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Regione Abruzzo |
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| Castel di Sangro - (Castel di Sangro) |
Castel di Sangro sorge nel luogo dove fu l'antica Aufidena, abitata dai Sanniti Caraceni intorno al III secolo a.C.; a questo periodo possiamo datare alcuni reperti: un Toro Sannita, un'Urna Plumbea ed una Lapide Osca conservati presso il Museo Civico "Aufidenate", sito nel Convento della Maddalena. In epoca romana questo centro acquisì notevole importanza storica, strategica e commerciale. Infatti era dotato di un senato autonomo, di residenze patrizie, di un foro e persino di strutture servite per la realizzazione dei giochi in onore dell'Imperatore Augusto. Con le invasioni barbariche la popolazione fu costretta ad abbandonare la città spostandosi verso le alture e verso luoghi meno esposti e più controllabili. Nel 1383 arrivarono in riva al Sangro i De Petra, famiglia di giuristi che fu piuttosto dura con la popolazione, tanto che nel Luglio del 1647 il loro palazzo di Via del Leone fu incendiato in seguito ad una sommossa popolare. All'epoca dell'Unità d'Italia, dopo un periodo di contrasti e tumulti di ispirazione conservatrice, la popolazione acclamò Vittorio Emanuele II al suo arrivo in città (20 Ottobre 1860). Il giorno seguente, alla presenza del Re e del Marchese Villamarina, avvenne l'unanime plebiscito in Piazza Cannavini, che da allora fu intitolata Piazza del Plebiscito, per ricordare che in quello stesso giorno il Re in Castel di Sangro ebbe l'annuncio dell'universale risultato all'annessione al Regno Italico di tutte le province Napoletane. Il feudo di Castel di Sangro fu comprato nel 1569 per soli 16200 ducati da Don Fabio D'Afflitto che ebbe l'onore di ospitare il vincitore di Lepanto, Giovanni d'Austria, che si recava a Loreto per ringraziare la Vergine della vittoria ottenuta sui Turchi. Don Ferdinando Caracciolo chiuse il ciclo dei feudatari di Castel di Sangro. La sua posizione geografica, come nel passato, la fece centro strategico di primaria importanza. L'8 Novembre 1943 le truppe tedesche per rendere più sicure le nuove posizioni sulla sinistra del fiume Sangro, prossime all'abitato, diedero inizio alla sistematica distruzione della città. Dopo pochi giorni Castel di Sangro fu un cumulo fumante di rovine, fra le quali eroici cittadini rimasero a dare man forte alle truppe alleate; le perdite di vite umane ammontarono a molte centinaia, per le quali il Gonfalone municipale ha dopo diversi anni ricevuto la medaglia di bronzo al valor militare. |
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| Parco Nazionale Abruzzo - (L'Aquila) |
IL PARCO IN BREVE Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise rappresenta una delle rare zone dell'Europa Occidentale dove, nelle vaste foreste che ammantano i monti o nelle alte praterie rupestri, è ancora possibile imbattersi in animale come l'Orso marsicano, il Camoscio d'Abruzzo, il Lupo, la Lince e l'Aquila reale.
