|
 |
Regione Valle d aosta |
| |
|
| Curmayeur - (Curmayeur) |
Ai piedi del Monte Bianco sorge Courmayeur (1224 m), la perla delle Alpi Occidentali, una delle più importanti stazioni sciistiche europee. . Le prime tracce del luogo si hanno Intorno al I secolo a.c.; conosciuta per lo sfruttamento della miniera di quarzo aurifero e, essendo ubicata in un luogo di passaggio, era per i romani il tramite dal Col de La Seigne all'attuale Francia. L'unica testimonianza di un presunto insediamento romano a Courmayeur consiste nel ritrovamento, nei pressi di La Saxe, di una tomba a cremazione con corredo funebre, databile al Il secolo d.C. Nel Medioevo la storia di Courmayeur è prevalentemente di organizzazione ecclesiastica anche se, sino a tutto il VII secolo, gli abitanti non si convertono alla nuova religione, ma continuano ad essere legati ai loro tradizionali culti pagani.Solo Intorno all'VIII secolo si fa risalire la prima chiesa di Courmayeur ubicata al Purtud, in Val Veny, dove pare esistesse un magnifico bosco di pini e abeti. Nel 1032 la nascita di Casa Savoia interessa anche Courmayeur che è sotto l'autorità del suo Conte. Tra il VII e il XII secolo si registra un notevole incremento demografico, vegongono occupate nuove aree e fondati nuovi villaggi. A questo periodo si fanno risalire le nuove frazioni. Intorno al 1337 i Conti di Savoia iniziano lo sfruttamento della miniera di ferro situata in Val Ferret , il minerale veniva poi trasportato attraverso l'omonimo colle, a Orsières (in Svizzera) per essere lavorato. La seconda metà del XVII secolo vede un recupero economico ed un inizio dell'attività termale di Courmayeur. la località diventa celebre per le virtù curative delle sorgenti ferruginose e solfuree del suo territorio. Nel 1795 Courmayeur disponeva già di 5 alberghi, 5 locali notturni e 2 negozi. L'Hotel du Mont Blanc, l'Hotel de l'Ange e la Trattoria delle Alpi, furono costruiti ed iniziarono ad ospitare nobiltà e borghesia del tempo. Courmayeur vanta oggi un'offerta residenziale di tutto rispetto fra alberghi, residences e seconde case, il tutto a testimonianza di un'ospitalità che non ha mai cessato di esistere. |
|
|
|
| Il Monte Rosa - (Il Monte Rosa) |
Il Monte rosa è la seconda cima delle Alpi. Il suo crinale segna il confine naturale tra Italia e Svizzera ed è qui che le Alpi Pennine raggiungono la loro maggiore quota. L' imponente scenario di questo massiccio offre paesaggi tra i più "himalayani" delle Alpi. La sua altezza è di 4. 554 m.s.l. ed è ubicato nelle Alpi italo - svizzere Ai suoi piedi sorge il comprensorio del Monterosa Ski, un carosello di sport d’alta quota, articolato su tre valli e costellato di tradizioni secolari. In questo contesto, alla quiete ed alla bellezza dei paesaggi si intreccia una considerevole varietà di proposte e di attività per tutte le stagioni.
