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Regione Campania |
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| Marina di Camerota - (Marina di Camerota) |
Per chi la vede per la prima volta essa offre l'incanto semplice e travolgente delle coste desiderate e sognate. La sua bellezza è rimasta incontaminata. Marina di Camerota offre ai suoi visitatori uno spettacolo indimenticabile con le sue innumerevoli grotte, gli stupendi anfratti, la sua vegetazione sempre fiorente e lussureggiante, le spiagge incantevoli capaci di rapire i sensi grazie all'avvolgente atmosfera che sanno creare la sabbia e il suo mare cristallino.
Le torri saracene, che si ergono fiere sul promontorio che abbraccia il paese e che sembrano volerlo difendere. Il porto turistico che è tra i più moderni ed attrezzati della zona; nuove banchine e pontili mobili per le barche da riporto, lo rendono più ricettivo e adatto alle nuove esigenze.
Tutte qualità che gli hanno conferito la denominazione di "Perla del Cilento". Marina di Camerota può però vantare oltre alle sue bellezze, anche la sua parte storica. In tutta Europa, il litorale di questo paese è noto per il ritrovamento, nelle sue grotte, dei resti dell' "Homo Camerotaensis". |
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| Pozzuoli - (Pozzuoli) |
Oltre i confini di Napoli si estende la città di Pozzuoli ricca di storia, cultura e natura. La natura ha regalato a Pozzuoli paesaggi straordinari. Si possono ammirare fenomeni naturali molto particolari quali la solfatara, il bradisismo. Persino il tempo è stato generoso conservando fino ad ora una città sommersa, una città sotterranea in cui cunicoli si intrecciano tra loro in un labirinto di strade e vicoli che consentono di ripercorrere la vita quotidiana di un tempo.
E qui, tra le rovine antiche, tra i vicoli del rione Terra, in una città dove ogni sasso ha una sua storia e un suo passato da raccontare, si presenta la sfida dell'innovazione tecnologica come un filo sottile tra passato e futuro.
La città di Pozzuoli fu fondata nel 530 a.C. ad opera di un gruppo di fuggiaschi dell'isola Greca di Sarno esiliati dal proprio governo; per questo motivo denominarono la città come Dicearchia, che significa "giusto governo". Oggi il territorio suscita interesse sotto diversi aspetti: storico, archeologico, religioso, termale, naturalistico e gastronomico. I luoghi più visitati sono: l'anfiteatro Flavio, situato sulla strada principale dell'attuale Pozzuoli, mostra dove venivano tenuti gli animali destinati agli spettacoli dei gladiatori; il tempio di Serapide, considerato un mercato molto grande e trafficato da quando, durante gli scavi del 1750, fu rinvenuta la statura del Dio egiziano Serapis; la chiesa di S.Gennaro, edificata tra la fine del VI e l'inizio del VII sec. in onore del vescovo di Benevento, dove venne assassinato; la Solfatara, un vulcano di origine antichissime, dove era possibile curarsi con i fanghi e le acquee solfuree.
Il vulcano Solfatara, dal cratere ellittico (m.770, m.580), risale a circa 4000 anni fa ed è l'unico dei Campi Flegrei ancora attivo con impressionanti manifestazioni fumaroliche. L'ultima eruzione, peraltro storicamente non accertata, risalirebbe al 1198. Le Terme di Nettuno e il Rione Terra, che fu la prima acropoli di Dicearchia. La chiesa dell’Assunta, sorge in uno dei luoghi più caratteristici di Pozzuoli: la darsena del borgo marinaro. Più che per l’arte, ha nella storia di Pozzuoli un ruolo particolare, nella cultura e nelle tradizioni popolari essendo la chiesa dei pescatori del borgo marinaro.L’edificio fu costruito nel 1621 e dedicato alla Purificazione di Maria, ad opera della omonima Confraternita; per la sua posizione la chiesa era chiamata Purificazione a mare.
La devozione dei pescatori per la Madonna Assunta, qui venerata, ha fatto si che nel tempo fosse più conosciuta con quest’altro nome. Stando alle cronache, pare che non abbia avuto vita molto facile, in quanto, sorgendo molto vicina al mare, ha subito sistematicamente l’invasione delle mareggiate, per cui, per gran parte dell’inverno diventava inaccessibile e più volte fu danneggiata.
