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Regione Sicilia
 
FOSSILI E CALCO DI UN ELEFANTE PREISTORICO ORA AL MUSEO - (GALATI MAMERTINO)
Inaugurato il Centro Museografico Polivalente della Valle del Fitalia, sezione Paleontologica del Museo Maugeri-Gemmellaro di Palermo.

All'interno, un calco di elefante vissuto in Sicilia oltre un milione di anni fa.

Si tratta di una sede provvisoria, nel cuore del centro montano, in attesa che venga ristrutturato Palazzo De Spuches.

Il Museo custodisce i fossili provenienti dalla collezione di Maugeri Patanè, raccolti dallo studioso nei lunghi anni della sua attività scientifica e donati al comune di Galati negli anni '80.

A calamitare l'attenzione di studiosi e visitatori è il calco di un elefante, di proprietà del Parco dei Nebrodi, i cui reperti originali sono custoditi nel Museo Gemmellaro di Palermo.

L'animale è originario dell'Africa ed è arrivato in Sicilia attraverso un non ben precisato istmo siculo-tunisino creatosi fra un milione e mezzo e un milione di anni fa.

I resti sono stati ritrovati anche nei pressi della Grotta di San Teodoro di Acquedolci, nel territorio del Parco.

Un'altra sezione del museo è dedicata ai fossili ritrovati nel giacimento fossilifero delle Rocche Rosse, nel territorio di Galati, scoperto nella seconda metà dell'800 dall'ingegnere Emilio Cortese, durante i lavori di rilevamento della Carta geologica della Sicilia.

La fauna fossile rinvenuta rappresenta l'insieme più diversificato di questo settore in Sicilia e costituisce un importante tassello per le ricostruzioni paleografiche dell'area mediterranea del Giurassico inferiore.

L'inaugurazione del museo fa parte del progetto dell'amministrazione comunale di Galati Mamertino che ha l'obiettivo di creare per il Parco un circuito da proporre ai turisti che vengono a conoscere le bellezze di quest'area protetta.

Infatti, insieme all'area del Capriolo, al sito di interesse paleontologico, ad una buona cucina che utilizza i prodotti tipici dei Nebrodi, è possibile proporre un percorso in cui l'ambiente, la storia, la cultura e la gastronomia si integrano perfettamente.
CONOSCERE TRAPANI - (TRAPANI)
Drapanon, "falce", trae origine dalla penisola a forma di falce appunto o, secondo altri, dal mito: Cerere, dea delle messi, alla disperata ricerca della figlia Proserpina rapita da Plutone, avrebbe perso proprio qui la falce che recava in mano.

Nel 260 a.C. i Cartaginesi vi deportano parte della popolazione d'Eryx e ne fecero una delle loro principali sedi in Sicilia. Durante la dominazione romana non riuscì a mantenere il suo primato superata dalla più potente Lilibeum, l'odierna Marsala, situazione che si protrasse per numerosi secoli.

Conquistata dagli Arabi nella prima metà del IX secolo, essi ne fecero una delle più fiorenti città della Sicilia. Sotto i Normanni fu elevata al rango di "città regia". Ma il momento di maggiore splendore lo raggiunse al tempo di Pietro d'Aragona quando assunse i lineamenti di una grande città mediterranea.

Fu Carlo V, nel 1600, a potenziare il ruolo di centro commerciale attraverso la creazione di un canale navigabile dal mare alla terraferma e ristrutturando il sistema difensivo delle mura, nonché isolandola dalla terraferma con un grande fossato.

Nel periodo del viceregno, benché assediata da violente incursioni piratesche, carestie e pestilenze e da frequenti tumulti popolari, riuscì a mantenersi commercialmente fiorente, grazie all'industria della pesca e del sale e grazie alle attività legate alla pesca e lavorazione del corallo.

La decadenza della città inizia nel 1647 quando il governo spagnolo provò a venderla ad un affarista fiorentino.

Durante la spedizione garibaldina in Sicilia del 1860, numerosi dei suoi abitanti parteciparono come volontari.

Nonostante molti dei suoi più significativi monumenti siano ancora oggi fruibili, i bombardamenti del 1943 hanno provocato ingenti danni al tessuto urbano
APERTURA DEL NUOVO MUSEO 'MEDITERRANEO' - (CASTELLAMARE DEL GOLFO)
Il museo "Mediterraneo" è lo spazio espositivo che custodisce numerosi reperti archeologici recuperati in mare nel corso degli anni.