Esso si compone di tre valli:
1)La Val D'Ayas
2)La Val Gres
3)La Valsesia |
|
|
|
| La Val Gress - (La Val Gress) |
I centri principali di questa valle sono Gressoney Saint-Jean e Gressoney Le Trinitè. Il primo situato a 1.385 metri s.l.m. è il più grande tra i due , fu meta turistica importante già agli inizi del '900, tanto che, nel 1894 la regina Margherita vi fece costruire il Castello Savoia. Il Comune si estende per 12 km di lunghezza nell'alta valle del lys Assolutamente da non perdere, durante la stagione invernale, la pista da sci Leonardo David, valevole per la coppa del mondo. Il castello della Regina Margherita fu fatto costruire in suo omaggio dal Re Umberto I. Fu progettato in stile medievale dall'architetto Emilio Stramucci. La posa della prima pietra avvenne con una cerimonia solenne il 24 agosto 1899. I lavori terminarono nell'anno 1904. Il castello è immerso nel verde della località chiamata "Belvedere" perché domina tutta la vallata fino al ghiacciaio del Lyskamm. Ai pedi del castello è stato allestito un GIARDINO ROCCIOSO, che ospita numerose specie botaniche tipiche della flora alpina e che in estate la ricca fioritura trssforma in una macchia multicolore. Il secondo è Gressoney Le Trinitè situato a 1.644 metri s.l.m. è il paese più alto della valle del Lys. Rinomata stazione alpina sia per gli sport invernali che per le escursioni sul gruppo del Monte Rosa. Qui verrete immediatamente catturati dalla calda accoglienza e dal panorama incantevole. Potrete ammirare le tipiche costruzioni walser (nome della popolazione locale), gli stadel, strutture in pietra e legno che poggiano su corte colonne a forma di fungo. Lo stile delle abitazioni Walser si consolida nei secoli XVII e XVIII, per poi mantenere immutati alcuni caratteri che sono giunti sino a noi. Solo nel ventesimo secolo si è assistito all'inserimento di tipologie costruttive estranee alla tradizione. Il sistema costruttivo detto del "Blockbau" è, in particolare, uno degli elementi più caratteristici di questa architettura e consiste nell'uso di tronchi squadrati e assemblati con incastri angolari. Pur essendo diffuso anche in altre parti d'Europa e in altre culture, la popolazione walser ne ha affinato la tecnologia e la qualità architettonica, tanto da farne un elemento caratteristico della sua area di diffusione. Troviamo prevalenza nell'uso del legno sulla pietra, la presenza nello stesso edificio delle funzioni abitative e di ricovero degli animali, la presenza di logge su uno o più lati dell'edificio, utilizzate come spazio per l'essicamento della segale, della canapa e di altre produzioni. |
|
|
|
| San Pierre - (San Pierre) |
Dal fondovalle ai pascoli più elevati, il territorio del comune di Saint-Pierre si estende in verticale per oltre duemila metri. L'ampio retroterra consente libertà e fantasia nella scelta di itinerari e, per chi non vuole allontanarsi troppo dalla zona, la possibilità del battesimo dei tremila sul Fallère (3016 m.). Il primo insediamento umano, risale al tremila a.C.; un villaggio di capanne neolitiche, tracce di tarda romanità son venute alla luce ai 1700 metri di Vetan. Risale invece agli inizi del secondo millennio il castello, la cui venerabile età è tenuta nascosta da un maquillage protrattosi per secoli: è sede del Museo regionale di scienze naturali. Fra i suoi merli è salita a curiosare la cuspide del campanile romanico che affianca la chiesa sottostante, eretta nel 1871 sui resti di un precedente edificio religioso: nel suo interno possiede un piccolo museo d'arte sacra. Ai piedi del dirupo, seminascosto da un frutteto nei pressi dell'antica strada romana, sbuca tra il verde il castello Sarriod de la Tour, che è riuscito a conservare le linee essenziali della struttura risalente al