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Regione Abruzzo |
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| L'Aquila - (L'Aquila) |
L'Aquila è la principale città dell'Abruzzo per arte e per storia. Fondata attorno alla metà del XIII secolo, divenne subito fiorente per la sua posizione dominante e si arricchì nei secoli XIII e XIV di numerose architetture religiose, che ora caratterizzano il volto della città. Su tutte spicca per importanza artistica la basilica suburbana di Santa Maria di Collemaggio (XIII secolo), prototipo dell'architettura sacra medievale dell'l'aquila. Dello stesso periodo è la Fontana delle 99 cannelle, caratteristica costruzione con una doppia vasca alimentata da 99 getti d'acqua che sgorgano da altrettanti mascheroni, a ricordo dei 99 castelli fondatori della città. Del Rinascimento è documento mirabile la basilica di San Bernardino, la cui facciata, dovuta a Cola dell'Amatrice, è l'espressione più compiuta. Nel '500 sorsero anche vari notevoli palazzi e il poderoso Castello, nel quale ha attualmente sede il Museo Nazionale d'l'aquila che espone importanti raccolte archeologiche, opere di scultura e pittura, lavori di oreficeria, miniatura, ceramica e artigianato. Nel '700, dopo il disastroso terremoto del 1703, la città si ornò di fastosi palazzi barocchi. La struttura urbanistica della città é quella tipica a scacchiera, ma poche vie sono in piano; ciò conferisce alla città un aspetto pittoresco, accresciuto dagli scorci improvvisi e dalle vedute panoramiche verso i monti che la cingono a conca. |
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| Ovindoli - (Ovindoli) |
Antico insediamento dei Marsi, è la porta d'ingresso, dal versante della Marsica, dell'Altipiano delle Rocche, chiuso dai poderosi massicci del Velino e del Sirente. Il paese è attrezzato per qualsiasi tipo di sport come l'equitazione, lo sci, l'alpinismo, il trekking, il parapendio, tiro con l'arco, il freeclimbing, ecc. Il paese nacque come roccaforte dei Marsi a difesa dei Vestini, loro confinanti, roccaforte che venne distrutta dai romani nella "Guerra Sociale" e ricostruita in seguito dai Longobardi. Ad Ovindoli la montagna è stata scoperta in tutta la sua bellezza e moderni impianti per lo sci permettono al paese di candidarsi come località di primo piano del centro-sud. Sono dati costanti l'abbondanza della neve e la sua permanenza, dovute all'eccellente esposizione e alla notevole altitudine delle piste che si snodano tra i 1400 e i 2200 metri per una lunghezza complessiva di 22 Km. Ovindoli è anche uno dei 18 paesi più importanti del parco Sirente -Velino. Per la fauna si segnalano presenze dell'orso marsicano, del lupo e del gatto selvatico, dell'aquila reale, della poiana, del gheppio, del falco pellegrino, del lanario, del gufo reale. Ultimamente sono stati reintrodotti il cervo e il capriolo. La flora è caratterizzata dalla presenza, del carpino bianco, del cerro, del frassino e di estese faggete. Vari sono i tipi di fioritura ad alta quota come il ranuncolo della Maiella, il lanario alpino, il narciso. Nel sottobosco si trovano funghi e tartufi. |
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| Lucoli - (Lucoli) |
Lucoli, che si estende per circa 12.000 ettari e 16 frazioni, è il comune più vasto della provincia di L'Aquila situato ad un'altitudine che va dagli 850 metri di Casavecchia ai 1.400 di Casamaina. E' una località panoramica e climatica di primo piano per il soggiorno estivo, invernale e per il week-end. Conta una popolazione di poco più di 1.000 abitanti che raggiunge i quasi 2.000 nel periodo estivo. Nel periodo coincidente con le festività natalizie la popolazione raggiunge le quasi 5.000 unità. Lucoli dista da l'Aquila 15 Km. Confina ad Est con Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio e Bagno, ad Ovest con Sassa, a Nord con L'Aquila ed a Sud con Tornimparte.