Il museo, già presente all'interno del castello arabo-normanno, è stato potenziato unitamente alla sistemazione dei saloni del maniero con arredi e addobbi.

L'apertura al pubblico è stata fissata dai commissari straordinari per il 19 agosto, primo dei tre giorni di festeggiamenti in onore di Maria Santissima del Soccorso, patrona del paese.

Turisti e cittadini, di ritorno da splendide località storico-balneari quali la Riserva dello Zingaro, i faraglioni di Scopello e la tonnara, la baia di Guidaloca o la spiaggia plaja, potranno ammirare reperti archeologici rinvenuti nelle acque del territorio castellammarese (ancore romane, vasellame arabo-normanno, brocche...) ma anche la mostra sulla tonnara e la navigazione, parte integrante della sezione dedicata alle attività e tradizioni marinare.

Nuova illuminazione, tendaggi, sedie, videoproiettori per la sala delle conferenze ed una stanza della memoria storica, dove saranno esposti gli stemmi nobiliari delle famiglie castellammaresi e mappe storiche del paese.

Il progetto del polo museale, curato da Baldo Sabella, è stato approvato dalla soprintendenza già nel 2003, ma i reperti ceduti dalla Guardia di finanza all'amministrazione, non erano fin'ora ben catalogati e non si poteva contare su teche ed illuminazione adeguata.
RISPOLVERATI QUATTRO SECOLI DELLA STORIA DI PALERMO - (PALERMO)
Dall'arrivo dei re alla descrizione dei riti funebri di personaggi famosi.

Dalle cronache politiche a quelle legate alle cene di gala dei deputati.

Quattro secoli di vita del capoluogo siciliano sono tornati alla luce grazie al restauro dei ventisei volumi conservati nell'Archivio storico comunale.

I manoscritti sono tornati alla loro piena leggibilità dopo un accurato restauro effettuato da ditte specializzate e accreditate presso il ministero per i Beni culturali e la Soprintendenza archivistica per la Sicilia.

I manoscritti abbracciano un arco cronologico che va dal XV al XIX secolo.
I cerimoniali del Senato, databili tra il 1568-1802, riportano in dettaglio ogni evento avvenuto a Palermo.

In questi registri ci sono racconti dettagliati di funzioni ecclesiastiche, di arrivi di re, vicerè e arcivescovi e dei giuramenti da questi prestati, relazioni di sedute di accademie letterarie.

Restaurato anche il volume Protomedico - Collegium Aromatariorum, che contiene diversi spunti e riflessioni sulle cure delle malattie dell'epoca e sui controlli che coloro che facevano parte del collegio degli Aromatari dovevano effettuare all'interno delle caffetterie.

Nei manoscritti sono riportate le principali sostanze utilizzate dai 'cafittieri' come gli 'scorzi d'aranci gilittati'. Oppure la 'pulvus cuntra melanconiam', polvere contro l'attuale patologia conosciuta come depressione.

Poi c'erano olii e acque. L'olio di 'allauro' serviva per curare i dolori del fegato e per le coliche renali e contro l'anemia veniva utilizzata l'acqua di 'vurraggine'.

Il restauro di queste opere è un evento di notevole importanza in quanto viene descritta attraverso questi volumi la vita pubblica cittadina della Palermo antica.

Un ottimo lavoro teso a salvaguardare le carte civiche che rappresentano la storia di Palermo e che è giusto portare alla fruizione dei cittadini, degli studiosi e degli storici.
CONOSCERE CATANIA - (CATANIA)
Era il 729 a.C. quando i Calcidesi la battezzarono "Katane", ovvero "grattugia", "scorticatoio", per l'asprezza del terreno lavico su cui sorge.

La città originaria sorgeva su una piccola altura, l'Acropoli (oggi occupata dalla piazza Dante e dal monastero benedettino di San Nicolò l'Arena). Intorno al 263 a.C. inizia l'occupazione romana: ben sette secoli di prestigio e prosperità.

In decadenza durante le incursioni barbariche, tornò ad un più fulgido splendore sotto i re normanni che la conquistarono nel 1071 fino alla dinastia sveva che la rase al suolo nel 1195. Con i Normanni furono edificate numerose opere monumentali, poi dagli Svevi distrutte.