XV secolo. Oggi a Saint-Pierre la storia si è circondata di vergers (prati-frutteti) e vigneti; l'altura che sovrasta l'abitato ha dato il nome al pregiato vino Torrette, l'accompagnatore ufficiale della gastronomia locale. Viene gestito dalla cooperativa Cave des Onze Communes, mentre la Cofruits raccoglie la produzione di frutta di 17 comuni (30.000 quintali). Dallo stretto connubio fra i due enti è nato il Pain de Coucou, emporio di prodotti tipici, dove vini, liquori e frutta, lardo salumi e formaggi si trovano fianco a fianco con sculture in legno, lavori in ceramica e pietra ollare, pizzi al tombolo (dentelles) e draps, tessuti al telaio. Il connubio castello-museo si è rivelato un esperimento perfettamente riuscito: lo prova l'affluenza dei visitatori. Il materiale è di proprietà della Società della Flora Valdostana ed è esposto in nove sale, che presentano i molteplici aspetti della natura in Valle: mineralogia e geologia, clima e ghiacciai, fauna del parco, flora e vegetazione, diorami ambientali, specie scomparse, mammiferi, uccelli insetti. È un'occasione preziosa per osservare, immobilizzati nei loro caratteristici atteggiamenti, quegli animali che, nel loro habitat cercano di sottrarsi allo sguardo, e per riconoscere, nelle stupende immagini dedicate alla flora, gli esemplari già ammirati, o che si spera di ammirare, durante le passeggiate nel Parco. Il castello di Saint-Pierre, risalente all'XI secolo, sorge su un ardito sperone roccioso quasi a picco sulla superstrada del Monte Bianco. Castello di gnomi e fiabesco, come fu definito, è comunque il più fotografato della Valle d'Aosta, grazie soprattutto alle quattro torrette angolari che nell'800 un restauratore aggiunse al mastio, con una trovata che mal si adatta all'architettura valdostana. Il campanile romanico della parrocchiale sottostante, crea un complesso di indubbio effetto scenografico. Ospita nel suo interno il Museo regionale di Scienze naturali. |
|
|
|
| Parco del Gran Paradiso - (Parco del Gran Paradiso) |
ll territorio del Parco. a cavallo tra Piemonte e Valle d'Aosta. si estende su circa 70.000 ettari in un ambiente di tipo prevalentemente alpino. Le montagne del gruppo del Gran Paradiso sono state in passato incise e modellate da grandi ghiacciai e dai torrenti fino a creare le attuali vallate. Nei boschi dei fondovalle gli alberi più frequenti sono i larici, misti agli abeti rossi, pini cembri e più raramente all'abete bianco. Man mano che si sale lungo i versanti gli alberi lasciano lo spazio ai vasti pascoli alpini, ricchi di fiori nella tarda primavera. Salendo ancora sono le rocce e i ghiacciai che caratterizzano il paesaggio, fino ad arrivare alle cime più alte del massiccio che toccano i 4.000 metri proprio con quella del Gran Paradiso La storia del Parco è legata alla protezione dello stambecco. Già nel 1856 il re Vittorio Emanuele II aveva dichiarato Riserva Reale di Caccia una parte dell'attuale territorio del Parco, salvando in questo modo dall'estinzione lo stambecco che in quegli anni aveva ridotto la sua popolazione a livelli allarmanti. Il re aveva poi formato un corpo di guardie specializzate e fatto costruire sentieri e mulattiere che ancora oggi costituiscono la migliore ossatura viaria per la protezione della fauna da parte dei guardaparco e formano il nucleo dei sentieri escursionistici. Nel 1920 il re Vittorio Emanuele III donava allo Stato italiano i 2.100 ettari della riserva di caccia. affinché vi creasse un parco nazionale. Due anni dopo, il 3 dicembre, veniva istituito il Parco Nazionale del Gran Paradiso. il primo parco nazionale italiano. Nel comprensorio del parco troviamo i comuni di: Arvier , Avise,Rhemes-Notr-dame,Rhemes-Saint-Georges, Sant Nicolas,San Pierre,Sarre, Villenueve, Valgrisenche, Vasavarche, Indrod. |