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| Capri - (Capri) |
Le prodigiose bellezze naturali, il gradevole clima, la ricca vegetazione e il luminoso paesaggio fanno di quest'isola una delle mete preferite dal turismo internazionale. Centro della vita turistica e mondana è Capri, caratteristica cittadina tutta bianche casette e viuzze tortuose, su cui si affacciano lussuosi negozi ed eleganti ritrovi. Suggestiva è la passeggiata lungo la via Krupp, nei pressi di Marina Piccola, sentiero che scende verso il mare a strette svolte ricavate nella roccia e con bellissime viste. L'isola presenta anche monumenti di interesse artistico: la trecentesca Certosa di San Giacomo, che costituisce la maggior espressione dell'architettura locale e i ruderi della villa romana Jovis.
La villa occupa il promontorio orientale dell'isola, di fronte alla Punta della Campanella, in posizione dominante lo stretto delle "Bocche di Capri". Già "frugata" in età borbonica, solo tra il 1932 e il 1935 fu esplorata in maniera sistematica da Amedeo Maiuri. Le strutture messe in evidenza si sviluppano su una superficie di circa 7000 mq., anche se la villa doveva ricoprire un'area assai maggiore e comprendere boschi, giardini e ninfei. Architettonicamente il complesso si adatta egregiamente alla particolare natura del suolo, sfruttando i notevoli dislivelli attraverso la realizzazione, a sud e ancor più a ovest, di più piani, e, a est e a nord, di terrazze a strapiombo sul mare.
La villa rimase residentà medievale, quando il luogo divenne rifugio di un eremita e vi fu eretta una caza imperiale ancora fino al II secolo d.C.. Modifiche successive risalgono all'eppella ai Santi Cristoforo e Leonardo, poi ampliata nell'attuale S. Maria del Soccorso. Centro del complesso imperiale era il grande impianto delle Cisterne, intorno al quale si disponevano gli altri settori: a sud le Terme, a ovest il Quartiere Servile, a nord e ad est il Quartiere Imperiale.
La Grotta Azzurra deve non la sua scoperta, ma la sua rivelazione alla passione romantica di due turisti tedeschi che visitarono Capri nel 1826: uno scrittore, Augusto Kopisch, e uno pittore, Ernesto Fries. Ma la Grotta era già nota ai Capresi con il nome di "Grotta di Gradola", dal vicino antico scalo di Gràdola e Gradelle, anche se, a causa non tanto della sua angusta entrata, quanto delle leggende di streghe e di mostri che la popolavano, era evitata come un luogo magico e pauroso. |
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| Napoli - (Napoli) |
Metropoli fin dall'antichità, Napoli è una città ricchissima di storia, di cultura, d'arte di ogni tempo, situata in un ambiente umanizzato e naturale, quello del Golfo dominato dal Vesuvio, colmo di tesori archeologici tra i più famosi del mondo. Sorta nel VII e VI secolo come colonia greca, fu fiorente durante l'impero romano come porto e come centro di villeggiature patrizie. I quartieri della città vecchia mantengono quasi intatto il reticolo viario greco-romano; su questo sono sorti in epoche successive edifici medievali e palazzi barocchi.
Nell'alto medioevo Napoli fu sede di un ducato dipendente da Bisanzio; nel 1139 entrò a far parte del regno Normanno, poi di quello Svevo. Nel 1266, con gli Angioini divenne capitale; dal 1441 con gli Aragonesi, la cui reggia era il Castel Nuovo, iniziò a Napoli il periodo del Rinascimento. Nel 1503 il regno di Napoli cadde in potere della Spagna. La città si estese con il tipico fitto reticolo di vie strette verso la collina. Ritornò capitale nel 1734 sotto i Borboni e lo rimase, tranne la breve parentesi napoleonica (1806-1815), fino al 1860 quando avvenne l'unione d'Italia. Oltre ai secoli XIII e XIV, di notevole produzione artistica furono i secoli del periodo barocco (XVII - XVIII) i più fecondi dell'arte napoletana, che in architettura, pittura e anche in musica raggiunse espressioni originali e vivaci.
Tra il patrimonio artistico e museale vi è: il Maschio Angioino. La costruzione del Maschio Angioino iniziò nel 1279, sotto il regno di Carlo I d'Angiò, su progetto dell'architetto francese Pierre de Chaule. Per la sua posizione strategica il nuovo castello rivestì non solo le caratteristiche di una residenza reale, ma anche quelle di una fortezza. Fin dall'inizio esso venne chiamato "Castrum Novum" per distinguerlo da quelli più antichi dell'Ovo e Capuano. Durante il regno di Roberto d'Angiò il Castello divenne un centro di cultura dove soggiornarono artisti, medici e letterati fra cui Giotto, Petrarca e Boccaccio.