Il territorio comunale si sviluppa in 16 frazioni sparse lungo la Valle del Rio, che dall'altopiano di Campo Felice scende fino a Genzano di Sassa. Quelle situate a destra del torrente sono: La Piaggia, Casavecchia, Colle, Spogna, Spognetta, Vado Lucoli, Lucoli Alto, Collimento e Casamaina. Le altre, poste a sinistra sono: S. Andrea, S. Menna, Mancino, Francolisco, S. Croce, S. Croce Alta, Prata e Peschiolo.
Monumenti degni di nota sono il Palazzo Cialente, la chiesa di San Sebastiano, (sec. XIII) nel cui interno si segnalano tracce di affreschi antichi e tre altari settecenteschi, e l'abbazia di San Giovanni Battista (sec. XI). Amministrata da abati mitrati che esercitavano sul territorio il potere spirituale e temporale, raggiunse grande importanza. Nella residenza monastica piccolo chiostro porticato a due livelli. Nella chiesa con portichetto a facciata orizzontale, all'interno, un recente restauro ha riportato alla luce sul pilastro di sinistra e sulla parasta inferiore dell'arco trionfale importanti affreschi attribuiti ad Andrea de Litio.
Da segnalare due seicentesche e policrome Madonne con Bambino, una in terracotta l'altra in legno, una croce processionale di Paolo di Meo dei Quatrari(1477), vari oggetti di oreficeria, l'organo settecentesco posto sulla parete d'ingresso e il soffitto ligneo, finemente lavorato, della sagrestia. La chiesa della Beata Cristina (sec. XVI) presenta l'interno costituito da un'aula unica coperta di affreschi e chiusa da un soffitto a botte ribassata. L'altare maggiore ਠposto dopo una ricca balaustra settecentesca, e quelli laterali espongono tele di notevoli dimensioni. La Chiesa di Santa Menna (sec. XII, ric. sec. XVII) conserva all'interno numerosi affreschi tra cui un notevole San Sebastiano attribuito a Saturnino Gatti. Si ricordano anche la Chiesa di San Michele a Lucoli Alto (sec. XII, ric. sec. XX), la chiesa campestre di Sant'Antonio, la chiesa campestre di Peschio Cancelli, il Castello Oderisio(ruderi). |
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| STORIA E CULTURA - ABRUZZO - (Abruzzo) |
Descrizione: L’Abruzzo si trova nell’Italia centromeridionale, è bagnata dal Mar Adriatico e confina con Marche, Lazio e Molise. Il suo capoluogo è L’Aquila e le altre province sono Chieti, Pescara e Teramo. Si presume che il nome derivi da “Aprutium” un termine di un ducato longobardo probabilmente corrispondente a Teramo. L’Abruzzo è principalmente montuosa e caratterizzata da massicci di tipo calcareo. Il Gran Sasso con i suoi 2914 mt di altezza e la Maiella alta 2795 mt sono le vette più alte dell’Appennino. E’ una la regione particolarmente famosa per la tutela ambientale, non a caso vi si trovano tre parchi nazionali ed uno regionale. La costa è principalmente sabbiosa e si estende da Vasto a Ortona.
Province in Abruzzo: Chieti, L'Aquila, Pescara, Teramo
In evidenza: Eventi e Manifestazioni in Abruzzo
Da Vedere: Il Parco nazionale d’Abruzzo: I parco ha un territorio di 44.000 ettari ed è stato istituito nel 1923 a tutela di fauna e flora .La vetta più alta delle montagne del parco è il monte Morsicano (2253 mt).
Il parco nazionale del Gran Sasso: Ha un’estensione di 148.935 ettari ed è caratterizzato dal Massiccio del Gran Sasso e i monti della Laga.
Il Parco regionale Sirente-Velino che si trova nella provincia di L’Aquila. Il fenomeno carsico, grazie al quale hanno avuto origine le Grotte di Stiffe, è una particolare caratteristica del parco. Qui vi si susseguono una serie di laghetti e cascate da ammirare.
Il Museo del Parco nazionale a Pescasseroli in provincia di L’Aquila Il Museo delle Genti D’Abruzzo a Pescara Il Museo nazionale D’Abruzzo a L’Aquila
L’Abruzzo è inoltre ricco di altri musei di interesse naturalistico, storico e artistico.