|
|
|
| Rhemes Notre Dame - (Rhemes Notre Dame) |
| E' un centro di vacanze a 1723 metri nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Dispone di infinite possibilità di svago: passeggiate rilassanti, lunghe escursioni che toccano il tracciato dell'Alta Via n. 2 della Valle d'Aosta e possibilità di traversate nella valle piemontese di Soana e nella Val d'Isère in Savoia. Gli alpinisti hanno a disposizione le vie di arrampicata sportiva della Granta Parei. Agli amanti della natura, Rhêmes Notre Dame riserva il centro visitatori del Parco e soprattutto le grandi opportunità di osservare dal vivo la fauna e la flora, oltre che l'aspetto geologico della zona (canyon ed erosioni caratteristici delle zone calcaree). In inverno, Rhêmes Notre Dame è il paradiso dello sciatore: dispone infatti di chilometri di piste di fondo, di piste per la discesa adatte sia a chi inizia l'attività sia allo smaliziato appassionato di snow board. Cime e valloni circostanti sono poi particolarmente ricercati da chi pratica lo sci di fondo escursionistico e lo scialpinismo. Sono infatti possibili itinerari che si snodano sugli immensi ghiacciai al confine con il Parco Nazionale francese della Vanoise e sulle cime che sovrastano Rhêmes Notre. In inverno è anche possibile osservare la natura,attraverso le tracce lasciate sulla neve dalla fauna del Parco Nazionale del Gran Paradiso, sia per assaporare le specialità gastronomiche proposte da ristoranti e alberghi della località. |
|
|
|
| La Val D'Ayas - (La Val D'Ayas) |
Tra i centri che la compongono troviamo Antagnod . E' situata sul versante ovest della Valle d’Ayas, con una vista straordinaria sul Monte Rosa. In questo piccolo centro abitato si possono ammirare splendide costruzioni, tipiche degli storici insediamenti della zona, tutt’oggi perfettamente conservate. Assi pregiato è l’Altare Maggiore della Chiesa di Saint Martin de Tours, incantevole testimonianza di arte sacra. La particolare esposizione al sole rende appetibile la località agli amanti della tintarella. Situata nel centro della Valle dell’Evançon troviamo Brusson(mt. 1332) che è formata da numerose frazioni cosparse su di un territorio montano di rara bellezza. Alcune località hanno mantenuto inalterato il tradizionale aspetto montano con edifici particolarmente antichi ed ancora improntati ai mestieri di un tempo.Qui le piste da discesa si trovano oltre i 1700 mt. di quota, nella località di Estoul, dotato di un panorama ed un’esposizione al sole incantevoli. Invece Il paese di Champoluc si trova in una conca ampia e soleggiata. Sullo sfondo spiccano i bellissimi ghiacciai che chiudono la testa della valle. E' un frequentato centro di villeggiatura sia durante la stagione estiva che invernale. Il paese è noto sia per le infrastrutture turistiche di alto livello, che per gli ottimi impianti del Monterosa Ski. E’ uno dei punti di accesso del comprensorio Monterosa Ski. Gli impianti moderni e veloci portano sino al punto più alto del Colle Sarezza a mt. 2703 per consentire il collegamento con le piste della vicina località di Frachey, trait d’union con la confinante Valle di Gressoney. Suggestivo il villaggio del Crest, dove le vecchie abitazioni, i tradizionali "Rascard" in legno e pietra, non sono state rimaneggiate; passeggiando in questa località si ha l'impressione di ritornare indietro nel tempo. E' qui d'obbligo ricordare la produzione artigianale dei "Sabots", tipici zoccoli in legno utilizzati dai valligiani in ogni stagione dell'anno per la loro eccezionale caratteristica di mantenere i piedi caldi ed asciutti. Fin dai tempi più remoti intere famiglie si dedicavano alla loro produzione, soprattutto nella stagione invernale. |
|
|
|
| Monte Bianco - (Monte Bianco) |