La città fu distrutta alla fine del XVII secolo da un violento terremoto e, successivamente, si decise di ricostruirla sullo stesso luogo. Il 1693 è il suo anno di "rinascita": strade larghe e dritte, dalla maglia quadrangolare; i palazzi e le chiese uniformi per stile, decorazioni e materiali; l'impiego coerente della lava nera e della pietra calcarea chiara; l'impianto scenografico di luoghi come la piazza del Duomo. Il progetto unitario porta la firma del viceré Giovan Francesco Paceco duca di Uzeda il quale si trovò di fronte al compito di ricostruire ben 77 città, alcune delle quali di importanza militare preminente, come il porto di Augusta.

Dopo il 1770 l'attività edilizia rallenta di molto, non vengono portate a termine importanti fabbriche come quella monumentale dei Benedettini; cause furono la crisi agraria, quella commerciale e, contestualmente, come per il resto della Sicilia, si apre una questione feudale, che esplode per le riforme tentate sotto il viceregno di Tanucci e, dal 1781, di Caracciolo.

Gli anni delle guerre napoleoniche nel Mediterraneo sono per la Sicilia gli anni della occupazione inglese e della trasformazione costituzionale con la fine giuridica del feudalesimo. La riforma amministrativa borbonica del 1817 istituì in Sicilia sette province sostanzialmente paritarie tra loro. Catania si ritrovò capoluogo di un vasto territorio, sede di tribunali, dell'intendenza provinciale, di vari uffici amministrativi.
STORIA E CULTURA - SICILIA - (Sicilia)
Descrizione: La Sicilia è una delle regioni dell'Italia Meridionale e oltre ad essere la regione più a sud d'Italia è anche l'isola più grande del nostro paese. E' bagnata dal Mar Tirreno a nord, dal Mar Ionio ad est, dal Mare di Sicilia a sud. Le sue province sono Palermo (capoluogo di regione), Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Ragusa, Siracusa e Trapani. Il punto più alto della Sicilia è l'Etna un vulcano attivo che si trova a nord-est dell'Isola. Fanno parte del territorio siciliano alcune isole ed arcipelaghi come : le Eolie, le Egadi, le Pelagie, Pantelleria e Ustica. Il nome antico di questa regione era Trinakria deriva da tre punte, come quelle che delimitano la regione. L'emblema della Sicilia è la testa di Medusa da cui si staccano tre gambe che si rincorrono, simbolo delle tre forme assunte dal sole (dio della primavera, dell'estate e dell'inverno); il nome attuale dell'isola deriva probabilmente da “fertile” che però non ha sostituito il simbolo antico con Medusa. La terra di Sicilia è stata visitata nei secoli da Fenici, Greci, Romani, Bizantini, Arabi e Normanni. Ognuna di queste civiltà ha lasciato un segno nella cultura, nelle tradizioni e nell'arte di questa splendida regione. Si ritrovano infatti templi greci, mosaici romani, edifici arabi, strutture normanne che ricordano e testimoniano il passato storico e culturale della Sicilia.

Province in Sicilia: Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani

In evidenza: Eventi e Manifestazioni in Sicilia

Da Vedere: Isole Eolie: questo arcipelago è situato a nord della Sicilia ed è composto da sette isole principali di origine vulcanica . Le isole maggiori sono Lipari, Salina e Vulcano seguono poi Alicudi, Filicudi, Stromboli e Panarea. Il nome di questo arcipelago deriva dal dio Eolo (dio dei venti) che secondo la mitologia graca si trovava in queste zone. Queste isole sono mèta turistica e balneare grazie al loro mare incontaminato ma anche alle numerose sorgenti termali presenti.

La valle dei Templi: la valle dei templi di Agrigento raccoglie uno dei più grandi patrimoni archeologici della Grecia antica. Si possono ammirare templi dorici perfettamente conservati, il tempio di Giove Olimpio, il tempio dei Dioscuri (simbolo della città di Agrigento), tempio di ercole, tempio della Concordia. Tra i templi meglio conservati troviamo il tempio di Giunone Lacinia, di vulcano, di Esculapio tutti appartenenti al VI e V secolo a.c. Si possono ammirare inoltre il santuario di Demetra e Kore, la Tomba di Terone ed il Museo Archeologico Regionale che conserva reperti di valore inestimabile a livello storico ed artistico.