Gastronomia e Vini: La cucina abruzzese è caratterizzata dal grande uso di peperoncino e zafferano che vengono esportati in tutto il mondo. Il piatto regionale più famoso sono “spaghetti alla chitarra”, che prendono il nome dal modo in cui si produce la pasta. Il condimento è a base di pomodoro sia che si tratti di ragù che di semplice salsa. Nell’entroterra si trovano molte pietanze a base di legumi e verdure ma anche di carni pregiate quali agnello coniglio e capretto. Esiste inoltre una vasta scelta di salumi e formaggi fra cui le famose “burrelle”. Sulla costa si possono assaporare anche specialità di mare, fra cui il famoso brodetto, una zuppa di pesce molto saporita. Uno dei dolci tipici è il parrozzo che viene fatto con farina e mandorle poi ricoperto di cioccolato. Fra i vini troviamo il Trebbiano e il Controguerra per i bianchi e il famoso Montepulciano d’Abruzzo per i rossi con il suo tipico color rosso ciliegia e per questo affiancato anche dalla denominazione “Cerasuolo”.
Ecco le prossime manifestazioni che si svolgono in Abruzzo:
Mostra mercato arte e antiquariato il 02 giugno 2006 a Pereto (AQ) Sagra della Ciliegia il 02 giugno 2006 a Raiano (AQ) Pescara-Crotone il 04 giugno 2006 a Pescara (PE) Festa di San Zopito il 05 giugno 2006 a Loreto Aprutino (PE) Raduno Moto d'epoca il 05 giugno 2006 a Teramo (TE) Sagra del Pecorino il 07 giugno 2006 a Bugnara (AQ) Sagra del pecorino di bugnara il 10 giugno 2006 a Bugnara (AQ) "Zelig" con Gabriele Cirilli dal 18 al 25 giugno 2006 a Silvi Marina (TE) Premio Schiarini il 19 giugno 2006 a Anversa degli Abruzzi (AQ) Fiera del villaggio il 21 giugno 2006 a Castel di Ieri (AQ)
Vedi tutti gli eventi in Abruzzo e in particolare gli eventi in Abruzzo a giugno e gli eventi in Abruzzo a luglio
Province in Abruzzo: Chieti, L'Aquila, Pescara, Teramo
Ecco gli eventi e manifestazioni che abbiamo presenti in Abruzzo: Eventi Religiosi, Sagre, Fiere, Raduni, Congressi, Eventi Folkloristici, Cortei Storici, Cultura e Spettacolo, Altre Manifestazioni, Eventi Artistici, Mostre, Antiquariato e Collezionismo, Sfilate e Moda, Eventi Sportivi, Concerti
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| San Salvo - (San Salvo) |
Sorge sui primi rilievi collinosi, nei pressi della foce del fiume Trigno. Il suo territorio si estende per 19,61 Kmq, su un’area intensamente coltivata. Oltre l’abitato principale, lungo l’ampio litorale sabbioso, si è assistito ad uno sviluppo edilizio, concentrato attorno alle strutture ricettive e balneari.
Le vicende più remote di San Salvo risalgono sicuramente alla preistoria; ma la sua origine sembra che si possa far risalire ai secoli XI – XII ad opera della colonizzazione monastica Benedettina. Tracce significative della presenza degli antichi italici (VI-VII secolo a.C.), si evidenziano in diverse, piccole necropoli o altre aree archeologiche intorno il paese. Le sue antiche origini e le tradizioni culturali arricchiscono le strade del centro storico. La chiesa di San Giuseppe rappresenta il monumento principale del centro storico cittadino.
La memoria storica di San Salvo trova ospitalità nel museo "Casa della Cultura", dove si possono ammirare i reperti di epoca romana e medioevale della città antica. Si tratta di corredi funerari con vasellame, armature, oggetti di ornamento; oppure di armi, statuette bronzee rare ma pregevoli, testine votive in terracotta.
