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Regione Calabria
 
Reggio Calabria - (Reggio Calabria)
Reggio di Calabria sorge nella stupenda cornice naturale dello Stretto di Messina, famoso nei secoli per la rupe di Scilla e il gorgo di Cariddi a cui fanno riferimento gli antichi poemi greci e latini.

Continui sono stati nei secoli i legami di Reggio con il mare. Questo rapporto ci viene oggi confermato dai resti archeologici (gli avanzi delle mura greche, le terme romane) e dai numerosi oggetti di età arcaica, greca ed ellenistico-romana conservati nel Museo Nazionale della Magna Grecia, uno dei più importanti del Mezzogiorno e forse il più famoso per la presenza dei Bronzi di Riace e di altri reperti illustri. I celeberrimi bronzi di Riace sono due statue in bronzo di guerrieri, originali greci della metà del V secolo a.C., rinvenute il 16 agosto del 1972 sul fondo del mare nei pressi di Riace e attualmente conservate nella sala di archeologia sottomarina del museo.

Il "vecchio" e il "giovane" (così sono stati chiamati) alti circa due metri, rappresentano uno dei più interessanti esempi esistenti della grande arte bronzistica greca. Un'altro monumento importante di Reggio Calabria è la Basilica Cattedrale in piazza Duomo. Edificata dopo il terremoto del 1908 ed eretta su progetto dell'Architetto Padre Carmelo Angelini, la Cattedrale fu consacrata e inaugurata il 2 settembre 1928 e fu dedicata a Maria Santissima Assunta. L’edificio è uno dei maggiori tempi della Cristianità in Calabria ed è meta costante di pellegrini che dal mese di settembre al mese di novembre possono ammirare anche la grande vara della Madonna della Consolazione che viene portata a spalla da vigorosi “portatori” dalla Basilica della Madonna della Consolazione (Eremo) dove dimora per il resto dell’anno. E’ di stile neo-romanico nella facciata e gotica nel soffitto.

Mentre per quanto riguarda il Castello Aragonese, la sua costruzione sembra risalire al 536 d.C. Nel 1039 il castello passò dai Greci ai Normanni e in seguito, nel 1266 a Carlo D’Angiò. Venne restaurato nel 1327 dopo le ripetute guerre tra Angioini ed Aragonesi. Fu fortificato nel 1381 dalla Regina Giovanna I.