Giardini Naxos: si tratta diun centro agricolo-artigianale e turistico. Questa località offre bellissime e rinomate spiagge nonché un mare incontaminato.
Il nome della cittadina deriva dal termine siciliano “giardini” che indica agrumeti e “naxos” deriva invece dal nome della prima colonia dei Greci che venne fondata nella zona dell'odierno insediamento. Tra i monumenti più importanti menzioniamo il Castello di Schisò (medievale) all'interno del quale sono conservati dei reperti archeologici rinvenuti dell'antica Naxos e di alcune tombe dell'età di bronzo.

Gastronomia e Vini: La gastronomia siciliana riflette i numerosi contatti che nei secoli sono avvenuti tra la Sicilia e varie civiltà diverse tra loro. Piatti tipici di questa regione sono: la “pasta con le sarde” (con sarde fresche, pinoli e zafferano), la “pasta alla Norma” (con pomodoro, melanzane e ricotta). Tra i piatti a base di carne troviamo il “falsomagro” (rotolo di carne con ripieno di prosciutto, formaggio e uova), gli involtini alla palermitana (ripieni di uvetta, pinoli, formaggio con profumo di alloro e cipolla). Tra i piatti di pesce molto famose sono le sarde a beccafico (con pangrattato, limone e pinoli), pesce preparato alla ghiotta (tonno, sarde e alici cucinate con cipolle, olive, capperi e formaggio), il “cuscusu (versione trapanese del cuscus a base di pesce e con un chiaro influsso di origine araba). Sempre di influsso arabo è l'utilizzo di alcuni ingredienti come la cannella, lo zafferano, il riso (che si ritrova nella arancine a base di riso, carne, piselli, formaggio e prosciutto). Un capitolo a parte della gastronomia siciliana, è composto dalla pasticceria e dai dolci tipici di questa regione: basti pensare alla “cassata”, ai “cannoli”, alle granite, alla “pignoccata”. Tra i vini vi segnaliamo il Passito di Pantelleria, la Malvasia di Lipari e l'Alcamo. Vi consigliamo anche il Marsala, un rinomato vino liquoroso.

Ecco le prossime manifestazioni che si svolgono in Sicilia:


Sagra delle ciliege il 01 giugno 2006 a Graniti (ME)
La Kubaita ( corteo storico ) il 02 giugno 2006 a Troina (EN)
Religiosi e laici carmelitani nella Chiesa locale il 02 giugno 2006 a Pergusa (EN)
Fazer sicilia tour dal 02 al 04 giugno 2006 a Capo d'Orlando (ME)
sbrteamcup dal 02 al 04 giugno 2006 a Capo d'Orlando (ME)
La notte che non c’è il 03 giugno 2006 a Avola (SR)
1° Congresso Regionale Simg Sicilia dal 03 al 04 giugno 2006 a Siracusa (SR)
Campionato Tiro a Piattello dal 03 al 05 giugno 2006 a Mazara del Vallo (TP)
Fiera campionaria dal 03 al 12 giugno 2006 a Giardini Naxos (ME)
www.isolelipari.it per "France 2" il 04 giugno 2006 a Lipari (ME)

Vedi tutti gli eventi in Sicilia e in particolare gli eventi in Sicilia a giugno e gli eventi in Sicilia a luglio

Province in Sicilia: Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani

Ecco gli eventi e manifestazioni che abbiamo presenti in Sicilia: Cultura e Spettacolo, Eventi Folkloristici, Sagre, Raduni, Congressi, Eventi Religiosi, Fiere, Cortei Storici, Mostre, Eventi Artistici, Eventi Sportivi, Antiquariato e Collezionismo, Altre Manifestazioni, Sfilate e Moda, Concerti
NELL'ISOLA RIAFFIORANO I REPERTI DI 3500 ANNI FA - (PANTELLERIA)
È una capanna di pescatori, risalente al XV secolo avanti Cristo, quella scoperta a Pantelleria in località Mursia.

Non ha dubbi il professor Sebastiano Tusa, direttore della missione archeologica che continua a portare alla luce tesori nel villaggio dell'età del bronzo situato nella costa occidentale dell'isola.

Nella capanna di forma ovale di circa 30 metri quadrati vi erano lische di pesci di tutte le dimensioni, arnesi da pesca, attrezzi in pietra che forse servivano per la lavorazione del pescato, pesi per calare in mare le reti.