Nel periodo successivo al 1000 è stato senza dubbio determinante l'insediamento (1257 circa) dell'Abbazia cistercense. I monaci cistercensi, autori di una intensa, entusiasmante fase di bonifica e messa a coltura dei terreni acquitrinosi o boschivi, divennero i protagonisti di una sensibile ripresa economica (XIII-XV secolo) del borgo di San Salvo. L'abazzia, decaduta nel XV s ecolo, venne poi affidata a degli abati commendatari, che la governarono da lontano fino alla seconda metà del Settecento.
L'economia, basata sull'agricoltura, l'allevamento e l'artigianato, ha trovato il suo coronamento nella fase di intenso sviluppo dell'ultimo quarantennio. Gli insediamenti industriali (S.I.V, M. Marelli ecc. (ora acquisite da multinazionali quali Pilkington (inglese) e Denso (gruppo toyota giapponese)), in parallelo alla crescita del commercio, del turismo e dei servizi hanno prodotto un intenso processo di urbanizzazione, che ha portato San Salvo a divenire, in termini proporzionali, la cittadina a più intenso accrescimento demografico dell'intero Abruzzo. Riconoscimenti a tale ruolo sono venuti sia dalla visita del papa Giovanni Paolo II agli operai e alla popolazione (marzo 1983) sia dall'assegnazione (nel 1987), su segnalazione del CENSIS, del prestigioso titolo "uno dei 100 comuni della piccola grande Italia". |
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| Ortona - (Ortona) |
Molto probabilmente, il toponimo Ortona non è di origine indoeuropea. Esso, infatti, preesisteva all'arrivo degli Italici, giunti in Abruzzo verso il X-XI secolo a.C. quando la tribù dei Frentani si collocò nell'area, già abitata da popoli provenienti dalla sponda illirica. Il colle che va dall'attuale Piazza della Repubblica sino al Castello Aragonese e che proseguiva certametne per almeno 150-200 metri a mare costituiva un'ottima base su cui il villaggio illirico-frentano poteva organizzarsi e fortificarsi, circondato per tre lati dal mare e da un fossato e solo nella parte a sud legato all'entroterra. La prima citazione storica accertata è quella di Strabone, geografo greco di Amasia, vissuto nel I secolo a.C. Dai suoi molti viaggi prese lo spunto per scrivere la "Geografia": nel V Libro, parlando della costa adriatica, cita Ortona, come Epineion dei Frentani: il termine significa città-porto, arsenale organizzato sul litorale. E' questa la caratteristica principale del percorso di Ortona nella storia: essere legata fortemente alle vicende del suo porto.
Nella prima metà del XV secolo venne costruita la cinta muraria ancora visibile in parte, ad opera del condottiero Giacomo Caldora. Durante il XV secolo la città ha vissuto una stagione di lotte con la vicina città di Lanciano, terminata nel 1427 con un lodo pacificatore. Il 30 giugno 1447, a causa delle rivalità tra Alfonso d'Aragona e la repubblica di Venezia, Ortona fu invasa dai veneziani che distrussero porto, magazzini e arsenale navale senza riuscire ad entrare nella cinta muraria. A questo periodo risale, anche, la costruzione del castello aragonese, ora in parte franato e in parte distrutto dalle guerre. Nel 1582 la città venne acquistata da Margherita d'Austria, figlia di Carlo V, duchessa di Parma. La stessa Margherita decide nel 1584 di costruire un grande palazzo ducale (Palazzo Farnese), mai completato a causa della sua morte.
Dal 1829 al 1854 ci furono timide iniziative antiborboniche grazie ad un gruppo di carbonari. Nel 1848 fu eletto al Parlamento Napoletano il anonico, di idee liberali, Domenico Pugliesi. Il 9 settembre 1860 il Decurionato (Consiglio Comunale) di Ortona all'unanimità delibera l'adesione al Regno d'Italia, o meglio al Governo di Garibaldi, prima della battaglia di Castelfidardo (18 settembre) e di quella del Volturno (1-2 ottobre). Tuttavia, come in tutto l'Abruzzo, il fenomeno del brigantaggio rimase vivo fino al 1863.