| Il Monte Bianco, il cui spartiacque segna il confine tra Italia e Francia, è, con i suoi 4.810 metri di altezza, la vetta più elevata della catena alpina. A soli nove chilometri dalla vetta, in una splendida conca ai piedi delle rocce e dei ghiacciai, giace Courmayeur. Attrezzatissima per la pratica dello sci, la sua fortuna come luogo di villeggiatura si affermò dalla metà del secolo scorso, perché frequentata dalla famiglia reale sabauda e dalla nobiltà piemontese. La sua importanza crebbe enormemente con l'apertura del traforo del Monte Bianco (1955). Molto suggestiva anche La Thuile, situata in uno scenario di prati e foreste, con il ghiacciaio del Rutor sullo sfondo. Centro di villeggiatura estiva e di sport invernali (gli impianti di risalita sono collegati con quelli di La Rosière, sul versante francese), offre, dalla Tete d'Arpy, a pochi chilometri dal paese, una magnifica vista sul Monte Bianco. |
|
|
|
| Saint Nicolas - (Saint Nicolas) |
| La sua posizione (1200 metri) è la prima attrattiva di questa bella località, posta su un ripiano a sbalzo sul corso sinuoso della Dora Baltea. Panorama mozzafiato sul Gran Paradiso ma anche prezioso isolamento. Qui l'estate è occasione per mille passeggiate ed escursioni sui facili sentieri e per osservazioni naturalistiche nell'area del Bois de la Tour, bosco provvisto di sentieri-natura accessibili anche ai non vedenti attraverso pannelli didattici corredati con didascalie in Braille, dove è possibile svolgere anche un attività di orienteering. La località è patria dell'abate Jean-Baptiste Cerlogne, primo codificatore della lingua valdostana. In inverno Saint-Nicolas si trasforma in un paradiso del fondo con la sua pista che si snoda sull'ondulato pianoro compreso tra il centro abitato e la fitta foresta del Bois de la Tour. L'illuminazione di cui è provvista consente di sciare in notturna, in un'incantata atmosfera. Al termine di queste salutari e spettacolari escursioni, i ristoranti e gli alberghi propongono l'incontro con i piatti della locale gastronomia. E' questa anche la stagione per scorrazzare da un villaggio all'altro alla ricerca degli oggetti preparati dagli artigiani del legno. |
|
|
|
| Monte Cervino - (Monte Cervino) |
Nell'angolo nord-occidentale delle Alpi, ben all'interno della catena alpina, la Comunità Montana Monte Cervino occupa l'intero bacino del torrente Marmore, ovvero la Valtournenche, più un tratto della valle della Dora Baltea lungo una decina di chilometri intorno alla confluenza. Essa comprende il territorio di 12 Comuni, di cui 5 nella Valle del Marmore (Valtournenche, Antey-Saint-André, Chamois, La Magdeleine, Torgnon) e gli altri nella Valle principale. Di questi ultimi, 3 occupano il versante all'"adret" (Verrayes, Saint-Denis, Emarèse) e 4 hanno il loro Capoluogo nel fondovalle, mentre il loro territorio si estende sul versante destro (Chambave, Pontey e Châtillon) o su quello sinistro (Saint-Vincent e ancora Châtillon). In totale l'area della Comunità Montana Monte Cervino è di circa 335 Kmq. Nel comprensorio troviamo una delle località più suggestive al mondo:Cervinia. Con una vista invidiabile sulla inconfondibile sagoma della montagna definita "il più nobile scoglio d'Europa" la troviamo in tutto il suo splendore e spettacolarità. E' indubbiamente una delle stazioni turistiche più conosciute nel mondo, grazie a oltre 200 km di piste. Le piste, per tutti i livelli di difficoltà, si spingono in alto, fino al ghiacciaio del Plateau Rosa (quota 3489) e al Piccolo Cervino (3383) da cui si gode un panorama mozzafiato delle montagne che hanno fatto la storia dell'alpinismo. Impianti modernissimi riducono notevolmente le code e l'attesa. Le piste, per tutti i livelli di difficoltà, si spingono in alto, fino