Il Teatro Mercadante nasce come Teatro del Fondo, dal nome di una società militare (Fondo di separazione dei lucri) che mise in opera la struttura nel 1777-'78, con i proventi confiscati al Disciolto Ordine dei Gesuiti, affidandone la progettazione al colonello siciliano Francesco Securo. Nel 1779 inaugura con l'opera "L'infedele fedele" di Giovambattista Lorenzi, musica di Cimarosa. Nel 1870 diventò Teatro Mercadante in onore dell'omonimo musicista pugliese formatosi a Napoli. Dedicato particolarmente al genere operistico ("Opera buffa" e "Opera seria"), fu attivamente partecipe dei cambiamenti politici e culturali instaurati dalla Repubblica Partenopea (1799). In questo periodo diventò "Teatro Patriottico", ospitando drammi e "Inni patriottici", tra cui quello di Cimarosa, che costò al compositore la possibilità di rimanere a Napoli quando si restaurò la monarchia.
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| Salerno - (Salerno) |
Salerno sorge tra la Costiera Amalfitana e la piana di Paestum, abitata lungo tutta la costa fino ad estendersi sulle colline retrostanti. E' attraversata dal fiume Irno che fino alla metà dello scorso secolo ne delineava il confine. Salerno conobbe il periodo di maggior splendore sotto i Normanni, tra il secolo XI e i primi decenni del XII, quando fu scelta come capitale del loro ducato. Venne allora eretto il Duomo e istituita la Scuola Medica, ben presto divenuta una delle più famose di Italia e durata fino al 1812. Nel nucleo medievale della città si trovano il Duomo, la chiesa del Crocifisso, gli archi dell'acquedotto e, in alto, il Castello di Arechi. Il Duomo, il più insigne monumento della città fu eretto nel 1076-85 da Roberto il Guiscardo; conserva nell'interno due magnifici amboni splendidamente decorati da mosaici. Il Museo del Duomo raccoglie vari dipinti, dal XIII al XVIII secolo.
Nella parte moderna della città sono riconoscibili due volti: l'espansione ordinata e regolare attuata negli ultimi decenni dell'800 e quella tumultuosa e spesso disordinata dell'ultimo dopoguerra. Il Castello di Salerno fa parte di un poderoso sistema difensivo realizzato nell' VIII secolo dal longobardo Arechi II che trasferì la capitale del ducato da Benevento a Salerno. Principe illuminato nonché ottimo politico, preoccupato dalle minacce dei Franchi, Arechi realizzò un eccezionale sistema difensivo sopraelevando e modificando le antiche mura e costruendo, forse su fortificazioni preesistenti, sull'alto del monte Bonadies, un poderoso castello. Dal castello si diramavano, quasi ad angolo retto, due tratti di mura che, prolungandosi fino al mare, inglobavano in uno schema triangolare l'intera città. All' epoca di Arechi, il castello era certamente molto diverso da come lo vediamo oggi: costituito essenzialmente da quattro torri merlate, alte, massicce, minacciose, collegate da ponti e mura, si integrava perfettamente con il rilievo roccioso, la zona acuminale del monte Bonadies, sfruttandone al meglio la peculiarità per formare un eccezionale organismo di difesa.
Il Museo Archeologico Provinciale di Salerno, la cui istituzione risale al 1927, è ubicato dal novembre del 1964 in un complesso, quello di S. Benedetto, che a sua volta è un interessantissimo palinsesto architettonico. Nelle sue strutture sono infatti riconoscibili tre momenti storici fondamentali nella storia della città: il lato orientale della fortificazione longobarda della seconda metà dell' VIII secolo d.C. facente parte del complesso conventuale S. Benedetto, parzialmente distrutto per la creazione dell'attuale via S. Benedetto; i resti, infine, del così detto Castelnuovo, dove nel XV secolo alloggiò la regina Margherita di Durazzo. Il Museo accoglie una ricchissima documentazione dall'intera provincia in un arco cronologico che va dalla preistoria alla tarda età imperiale romana. |
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| Castellammare di Stabia - (Castellammare di Stabia) |
Disposta in un'incantevole posizione panoramica, Castellammare di Stabia si allarga ad anfiteatro davanti al mare del golfo partenopeo nel punto in cui la sua riva meridionale s’incurva per dare origine alla penisola sorrentina. La presenza dei Borbone nei mesi estivi favorì l'affluenza della nobiltà napoletana che costruì le proprie aristocratiche ville lungo la collina di Quisisana inoltre i primi scavi archeologici del 1749 e le analisi scientifiche condotte sulle acque minerali attrassero l'attenzione dei maggiori intellettuali dell'epoca.