Attraversato il periodo fascista la città diventa terreno di aspri scontri durante la Seconda guerra mondiale. Nella notte tra il 9 e il 10 settembre 1943, la famiglia reale dei Savoia lascia dal porto di Ortona l'Italia occupata dai nazisti per approdare nella già liberata Brindisi e poi fuggire. Da Ortona passa la linea Gustav, che ha l'altro capo a Cassino: una linea di difesa fortificata apprestata dalle forze germaniche nel punto più stretto della penisola.Infatti é proprio durante la seconda guerra mondiale che Ortona conosce momenti veramente difficili. La maggior parte della popolazione ortonese é costretta a scappare dalle proprie case. A nord, l'esercito tedesco e a sud, quello degli alleati, bombardano ininterrottamente Ortona per circa 6 mesi.
Il paese praticamente raso al suolo, diventa tristemente noto col nome di Piccola Stalingrado. Restano in piedi pochissimi edifici e comunque con gravissimi danni strutturali. La città fu liberata soltanto nel dicembre del 1943 quando le forze alleate oltrepassarono la linea Gustav sul versante tirrenico. Per questo motivo la città fu insignita della medaglia d'oro al valor civile. |
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| Parco Nazionale Abruzzo - (L'Aquila) |
IL PARCO IN BREVE Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise rappresenta una delle rare zone dell'Europa Occidentale dove, nelle vaste foreste che ammantano i monti o nelle alte praterie rupestri, è ancora possibile imbattersi in animale come l'Orso marsicano, il Camoscio d'Abruzzo, il Lupo, la Lince e l'Aquila reale.
Molte altre specie di mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci rappresentano altrettante rarità tanto da essere inserite nella "Lista Rossa" degli animali d'Italia, o sottoposte a tutela internazionale dalla Direttiva Habitat o dalla Convenzione di Washington (CITES). E’ opportuno prenotare con un certo anticipo la visita, consultando i Centri altrettanto importante è la Flora del Parco con oltre 2000 specie tra cui rarità assolute come il Giaggiolo della Marsica o la Scarpetta di Venere che trovano nelle radure e negli anfratti del Parco l'ultimo rifugio. Il successo del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise risiede anche nel fatto di aver saputo coniugare la conservazione dell'ambiente naturale con lo sviluppo socio-economico delle comunità locali. I numerosi Centri di Visita, le Aree Faunistiche, la rete sentieristica e le altre infrastrutture esistenti per la fruizione del Parco hanno consentito la rivitalizzazione di piccoli centri storici di grande valore. |
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| Lanciano - (Lanciano) |
La Storia una tradizione continua, riportata da due suoi Storici del ‘600, Giacomo Fella e Pietro Pollidori, attribuisce la sua fondazione ad un compagno di Enea, Solima, scampato dalla distruzione di Troia (1180 a.C.), che la chiamò Anxanon dal nome di suo fratello Anxa. Contemporaneamente, sempre secondo la tradizione, Solima fondava Sulmona, e nel Medioevo si faceva spesso riferimento nei diplomi e nei documenti alla comune origine delle due città. Il nome, nel II sec. a.C. diventò Anxanum, e soltanto sul finire del Medioevo si comincia a trovare Lanzano e il nome attuale. La storia della Città registra gravi episodi di saccheggi e di guerra ad opera dei Goti e dei Longobardi. Questi ultimi, nell’anno 580, la rasero al suolo e successivamente costruirono sulla ripa del colle Frminio (Lancianovecchia) un imponente castello. Fino al XV secolo la Città diviene sempre più florida per popolazione, per istituzioni e per monumenti. Sono ancora vive tradizioni di inestimabile valore per la storia del popolo e del suo costume: la squilla, il dono, la festa di S. Egidio, la festa di S. Antonio abate e resti di laude e sacre rappresentazioni Medievali come la Processione di Pasqua; e poi arti e tecniche che si tramandano da secoli, come quella dei vasai di Lancianovecchia, e molte feste religiose e civili, che rappresentano ciò che rimane del patrimonio culturale popolare. Così, ancora, molte canzoni delle contrade, anonime e di natura schiettamente rusticana e numerosi usi e formule di filosofia spicciola, accettate anche da gente colta, attestano una vita che nel suo intimo si svolge sulle tracce della Città antica. |
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| San Vito Chietino - (San Vito Chietino) |
San Vito Chietino sorge su un costone proteso verso il mare, tra i torrenti Feltrino e Rio Fontana, e gode di un ampio panorama. Il suo territorio presenta le frazioni della Marina con il suo centro balneare e S. Apollinare. Interessata alla colonizzazione monastica benedettina, nel XII secolo fu feudo dell’abbazia di San Giovanni in Venere.