Molte altre specie di mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci rappresentano altrettante rarità tanto da essere inserite nella "Lista Rossa" degli animali d'Italia, o sottoposte a tutela internazionale dalla Direttiva Habitat o dalla Convenzione di Washington (CITES). E’ opportuno prenotare con un certo anticipo la visita, consultando i Centri altrettanto importante è la Flora del Parco con oltre 2000 specie tra cui rarità assolute come il Giaggiolo della Marsica o la Scarpetta di Venere che trovano nelle radure e negli anfratti del Parco l'ultimo rifugio. Il successo del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise risiede anche nel fatto di aver saputo coniugare la conservazione dell'ambiente naturale con lo sviluppo socio-economico delle comunità locali. I numerosi Centri di Visita, le Aree Faunistiche, la rete sentieristica e le altre infrastrutture esistenti per la fruizione del Parco hanno consentito la rivitalizzazione di piccoli centri storici di grande valore. |
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| Teramo - (Teramo) |
La città di Teramo, "terra compresa tra due fiumi" secondo l'origine latina del nome "Inter-amnes", é un terrazzo affacciato alle pendici del Gran Sasso sulla confluenza del torrente Vezzola e del fiume Tordino, ed ha origini antichissime. Data la sua posizione geografica - sita nella parte settentrionale dell'Abruzzo - e il tipo di collegamenti stradali (che fino alla creazione della A24 - Roma-L'Aquila-Teramo rendevano non semplice il suo raggiungimento), Teramo é da sempre stata considerata come capoluogo "terra di confine" rispetto al resto della regione. Per questa ragione ha sviluppato nel corso della storia una propria cultura ed un proprio senso di abruzzesità distinte dal resto della regione.
Le attrazioni turistiche che Teramo offre si trovano tutte all'interno di uno spazio abbastanza ristretto; tra i nobili ed antichi palazzi del centro si erge la cattedrale di San Berardo dall'elegante torre, i resti romani e le piccole strade medievali tutt'intorno. L'antico é affiancato dal nuovo: mentre gli artigiani lavorano ancora tra le 'rue' strette dell'antica Teramo e signore anziane animano discorsi sedute sugli usci di casa, i rumori del moderno forniscono il sottofondo della circolazione automobilistica di "città". La cucina teramana si presenta al turista come un'arte invidiabile: prime su tutte sono 'le virtù, piatto unico fatto dei resti della provviste invernali e le primizie primaverili; il "timballo di sfoglia", le "scippelle m'busse" e le "mazzarelle" si aggiungono alle delizie del posto. I dintorni di Teramo offrono un'ampia scelta di mete d'arte e di storia; tra le più interessanti ci sono, la necropoli italica di Campovalano e il centro medievale di Campli. |
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| Celestino V a Collemaggio - (L'Aquila) |
Di ritorno da Lione, dove aveva ottenuto l'approvazione dell'ordine dei Fratelli dello Spirito Santo, Fra' Pietro da Morrone, nei primi mesi del 1275, si trovo’ a passare la notte a L'Aquila. Le storie raccontano che, in sogno, la Vergine Maria gli comando’ di erigerle una basilica sul Colle di Maggio. La costruzione, che in una citta’ di recenti origini come era L'Aquila a quel tempo costituiva una novita’ a livello sociale, fu lunga e complessa tanto che la chiesa, benche’ ultimata, pote’ essere consacrata solo nel 1288 e la fabbrica del monastero annesso era ancora in corso quando Fra' Pietro da Morrone vi fu incoronato pontefice il 29 agosto del 1294. In quell'occasione Celestino V istitui’ la Perdonanza, ossia la remissione dinanzi a Dio della pena temporale dei peccati, legata a particolari condizioni religiose e penitenziali. |
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| Vasto - (Vasto) |