Il tepore del clima, la salubrità dell'aria, la fertilità dei campi, il favoloso scenario naturale, la varietà delle sorgenti, le ampie spiagge, le magnifiche passeggiate sulle sue colline e sui suoi monti, la ricchezza del patrimonio artistico ed archeologico sono così straordinariamente amalgamati a Castellammare di Stabia da costituire da sempre la seducente attrattiva della città.
Famosa fin dall'antichità per la presenza di 28 sorgenti naturali di acque minerali, tutte diverse per composizione e virtù terapeutiche, che sgorgano spontaneamente dalle pendici del Monte Faito dando vita a due stabilimenti termali, Castellammare di Stabia, fregiata del titolo di città delle acque, è un noto e frequentato luogo di villeggiatura e un centro idrotermale di fama internazionale sostenuto anche dalle efficienti strutture ricettive presenti nel suo territorio fanno di Castellammare di Stabia una città ad elevatissima vocazione turistica, luogo ideale per un piacevole soggiorno all'insegna del relax, del benessere e del divertimento. |
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| Atrani - (Atrani) |
Situata tra il mare e l'alta scogliera e stretta tra profonde pareti rocciose allo sbocco dell'angusta valle del Dragone fra le pendici del monte Civita e del monte Aureo che la divide da Amalfi, Atrani, centro costiero che meglio ha conservato le sue antiche caratteristiche topografiche, offre al visitatore un quadro fantastico con la sua spiaggia raccolta e protetta.
La struttura tipicamente medievale di Atrani, conservata splendidamente, ricalca quella di Amalfi ripetendone lo stesso modello architettonico di vicoletti sinuosi, stretti, sormontati da frequenti archi e voltoni, squarciati da cortili, piazzali, con le caratteristiche scalinatelle dal fascino particolare tutto avvolto in candido manto di calce.
Anche ad Atrani, piccolo presepe naturale, un percorso labirintico si snoda verso l'alto con case aggrappate alla roccia, costruite una sull'altra in un intrico di gallerie, di portici e di scalinate.
Magiche situazioni create dai giochi di luce nascono da stradine talvolta inghiottite da altrettanto magiche architetture che, quasi d'incanto, si slargano mentre la luce solare s'irradia rendendone fantastica la visione.
La vallata del Dragone alla cui estremità sorge Atrani, fu frequentata già nel VII secolo a. C. dagli Etruschi a cui più tardi si mescolarono, come in altre località della costiera, elementi Greci.
Il vero e proprio insediamento cittadino avvenne però soltanto verso la fine del IV secolo d. C., durante la decadenza dell'impero romano, ad opera di fuggiaschi romani.
Il giro ad Atrani comprenderà la passeggiata nei caratteristici vicoletti del paese che offrono spunti paesaggistici notevoli.
Assolutamente da non perdere sono la visita della chiesa di San Salvatore de Birecto sulla piazzetta Umberto I e della chiesa di Santa Maria Maddalena. |
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| Casamicciola Terme - (Casamicciola Terme) |
Rinomata stazione balneare, termale e climatica dai tempi dei romani, Casamicciola dal 1956 ha aggiunto al suo nome tradizionale la parola Terme per sottolineare la sua vocazione termale. Si presenta come un lungo arco verdeggiante, dominato dal Monte Epomeo e racchiuso tra Punta La Scrofa e la collina della Gran Sentinella che sovrasta l'insenatura del porto. La città è formata da una parte alta e da una parte bassa.
La parte bassa, moderna, è adagiata su una piccola rada con il porto turistico, formato da un lungo molo a due bracci in cui attraccano anche traghetti ed aliscafi e che si apre su Piazza Marina, centro della vita economica e sociale del paese dove sono i principali negozi, caffè, trattorie. L'attività turistica, balneare e termale, è da sempre la fonte principale di reddito e alimenta una rete di servizi aggiuntivi. Il turismo balneare affolla la cittadina tra giugno e settembre, mentre la stagione termale da aprile ad ottobre copre un più lungo arco di tempo e richiama una moltitudine di ospiti stranieri, prevalentemente di lingua tedesca.