Forse la capanna potrebbe essere addirittura il magazzino dove veniva lavorato, per la conservazione, il pescato.

Sono state rinvenute macine per cereali e un bacile con all'interno ancora l'orzo. Oltre al pane con l'orzo forse gli antichi facevano una bevanda simile alla birra.

Ci sono poi numerosi token (pesi preistorici che servivano come unità di misura per gli scambi commerciali), frammenti di ceramica maltese che dimostrano i contatti tra le due isole, pietre con incavi che al momento sono un mistero.

Continuano, tra mille fatiche gli scavi nella città preistorica di Mursia.

All'interno di quella che sembra una vera azienda è stato trovato un servizio di sei tazze di pregevole manifattura insieme con una tazzina piccola del diametro di poco più di un centimetro che sembrerebbe trattarsi, come la bambolina di due anni fa, di un altro giocattolo per bambini di 3500 anni fa.

Inoltre, lo scorso anno era stata trovata una parure di fattura egiziana che aveva dimostrato come il popolo di Mursia aveva avuto contatti commerciali anche con l'Oriente. "

CONOSCERE ENNA - (ENNA)
Enna è il capoluogo dell’unica provincia siciliana a cui è negato il mare. Ma Enna è forse per eccellenza al tempo stesso la provincia più ricca di siti archeologici e di centri storici, e la sua storia ne racconta le ragioni.


Tutte le sue fortune sono state legate all'essere una città naturalmente difesa dalla sua posizione: 931 metri di altezza che ne fanno uno dei capoluoghi di provincia più alti d’Italia.


Centro sicano in origine, dal V al III secolo a.C., conobbe una grande prosperità. Centro agricolo e commerciale, divenne così talmente ricca da suscitare la bramosia del tiranno Agatocle che la conquistò nel 307 a.C. e ne fece il centro della nuova dominazione siracusana.

Fu poi la volta dei Cartaginesi nel III secolo e dei Romani nel 258 a.C. Ad Enna trovarono rifugio gli schiavi ribelli con il loro capo Euno: la guerra servile durò per ben due anni, tra il 133 e 132 a.C., ma alla fine i Romani ebbero la meglio e riconquistarono la città.



Il governo bizantino vi stabilì la sua capitale quando Palermo cadde nelle mani dei musulmani nell'851.

All'arrivo dei Normanni divenne il centro della resistenza musulmana e divenne poi una delle residenze preferite dal grande imperatore Federico II.

Cacciati gli Angioini, anche Federico d'Aragona, grazie alla posizione protetta sull'altopiano , ne fece la propria sede di dimora: qui ricevette la corona di Re di Trinacria nel 1314 e qui dieci anni dopo convocò il Parlamento Siciliano. Venne scelta come sede del Comando Militare dell'isola durante l'ultimo conflitto mondiale
IL MUSEO CASSATA DI BARCELLONA CUSTODISCE CICLI PRODUTTIVI - (MESSINA)
Le raccolte di oggetti relativi alla cultura materiale sono state in Italia, sino agli anni '70, una rarità.

Esisteva una sorta di rifiuto a ricordare il mondo contadino e popolare. Un'abiura verso quel passato che non raccontava di eroi, gloria o miti, ma che certificava una realtà fatta di stenti: l'esistenza di vite sacrificate e faticose.

Sino a quegli anni, la conservazione escludeva i "beni demologici". La tutela era conferita solo a monumenti, reperti archeologici e collezioni d'arte, cioè a quei "beni" ritenuti unica testimonianza di cultura.

Il Museo etnostorico "Nello Cassata", di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, dedicato al suo fondatore, avvocato, storico illustre e "raccoglitore", è un frequentatissimo museo privato.

Tra i più ricchi del genere (espone circa tremila etnoreperti) fornisce una dettagliata lettura del territorio, esponendo in modo organico e sistematico fonti e documenti della società del Longano, comunità non solo agro-pastorale ma dallo spiccato "spirito" commerciale.

Il Museo, realizzato dal figlio di Nello, Franco Cassata, anch'egli "uomo di legge", con l'anima da ricercatore, non è la solita collezione di "brocche, zappette e orinali" ma uno spazio dove gli oggetti esposti, abbandonando l'originaria funzione d'uso, assumono quella di documentazione e memoria storica, di connotazione culturale.