Nel 1458 Ferdinando I d’Aragona fece costruire le due torri merlate ed un fosso tutt’ intorno. I lavori furono diretti inizialmente da Baccio Pontelli, noto architetto e discepolo di Giorgio Martini. Nel 1539 Pietro da Toledo fece aumentare la capienza interna e fu così che vi si poterono rifugiare quasi mille persone. Questo salvò più volte i reggini dalle invasioni dei Turchi durante le quali il castello fu usato come prigione.
Isola di Capo Rizzuto - (Isola di Capo Rizzuto)
Il territorio di Isola C. R. è abitato fin dai tempi più remoti tanto che reperti del periodo neolitico (4.000 a.c.), soprattutto ceramiche e manufatti di selce, ossidiana e pietra del tipo Stentelliniano, sono stati trovati a nord-est dell'attuale città e, a sud, nelle località nominate Capo Piccolo, Pietranastase e Soverito.
I villaggi neolitici che vi sorgevano vivevano di scambi commerciali con i popoli del Mediterraneo e con quelli delle vicine montagne della Sila. Fu fondata da un popolo proveniente dall'Africa del nord, dagli stessi luoghi dove poi fu eretta Cartagine, i Japigi che si stabilirono tra Isola Capo Rizzuto e Capo Piccolo (1200 a.c.).
Questo popolo diede il proprio nome ai promontori che si bagnano nel mare antistante e che anticamente erano riconosciuti come "Promontorium Japigium", gli odierni Capo Rizzuto, Capo Cimiti e Le Castella.
I japigi furono poi scacciati da un altro popolo antico, i Coni, (originari dell'Epiro nella penisola balcanica), e si trasferirono, nella vicina Puglia. La storia locale si intreccia continuamente con la leggenda, la più antica vuole che a fondare la città sia stata Astiochena, sorella di Priamo, scampata alla distruzione di Troia ed approdata in questi luoghi insieme al padre ed alle due sorelle.
Con la colonizzazione greca ebbe origine in queste zone il fortunato periodo storico, detto della Magna Grecia, che vide gli antichi abitanti di Isola subordinati alle vicende della più giovane città di Crotone (708-709 a.c.) che diventò uno dei poli principali della cultura e dell'economia de tempo. Notissime la sua scuola pitagorica e quella medica di Alcmeone; ed i suoi atleti, primo tra tutti Milone vincitore di molti giochi olimpici; e le sue donne, famose dalla loro bellezza tanto da essere scelte come modelle dai più famosi scultori greci, tra cui Apelle e Zeusi.
A questo punto bisogna chiarire che Isola C.R. porta questo nome pur non essendo circondata dal mare e trovandosi anzi a 4 km da esso. Il nome Isola compare in alcuni documenti del 900 d.c. circa, quando Leone VI° il filosofo (886-911) pubblicò la "Nea tattica o Diatyposi" che riportava l'ordinamento delle chiese di rito greco ortodosso in Calabria, e tra questa è citata "ò ton Aésulon", l'odierna Isola.
Questo nome si vuole derivare dalla presenza nel mare antistante i tre promontorium Japigium di alcune isolette, due erano dette dei Dioscuri e un'altra Calipso, in cui molti riconoscono l'Isola di Ogigia dove viveva la famosa maga dell'Odissea di Omero. La storia della città continua con alterne fortune nel medioevo diventando importante centro della diffusione della religione cattolica nell'Italia del sud e sede vescovile, fino al 1818.
In questo periodo si costruiscono molte chiese e monasteri si diede vita al poderoso sistema difensivo che era formato da importanti costruzioni quali il castello dei Ricca e le mura di cinta del borgo vecchio ad Isola C.R., il castello aragonese di Le Castella, le numerose torri costiere di avvistamento e di difesa: Torre Vecchia e Torre Nuova a Capo Rizzuto, Torre Cannone tra Capo Cimiti e Le Cannella, Torre Bugiafro, Torre Griscuolo a Le Castella, tutte dotate di guarnigioni militari e di cannoni.
Dal 1970 in poi, con la costruzione di alcuni centri vacanza di importanza nazionale, si è avviata uno sviluppo turistico che valorizzando le notevoli ricchezza naturali della zona ha fatto conoscere Isola Capo Rizzuto in Italia e nel mondo.
Diamante - (Diamante)
Diamante è un centro di origini recenti divenuto negli ultimi tempi una delle più importanti ed attrezzate stazioni turistiche della Calabria, per l'incantevole posizione sul mare e per la varietà della costa che alterna lunghe spiagge a scogliere naturali.
Fondato nel 1638, come pertinenza dello Stato di Belvedere Marittimo, appartenuta ai Principi Carafa fino al 1806 il paese non vanta particolari tradizioni storiche. Diamante è raccolto su una incantevole scogliera, per la quale Matilde Serao la definì "Perla del Tirreno"; dalla sua bellezza sarebbe nato così il nome stesso.
Tuttavia nelle antiche carte del 1600, il torrente Corvino veniva chiamato "Fiume Diamante" per le sue acque cristalline e solo più tardi, il centro abitato venne definito con il nome attuale; pertanto sarebbe stato il fiume a dare il nome al paese.
La chiesa dell'Immacolata, è sita nella parte più antica del paese, vicino alla vecchia torre costiera; venne costruita al posto della cappella del Purgatorio, una volta che questa venne sconsacrata, con l'aiuto di tutti i cittadini ed in particolar modo delle famiglie più facoltose. Tale interessamento è ancora testimoniato dai numerosi stemmi posti nelle loro cappelle di jus patronato.
Dal 1757 al 1787 furono eseguite altre opere tra cui la più consistente è costituita dall'aggiunta dell'attuale abside a cura di Saverio Leporini.
Oggi è il "Paese dei Murales" perchè 130 sono i dipinti realizzati nel 1981, sui muri delle case del centro storico, da pittori provenienti da tutta Italia e dall'estero, che spinti da un'idea di Nanni Razzetti hanno fatto sì che il centro tirrenico calabrese diventasse il primo luogo ad avere il più gran numero di opere di artisti di tutt’Italia.
Il comune di Diamante comprende la frazione di Cirella, che sorge su un promontorio roccioso con le case raggruppate attorno alla chiesa dove sono conservate opere scultoree medievali. Di fronte, troviamo l'isolotto di Cirella con resti di fortificazioni ed alto poco più di 40 mt. sul mare. Attualmente sulla riva del mare, Cirella si trovava un tempo sulla collina; qui restano le rovine della città antica, distrutta dai soldati di Napoleone nel 1806, perchè covo della resistenza ai francesi.
Catanzaro - (Catanzaro)
Sorge sul versante ionico di una fascia montuosa di raccordo tra la Sila a nord e le Serre a sud, nel punto più stretto della Calabria in corrispondenza cioè, del golfo di Sant'Eufemia sulmare Tirreno e del golfo di Squillace sul mar Ionio.
La città è prossima ( circa 10 km ) al litorale ionico ed alla via litoranea, ed è interessata anche da una trasversale (stradale e ferroviaria ) di collegamento tra i due mari; si allunga su un rilievo delimitato dagli alvei profondamente incassati di due torrenti, il Fiumarella ed il Musofalo.
Catanzaro contava 22.378 abitanti nel 1861 e 32.005 ad inizio secolo. Da 45.400 abitanti nel 1936 è passata a 59.969 nel 1951, a 74.037 nel 1961 ed a 86.284 nel 1971.
Lo sviluppo demografico è stato quindi molto intenso, contrariamente alla tendenza generale del territorio,nel quale non si ha un incremento, ma anzi si registra uno scarto notevole tra popolazione residente e popolazione presente dovuto alla forte emigrazione, anche stagionale.
Nell'economia cittadina ha ancora un certo peso l'agricoltura ( commercializzazione e trasformazione dei prodotti del luogo: cereali, barbabietole da zucchero, ortaggi, frutta, olio, vino, oltre alle produzioni zootecniche e forestali ), mentre la struttura industriale è polverizzata in piccole aziende ed appare estremamente fragile.
Il settore di maggiore spicco è quello edile e dei materiali per l'edilizia ( laterizi e cemento ). Catanzaro poggia sul crinale di un colle altoe accidentato, ed è attraversata per tutta la sua lunghezza dal corso Mazzini, un'ampia via leggermente sinuosa sulla quale prospettano numerose costruzioni tardo ottocentesche.
Fondata dai bizantini intorno al secolo IX, Catanzaro fu eretta a contea normanna e quindi da Federico II concessa in feudo ai Ruffo. Finita in dote ( 1444 ) ad un ambizioso catalano di Sicilia, Antonio Centelles, che fomentavarivolte baronali contro i sovrani aragonesi, si liberò dai partigiani di costui e ciò le valse, da parte di Ferdinando I, la concessione di ampi privilegi destinati ad incrementare l'arte della seta, che aveva già una solida tradizione e per la quale la città divenne famosa in tutta Europa.
Altri episodi da segnalare nella storia di Catanzaro sono la tenace resistenza opposta ai francesi del maresciallo Lautree nel 1528, l'occupazione napoleonica fortemente contrastata dai catanzaresi e, dopoilritorno dei Borboni, l'elevazione della città a capitale della provincia Calabria Ulteriore I ed a sede della gran Corte Civile della Calabria, trasformata dopo l'unificazione del Regno, in Corte d'Appello. Durante il Risorgimento, Catanzaro fu uno dei più attivi centri, nel Regno di Napoli, della carboneria.
Nel 1971 la scelta di Catanzaro come capoluogo della Calabria e sede degli organismi regionali provocò un'acutissima contesa con Reggio Calabria, degenerata in episodi di aperta violenza. Per risolvere i contrasti il consiglio regionale calabrese decise di erigere Catanzaro a capoluogo e sede della Giunta, mentre Reggio Calabria venne destinata a sede dell'assemblea regionale.
Briatico - (Briatico)
Il Comune di Briatico si estende su una superficie di 27,75 km2, la popolazione è di circa 4.303 abitanti.