La sorgente radioattiva della Rita, dono preziosissimo della natura, alle falde dell’Epomeo, è situata in una valle fra l’azzurro del cielo ed il verde delle colline a 53 m. sul livello del mare. L’acqua scaturisce dalle viscere vulcaniche della terra alla temperatura di 94 °C. La presenza di archi romani in prossimità della fonte fa supporre con buona approssimazione che le acque termali della Rita fossero utilizzate già nel I - II secolo d.C. L’origine vulcanica della sorgente, “S. Rita” spiega la sua struttura chimico-fisica, e le sue fondamentali indicazioni terapeutiche sono l’artrite e l’artrosi (modificazioni infiammatorie e degenerative delle articolazioni), diverse forme cliniche di malattie reumatiche, stati conseguenti a fratture.
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| Ischia - (Ischia) |
L'isola di Ischia, la più grande del golfo di Napoli, è di origine vulcanica: ne sono una testimonianza le numerose fumarole e sorgenti minerali presenti. Prevalentemente montuosa, ha coste assai frastagliate lungo le quali si aprono poche piccole rade. La dolcezza del clima, il paesaggio, le sorgenti termali e le spiagge fanno dell'isola una frequentatissima zona di soggiorno e di cura. Centro principale dell'isola è Ischia, con i due nuclei distinti di Ischia Ponte, pittoresco paese di pescatori dominato da un castello, e Ischia porto, elegante stazione balneare e termale distribuita lungo il porto, il cui bacino interno è in realtà il cratere di un antico vulcano.
L'isola d'Ischia è circondata quasi senza soluzione di continuita' da spiagge e aree balneabili di varia natura: l'ospite che vuole godere dei benefici del mare e del sole non ha che l'imbarazzo della scelta. Tuttavia non possiamo fare a meno di citare alcune localita' che hanno nel tempo acquistato fama e che si distinguono per bellezza o particolarita'. La spiaggia dei Maronti, lunga ed arcuata, che guida i bagnanti alla meravigliosa Sant'Angelo, che, a sua volta, ospita una caratteristica spiaggetta che con una lunga striscia di sabbia tra mare e mare unisce all'isola lo scoglio tondeggiante. Il comune di Forio si protende sul mare tra due spiagge, quella di Citara, rinomata per la bellezza e per le sue virtu' terapeutiche, e quella di San Francesco.
Il castello Aragonese si erge tuttora a 115 metri d'altezza riassumendo l'età preistorica e quella storica dell'isola intera poiché alcuni tra i primi abitanti di cui narra la storia si insediarono e vissero proprio su questo scoglio tramutato in fortezza da Gerone, tiranno di Siracusa. E' certamente uno dei più antichi e caratteristici castelli d'Italia. Circondato dai marosi che incessanti continuano ad accarezzarlo nei momenti lieti e a percuoterlo con ritmo assordante in quelli tristi, con i suoi lati dirupati, posto a custode e difesa dall'importante Napoli, fu rifugio sicuro per quanti vollero difendersi nei momenti di necessità e dimora tranquilla dalla quale scattare e depredare. Nel XV secolo d.C. fu congiunto alla grande Ischia con un ponte di legno che nel corso degli anni venne sostituito con uno di pietra.
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| Massa Lubrense - (Massa Lubrense) |
Situata all'estremo lembo della penisola sorrentina dove le due costiere, quella sorrentina e quella amalfitana, si uniscono, Massa Lubrense è un luogo dove storia, arte, cultura e tradizioni s'incontrano dando luogo a suggestioni straordinarie di incomparabili scenari ambientali.
Massa Lubrense, estesa su un amplissimo territorio, è costituita, ormai da secoli, dall'aggregazione di 18 borghi, corrispondenti agli antichi casali. Il cuore del paese è largo Vescovado, suggestiva terrazza a picco sul mare, con la cinquecentesca chiesa di Santa Maria delle Grazie ed il palazzo Vescovile del ‘700.
Accanto all'agricoltura, alla pesca e all'artigianato, voci tradizionali dell'economia di Massa Lubrense, negli ultimi decenni il turismo è diventato una voce cospicua dell'economia del paese grazie alla salubrità del suo clima mite ed asciutto tutto l'anno e grazie alle sue valide strutture ricettive: si contano infatti trenta alberghi, campeggi e residence, stabilimenti balneari, numerosissimi ristoranti (circa cinquanta), alcuni dei quali citati nelle guide gastronomiche più rinomate, nuove strutture agrituristiche.
Perla particolarmente ricercata dal turismo italiano ed internazionale, Massa Lubrense ha conservato un carattere schivo, riservato, desiderosa di svelare i suoi segreti esplodendo di colpo nei colori delle sue baie, delle rocce degli uliveti, dei limoneti e della sua macchia mediterranea. |
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