Antico centro una volta denominato Histonium, fu fortificato dai Romani e poi distrutto da Silla. Nel medioevo fu prima dei Longobardi e poi dei Franchi, che lo rasero al suolo nell'802. Venne ricostruito da colui che l'aveva distrutto: il gastaldo Aymone di Dordona; ed ebbe nome, per lo stesso motivo, Guasto d'Aymone (Wast in gastaldico), successivamente mutato in Vasto. Pestilenze (79 d.C.) e calamità naturali caratterizzano periodi di appannamento dell'antica Histonium. Con Augusto e successivamente nel 410 con la discesa di Aleramo in Italia, l'importanza e la floridità di Vasto incominciano un lento declino, culminante nell'802 con l'assalto di Aymone di Dordona, che, alla testa di soldatesche di Pipino il Breve, la distrusse. Successivamente fu ricostruita sempre da Aymone, in quanto la città gli venne assegnata in gastaldato, e assunse il nome di "Guasto" (modificato nel tempo in Vasto per la pronuncia teutonica che legge "gu" in "w"). Fino a tutto il XV secolo, è un continuo susseguirsi di feudatari e di incursioni di saraceni, ungari, crociati e veneziani nel 1240, fino al 1497, quando la famiglia dei marchesi D'Avalos, rientra in possesso della città. Sono di questo periodo la costruzione di numerosi conventi e la loro successiva distruzione nel 1566 nell'incursione di Pialy Pascia, che mise a ferro e fuoco la città distruggendo ben 160 edifici. Nel 1590, un orda di seicento banditi romani penetrarono in città e rapirono per chiederne il riscatto la nobiltà e la borghesia vastese. Michelangelo D'Avalos nel '600 diede lustro alla città con la costruzione di numerosi palazzi che però portarono in rovina casata e Vasto stessa. Contro i francesi, che avevano conquistato Napoli nel 1798, Vasto insorse un anno dopo e per 20 giorni in città regnò l'anarchia. I francesi ristabilirono l'ordine, ma poco dopo, il congresso di Vienna riapre le porte ai Borboni, che vi rimangono fino al 1860, l'anno della spedizione dei mille di Garibaldi. |
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| Lanciano - (Lanciano) |
La Storia una tradizione continua, riportata da due suoi Storici del ‘600, Giacomo Fella e Pietro Pollidori, attribuisce la sua fondazione ad un compagno di Enea, Solima, scampato dalla distruzione di Troia (1180 a.C.), che la chiamò Anxanon dal nome di suo fratello Anxa. Contemporaneamente, sempre secondo la tradizione, Solima fondava Sulmona, e nel Medioevo si faceva spesso riferimento nei diplomi e nei documenti alla comune origine delle due città. Il nome, nel II sec. a.C. diventò Anxanum, e soltanto sul finire del Medioevo si comincia a trovare Lanzano e il nome attuale. La storia della Città registra gravi episodi di saccheggi e di guerra ad opera dei Goti e dei Longobardi. Questi ultimi, nell’anno 580, la rasero al suolo e successivamente costruirono sulla ripa del colle Frminio (Lancianovecchia) un imponente castello. Fino al XV secolo la Città diviene sempre più florida per popolazione, per istituzioni e per monumenti. Sono ancora vive tradizioni di inestimabile valore per la storia del popolo e del suo costume: la squilla, il dono, la festa di S. Egidio, la festa di S. Antonio abate e resti di laude e sacre rappresentazioni Medievali come la Processione di Pasqua; e poi arti e tecniche che si tramandano da secoli, come quella dei vasai di Lancianovecchia, e molte feste religiose e civili, che rappresentano ciò che rimane del patrimonio culturale popolare. Così, ancora, molte canzoni delle contrade, anonime e di natura schiettamente rusticana e numerosi usi e formule di filosofia spicciola, accettate anche da gente colta, attestano una vita che nel suo intimo si svolge sulle tracce della Città antica. |
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| Pescara - (Pescara) |
Il 12 gennaio 1927 Pescara, comune da sempre, il cui territorio era a sud e a cavallo del fiume, e Castellammare Adriatico, comune dal 1806, con il nucleo urbano sui colli e attorno alla stazione ferroviaria, si fondono e danno vita ad un unico comune denominato "Pescara". Sui contrasti, le ribellioni, le soddisfazioni dell'una e dell'altra riva, si libra l'idrovolante Alcyone del Comandante D'Annunzio che sorvola la sua "Pescara Unita" e lancia, com'era suo vezzo, manifestini, invitando ad un futuro pacificato e imperniato al raggiungimento di comuni interessi. In seguito al Decreto Reale viene assegnato anche uno stemma: la corona simboleggia la fortezza spagnola che nel 1566 ha fermato l'invasione dei turchi; lo scudo sannitico indica le origini italiche, cioè le nostre, le più lontane storicamente che conosciamo in Abruzzo; la cometa è l'augurio di prosperità e importanza sul territorio e la chiesa è il simbolo della sua antica nobiltà.
