortezza militare risale al 1287 e la indicano tra i posssedimenti dei Signori De Verretio. Ma fu Ibleto di Challant, rappresentante di quella stirpe di ricchi feudatari che dominarono la valle fino al 1783, che fece ricostruire completamente il castello tra il 1360 ed il 1390. Nella ricostruzione la fortezza venne adibita a dimora dello stesso Ibleto di Challant, le fortificazioni esterne, munite di artiglierie, furono invece aggiunte nel 1536 dal Conte Renato di Challant. Alla sua morte (1565) in assenza di figli maschi, Renato, contrariamente all'uso del ducato di lasciare l'eredità dei feudi ai soli maschi, redasse un testamento in favore delle figlie. Il castello venne quindi requisito dal Duca di Savoia e divenne sede di una guarnigione. Verso la fine del XVII° sec. venne abbandonato per circa 2 secoli e mezzo fino al 1894, anno in cui venne acquistato dallo Stato e dichiarato monumento nazionale. Ancora oggi il castello viene definito uno dei più possenti manieri che un vassallo abbia mai potuto permettersi di costruire in uno stato sovrano. Ha la forma di un enorme monoblocco di 30 m. di lato che domina il paese di Verrès all'inizio della Valle d'Ayas. La realizzazione è tutta in pietra, ha magnifiche finestre gotiche. Su tutti i lati del castello, si aprono delle grandi finestre bifore scolpite con svariati motivi decorativi. Il cortile ha al centro una cisterna atta a raccogliere le acque del tetto a compluvio. L'interno, mostra la poderosa struttura delle volte, gli stemmi in pietra lavorata, i vasti camini, tra i più grandi che vi siano nei castelli e soprattutto per il magnifico scalone a archi rampanti che raggiunge i piani superiori. Davanti al muro di ponente si trova il fabbricato delle carceri unito al castello dai muri di cinta. Il castello di Verrès ogni anno riapre i suoi battenti per ospitare il tradizionale Carnevale che rievoca i fasti della nobile Casata dei Challant. |
|
|
|
| |
Last Minute Italien Sponsor Hotels |
|
|