In questo luogo museale sono allestiti i cicli produttivi, le attività lavorative e artigianali classificate e ordinate per gruppi di appartenenza ad arti e mestieri: le antiche botteghe esposte secondo la logica di Pitrè, in cui gli oggetti, espressione di un tradizionale mondo dei saperi, diventano "apparato del vissuto". Momenti di vita andati ma indimenticabili.

Franco Cassata ha scelto come sede del Museo etnostorico la Casa di Manno, quella che un tempo era la residenza di campagna della famiglia.

Ben rappresentata è l'attività del "rilegatore di libri", mestiere un tempo complementare a quello del tipografo. La bottega alimentare con il macinino per il caffè e la bilancia con i pesi; quella del pasticciere con le formelle per dolci che odora ancora di zucchero, riso nero e panini di cena.

La bottega del vasaio, la tavola del contadino, il "magazzeno" con gli attrezzi per la produzione delle essenze. E poi ancora, le macchine per arare e seminare, le macine e le trebbiatrici, il torchio per l'olio, una pianola automatica antesignano antenato del juke-box, una macchina lavabiancheria.

E ancora nei 1.500 metri quadri di spazio espositivo, una raccolta di insegne pubblicitarie per la cosmesi femminile, profumi, cappelli, pupi, variopinti carretti siciliani, antichi giocattoli di legno e di terracotta. Sono esposte anche macchine per l'ascolto: grammofoni, radio, strumenti musicali.

L'angolo del secondo padiglione espositivo è dedicato alla sezione cinematografica ricca di suggestioni anni Cinquanta: il tema Cinema e Sicilia raccoglie i sogni di intere generazioni cresciute a pane e cinematografo.

Potremmo definire il Museo Etnostorico "Nello Cassata"‚ un luogo in cui il tempo diventa un gioco, che fa rivivere gesti e oggetti dei nostri nonni, zii e genitori...



CONOSCERE PALERMO - (PALERMO)
Panormus, ovvero tutto porto: questo il nome di Palermo.

L'insediamento è antichissimo, come testimoniano gli straordinari graffiti preistorici della Grotta Niscemi e della Grotta all'Addaura.Nel sec. VIII a.C. vi approdano i Fenici, che la battezzano la "Ziz" (fiore).
Con la conquista da parte degli Arabi nell'881 d.C. Palermo diviene il principale centro economico e culturale dell'isola, nonché uno degli empori più frequentati del Mediterraneo. Ruolo che mantiene anche con la conquista da parte dei Normanni avvenuta nel 1072.

Con l'appoggio sia del Papato che dell'Impero di Costantinopoli, Ruggero II viene incoronato re a Palermo nel 1130: ai Normanni in Sicilia si lega così uno dei periodi aurei della storia della città.

A partire dal 1195, agli Hohenstaufen e a Federico II di Svevia in particolare si deve l'ulteriore prestigio politico e la promozione di una raffinatissima scuola poetica e scientifica che richiamò attorno a sé gli spiriti più illuminati del tempo.

Tra il Duecento ed il Trecento, Palermo si fa terra di scontro tra Angioini ed Aragonesi che vedrà vincere gli Aragonesi nella guerra del Vespro (1282-1302).

Nel 1415 si inaugura il governo dei Viceré spagnoli sulla città. Di straordinario splendore è pure l'abito barocco che la città veste nel Seicento: la Municipalità e gli Ordini Religiosi fanno a gara per innalzare palazzi, chiese e conventi, per i quali chiamano architetti, scultori e stuccatori da ogni parte.

La peste del 1624 segna tutto il secolo; grazie ad essa si afferma il culto di Santa Rosalia, ad oggi patrona della città e alla quale è dedicato un Santuario su Monte Pellegrino.

Nel Settecento la città passa ai Borboni che realizzarono numerosi interventi nel campo dell'edilizia pubblica e sociale.

Dopo l'Unità d'Italia, Palermo si identifica con Garibaldi e la mitica impresa dei Mille. Seguono anni splendidi per la città, animata dalla ventata innovativa dell'economia dei Florio e dagli esiti dell'arte Liberty.

Con la nascita della Regione Siciliana, il 15 maggio 1946, l'economia della città viene in qualche modo incrementata e di questa ha beneficiato anche il risanamento dello stesso centro storico
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