Distrutto agli inizi del trecento dal conte di Manoppello, più tardi il paese venne concesso dai monaci alla città di Lanciano. Lanciano cercò di migliorare il porto in funzione del proprio sviluppo come città fieristica. Ciò provocò la reazione di Ortona e una lunga contesa tra le due città; nonostante la mediazione anche di San Giovanni da Capestrano (1427) il contendere tra le due città si concluse solo verso la metà del novecento, con il riconoscimento a Lanciano dell’esclusivo dominio.
San Vito chietino è il “paese delle ginestre”, è adagiato su di un crinale proteso verso il mare, da cui domina la costa, variegata per l’alternarsi delle rocce, del verde delle colline e del giallo delle ginestre.
Il borgo, il cui nucleo primitivo è ancora ben riconoscibile, presenta la chiesa parrocchiale della Santissima Immacolata Concezione, edificata nella prima metà dell’ottocento e restaurata nel primo decennio del novecento , e la chiesa di San Francesco da Paola.
San Vito è ricordato soprattutto per l’eremo d’annunziano, una casa rurale affacciata su una piccola baia dove D’Annunzio ambientò il “Trionfo della Morte”. È in questa natura lievemente selvaggia che il poeta trascorse un breve soggiorno nell’estate del 1899 insieme a Barbara Leoni. Di particolare suggestione è la vista panoramica sulla costa caratterizzata da alcuni “trabocchi”. Sotto l’eremo si trova il trabocco del Turchino, “la grande macchina pescatoria” descritta nel Trionfo della Morte, il romanzo di Gabriele D’Annunzio. |
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| Punta della penna - (Chieti) |
| All'estremo sud del litorale abruzzese, è senza dubbio questo il tratto di costa più bello e interessante della regione. La passeggiata è piacevole, al margine di pianori erbosi che scendono sull'Adriatico con belle scogliere. La strada è lontana, e così pure la ferrovia: per chi ama il mare d'inverno questo tratto di costa può dare un'impressione inaspettata di solitudine e tranquillità. Dal Lido di Casalbordino si segue la strada litoranea verso sud-est. Se si inizia dalla stazione F.S., occorre costeggiare la ferrovia per qualche centinaio di metri nella direzione opposta, fino al passaggio a livello che consente di raggiungere la zona residenziale e, al di là, la spiaggia. Sulla litoranea, si oltrepassa la fine dell'abitato e si raggiunge la fine della strada, di fronte alla foce del Sinello. Ci si sposta brevemente verso l'interno, poi si scavalca il fiume sul ponte della ferrovia, e si prosegue lungamente per un ramo di ferrovia abbandonato, la cui massicciata corre parallela alla linea di costa. Alla fine della pianura si sale ad un magnifico pianoro erboso affacciato sul mare, e si prosegue attraverso un paesaggio che offre suggestioni da Cornovaglia, con bei panorami verso il basso sulle diverse cale e calette. Alla fine si raggiunge la piccola Punta Aderci, che offre il colpo d'occhio migliore di tutti. Si continua leggermente verso l'interno su una strada sterrata. Quando questa sbuca su una strada asfaltata (di fronte inizia ormai la zona industriale del porto di Vasto, proseguire sulla costa è possibile ma non esaltante) si devia a destra sull'asfalto stesso, si va a sinistra al bivio che segue, e a destra ad una rotatoria. Scavalcata la ferrovia si scende alla stazione F.S. del Porto di Vasto. |
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