al ghiacciaio del Plateau Rosa (quota 3489) e al Piccolo Cervino (3383) da cui si gode un panorama mozzafiato delle montagne che hanno fatto la storia dell'alpinismo. Impianti modernissimi riducono notevolmente le code e l'attesa. Raggiungendo da qui raggiungendo il ghiacciaio del Plateau Rosà, è stata inaugurata da poco tempo la grotta di ghiaccio più grande e più alta del mondo (3.810 m). Questa nuova ed attraente grotta di ghiaccio è raggiungibile attraverso una galleria lunga 50 metri, scavata nel ghiaccio. La vera e propria grotta si trova 15 metri sotto la superficie del ghiaccio, a forma di trifoglio con un diametro di 26 metri e un’altezza media di 5 metri. La particolare illuminazione e la musica classica lasciano dietro di sè impressioni indimenticabili Altra famosa località del luogo è Chamois: Fin dal Medioevo Chamois fu un'isola all'interno della Valtournenche poiché, a differenza del resto della valle, faceva parte della Signoria di Châtillon. Ancora oggi il comune si distingue: la sua peculiarità consiste in un suggestivo quanto poetico "isolamento". Chamois infatti è collegato al fondovalle soltanto per mezzo di una moderna funivia. Tutto ciò rende il luogo molto apprezzato dagli amanti della natura e della quiete. Ancor oggi si praticano alcune attività artigianali tipiche come la filatura, la tessitura della lana e l'intreccio di cesti in legno di nocciolo selvatico (coudra). Caratteristiche ambientali ed urbanistiche del luogo rispecchiano le caratteristiche dei villaggi valdostani;infatti troviamo raggruppamenti di "hameaux"(le comunità circostanti) : Corgnolaz (il capoluogo), Caillà, Crepin, La Ville, che è il più caratteristico per le sue piccole case grigie, Lieussel e Suisse, dove pietre e legno fanno da padroni. La lsuggestiva parrocchia del paese è dedicata a San Pantaleone e risale al 1681. All'interno, ricordiamo l'altare maggiore del secolo XVIII proveniente dalla parrocchiale di Torgnon in legno intagliato, dipinto e in parte dorato. Tra gli arredi: una croce astile in lamina di rame argentato con stampi a foglie del secolo XV. Ancor oggi si praticano alcune attività artigianali tipiche come la filatura, la tessitura della lana e l'intreccio di cesti in legno di nocciolo selvatico (coudra). Sulla sinistra della Valle del Cervino troviamo un paesino incantevole e caratteristico, circondato da foreste: La Magdelaine che è un luogo ricco di tradizioni della montagna. Erge a 1644 metri di altitudine ed è collocato in una conca coronata da foreste e ricca di pascoli fioriti. Nel passato solo due mulattiere univano questo minuscolo comune con gli altri centri della Valle. Oggi i collegamenti sono comodi e gli antichi sentieri sono percorsi soltanto dagli escursionisti.Il paese è un interessante esempio di organizzazione urbanistica di montagna. Un insieme di cinque piccole frazioni "hameaux" edificate secondo un'architettura in legno, semplice e armoniosa, a misura d'uomo e della natura. Interessante è visitare qui il caratteristico "Sentiero dei Mulini" che congiunge appunto otto mulini di recente ristrutturazione. A unirli non è però solo il sentiero ma anche l'acqua del ruscello che li alimenta. Sono infatti tutti posizionati lungo lo stesso corso d'acqua. Questi antichi mulini (alcuni dei quali funzionanti) venivano utilizzati per macinare i cereali (orzo, avena, grano....) che un tempo crescevano rigogliosi sulle pendici ben soleggiate di questo incantevole paesino. La farina prodotta veniva poi utilizzata per produzione di un ottimo pane nero che veniva cotto nei quattro forni frazionali e che costituiva l'alimento principe della popolazione locale. Nel comprensorio del Cervino troviamo anche il comune di Andrey Saint Andrè che sorge a 1080 metri di altezza ed è a 