Senza ombra di dubbio, Pescara oggi rappresenta il cuore amministrativo e commerciale dell'intera regione. Durante l'inverno la vicinanza del mare rende il clima mite ma nello stesso tempo la vicinanza con i centri sciistici offre la possibilità di trascorrere il weekend sulla neve. In estate la vita cittadina viene arricchita di eventi e manifestazioni musicali, teatrali e culturali tra cui spiccano Il Festival Internazionale del Jazz ed il premio Flaiano. La località è attrezzata con un'ottantina di stabilimenti balneari che di giorno offrono diversi servizi ai turisti mentre di sera si trasformano in luoghi di ritrovo per i giovani. Gli alberghi sono concentrati soprattutto nella zona di Montesilvano dove recentemente è stato costruito un centro ricreativo, il Portoallegro, fornito di negozi di ogni genere e di ben 13 sale cinematografiche. Per quanto riguarda le vie di accesso alla città, Pescara è fornita di strutture all'avanguardia come il nuovo aeroporto civile, l'autostrada che la collega con Roma all'interno, mentre sulla costa l'Adriatica, due stazioni ferroviarie ed il porto turistico. |
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| Chieti - (Chieti) |
La popolazione di Chieti, affezionata alla leggenda di Achille, ha consacrato l'eroe sullo stemma della città rappresentandolo su di un cavallo rampante mentre regge con la mano destra una lancia in atto di combattimento e con la sinistra uno scudo su cui appare una croce bianca in campo rosso con quattro chiavi che, essendo separate, si suppongono riferite alle quattro porte della Chieti antica.
Chieti, a 330 metri sul livello del mare, sorge su una collina che divide le acque affluenti nel fiume Pescara da quelle del bacino dell'Alento e, più in là, le masse della Maiella e del Gran Sasso dalle piane dell'Adriatico, in una varietà di panorami unici per ricchezza e varietà di paesaggi. È una delle città più antiche d'Italia, dalle origini leggendarie. Suoi fondatori sarebbero stati i Pelasgi che la eressero in onore della ninfa Teti; Ercole l'avrebbe costruita 53 anni prima della caduta di Troia, 494 prima della fondazione di Roma, secondo quanto narra il Nicolino. Ancora se ne attribuisce l'origine a profughi troiani o, secondo Strabone (storico e geografo greco del I secolo a. C.), ad una colonia arcadica che chiamò la città Tegeate in memoria di Tegea, centro fiorente dell'Arcadia. Secondo altri la città addirittura sarebbe stata edificata da Achille, più credibile dai suoi compagni che lo chiamarono Teate in onore di sua madre. |
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| Avezzano - (Avezzano) |
Il territorio attuale d’Avezzano è il risultato delle vicende storiche che, dal finire del Duecento e fino al termine del XX secolo, portarono lo stesso ad inglobare altri centri vicini con un’estensione attuale di 104 kmq su cui si muovono 38.858 abitanti, pari a 373,6 ab. per kmq. Il centro urbano si estende sulle quote 670-740, sui bordi settentrionali dell’alveo fucense su un leggero pendio degradante verso le rive dell’ex lago Fucino contornato, ad ovest dalle alture di Cimarani (ex “Cima Grande”), Aria e Salviano (ex “Monte Arrio”), mentre a nord-est sono i monti Cervaro e Uomo. Le altitudini vanno dal massimo di 1398 metri dei “Tre Monti”, sopra Paterno, e di 652 della Piana Fucense. Sul settore nord-ovest, è il basso colle di Cesolino che si apre verso i Piani Palentini in direzione di Cappelle, mentre a nord il caratteristico profilo collinare dell’antica città e colonia romana di Alba Fucens, segna alla base il massiccio del