20 da Breuil Cervinia. Il pregio di Antey è di essere vicino a tutti gli impianti sciistici della valle e di offrire nel frattempo un'accoglienza tranquilla.Il paese è una costellazione di piccole pittoresche frazioni, immerse in un ambiente intatto e rilassante. Da qui si gode della prima incomparabile vista del Cervino; una visione che già nel secolo scorso colpì la fantasia di avventurosi viaggiatori. E' stata considerata un tempo la piccola capitale della bassa valle del Marmone ed ha origini antichissime che risalgono all'epoca preromana. La duecentesca Chiesa parrocchiale e i "rus de pan perdu" sono le vestigia storiche più importanti. L'annuale fiera del legno dà il saggio delle capacità degli artigiani locali. Tra prati e fitti boschi, con una splendida vista sul Cervino,sorge Torgnon che si trova in posizione soleggiata e riparata dal vento. E' un antico borgo sparso in numerose frazioni che conservano la caratteristica architettura alpina, sulla destra del torrente Marmore, a 1489 metri di altitudine. La chiesa parrocchiale dedicata a San Martino conserva un interessante pulpito in legno intagliato e un notevole crocifisso in legno. L'agricoltura e l'allevamento hanno rappresentato e rappresentano tuttora una ricca fonte di sostentamento. Il turismo è supportato da strutture di buon livello, in grado di accogliere un flusso di villeggianti costante durante tutto l'anno. Dal vicino Colle di Saint-Pantaléon si può avere una spettacolare vista sull'intera Valtournenche: dalle Grandes Murailles, al Cervino, al ghiacciaio del Breithon da una parte, e una buona porzione della Valle centrale dall’altra. I boschi della conca di Torgnon e le dolci distese d'erba, compongono un mosaico di incomparabile bellezza, in un ambiente montano dove si realizza perfettamente l'integrazione tra tradizioni agricole, turismo e rispetto per la natura.Il comprensorio sciistico è uno tra i più vasti, e le piste di discesa sono adatte a tutti gli sciatori. Così come quelle da fondo, le più lunghe nella valle. A 549 m. di altitudine è situato Châtillon in corrispondenza dell'innesto della Valtournenche con la Valle Centrale. La collocazione geografica particolarmente vantaggiosa ha fatto del comune in passato un importante centro nella media Valle. La sua dimensione lo colloca come uno dei maggiori centri dell’intera Valle d'Aosta. Châtillon è oggi una cittadina dalla spiccata vocazione industriale, votata inoltre al turismo, grazie alla presenza di moderne infrastrutture e comodità: alberghi, negozi, svaghi e anche possibilità di una puntatina al vicinissimo Casino de la Vallée di Saint-Vincent. Da alcuni anni questa località è stata peraltro scelta come sede degli allenamenti estivi da parte della squadra calcistica della Juventus, grazie alla presenza di attrezzati impianti sportivi. Il castello Baron Gamba, immerso in un grande parco, domina il paesaggio, insieme con quello di Ussel, che si trova appena oltre la Dora e che fu costruito da Ebalo di Challant nel 1350. L'ardito ponte sul torrente Marmore, di epoca romana, ha un'arcata unica di 47 metri di luce. Restano tracce, grazie ad un arco superstite, di un altro ponte romano sul quale passava la via consolare romana. |
|
|
|
 |
Last Minute Italien Sponsor Hotels |
| |
|
|
Hotel Aurora ***
Misano Adriatico
|
|
|
|
|
Hotel Bellevue ***
Pesaro
|
|
|
|
|
Calarosa Club Hotel ****
Stintino
|
|
|
|
|
Mithos Village ***
Misano Adriatico
|
|
|
|
|
Hotel Prestige & Palace ***
Cattolica
|
|
| |
|
|
Hotel Imperial Sport ***
Pesaro
|
|
|
|
|
Hotel Gorini ***
Bellaria Igea Marina
|
|
|
|
|
Hotel Consuelo **
Riccione
|
|
|
|
|
Hotel Quisisana **
Riccione
|
|
|
|
|
Hotel Bologna ***
Misano Adriatico
|
|
|
|
|
Agriturismo Ca Verde ***
Fiorenzuola di Focara
|
|
| |
| |
 |
|