Velino. Dall’analisi delle attuali infrastrutture urbanistiche e delle potenzialità economiche del territorio si evince la straordinaria evoluzione di questo centro che da semplice villa del territorio albense ha saputo, per la sua felice posizione geografica, prendere l’eredità della vecchia colonia romana di Alba Fucens per diventare il centro egemone della Marsica durante il XIX secolo. Del vecchio ed importante centro storico non rimangono testimonianze eccetto il restaurato Castello Orsini-Colonna, ora in piena funzione, di un brandello della parrocchiale di S. Bartolomeo e del ricostruito complesso sacro di S. Giovanni. Solo nell’ultimo decennio sta rinascendo l’interesse per la riscoperta delle “radici”, al fine di ridare una dignità storica alla città contemporanea. |
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| Lucoli - (Lucoli) |
Lucoli, che si estende per circa 12.000 ettari e 16 frazioni, è il comune più vasto della provincia di L'Aquila situato ad un'altitudine che va dagli 850 metri di Casavecchia ai 1.400 di Casamaina. E' una località panoramica e climatica di primo piano per il soggiorno estivo, invernale e per il week-end. Conta una popolazione di poco più di 1.000 abitanti che raggiunge i quasi 2.000 nel periodo estivo. Nel periodo coincidente con le festività natalizie la popolazione raggiunge le quasi 5.000 unità. Lucoli dista da l'Aquila 15 Km. Confina ad Est con Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio e Bagno, ad Ovest con Sassa, a Nord con L'Aquila ed a Sud con Tornimparte.
Il territorio comunale si sviluppa in 16 frazioni sparse lungo la Valle del Rio, che dall'altopiano di Campo Felice scende fino a Genzano di Sassa. Quelle situate a destra del torrente sono: La Piaggia, Casavecchia, Colle, Spogna, Spognetta, Vado Lucoli, Lucoli Alto, Collimento e Casamaina. Le altre, poste a sinistra sono: S. Andrea, S. Menna, Mancino, Francolisco, S. Croce, S. Croce Alta, Prata e Peschiolo.
Monumenti degni di nota sono il Palazzo Cialente, la chiesa di San Sebastiano, (sec. XIII) nel cui interno si segnalano tracce di affreschi antichi e tre altari settecenteschi, e l'abbazia di San Giovanni Battista (sec. XI). Amministrata da abati mitrati che esercitavano sul territorio il potere spirituale e temporale, raggiunse grande importanza. Nella residenza monastica piccolo chiostro porticato a due livelli. Nella chiesa con portichetto a facciata orizzontale, all'interno, un recente restauro ha riportato alla luce sul pilastro di sinistra e sulla parasta inferiore dell'arco trionfale importanti affreschi attribuiti ad Andrea de Litio.
Da segnalare due seicentesche e policrome Madonne con Bambino, una in terracotta l'altra in legno, una croce processionale di Paolo di Meo dei Quatrari(1477), vari oggetti di oreficeria, l'organo settecentesco posto sulla parete d'ingresso e il soffitto ligneo, finemente lavorato, della sagrestia. La chiesa della Beata Cristina (sec. XVI) presenta l'interno costituito da un'aula unica coperta di affreschi e chiusa da un soffitto a botte ribassata. L'altare maggiore ਠposto dopo una ricca balaustra settecentesca, e quelli laterali espongono tele di notevoli dimensioni. La Chiesa di Santa Menna (sec. XII, ric. sec. XVII) conserva all'interno numerosi affreschi tra cui un notevole San Sebastiano attribuito a Saturnino Gatti. Si ricordano anche la Chiesa di San Michele a Lucoli Alto (sec. XII, ric. sec. XX), la chiesa campestre di Sant'Antonio, la chiesa campestre di Peschio Cancelli, il Castello Oderisio(ruderi). |
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