Anticamente sorgeva sulla sommità di una collina a circa 3 Km distante dal mare presso la località San Rocco,chiusa tra due torrenti: lo Spartaro e il Mullia collegati da ponti levatoi
L'antica città fu distrutta dal terremoto del 1783.

Nel 1356 Rinaldo D'Aquino la comperò da Re Ladilao il cui erede lacobello D'Aquino la cedette a Covello Ruffo.
Da questi passò ad altri feudatari finché Re Alfonso D'Aragona non accordò il privilegio di demanio.
Distrutta dal terremoto, come sopra citato, la popolazione riunita in pubblico parlamento decise di riedificare la città nel territorio di S.Giovanni, presso il mare dove attualmente sorge.
Briatico é ubicata tra il promontorio di Zambrone e il porto di Vibo Marina.

Nella parte marina verso est si notano ancora i ruderi della Torre Rocchetta di fronte alla quale vi è un'incantevole tratto di arenile con mare limpidissimo.
Anche dal lato ovest esistono ruderi di torri di difesa, nella zona di S'Irene, che un tempo rappresentarono baluardi contro le scorrerie dei pirati e gli attacchi dei saraceni.
Nel territorio comunale tracce di residenza di antiche popolazioni: Necropoli romane di età imperiale e avanzi di un complesso edilizio (forse termale) anch'esso di età imperiali; vi sono grotte eremitiche medievale lungo la valle del Murria, denominate "Grotte delle fate".

L'ormai famosissimo lungomare di Briatico si affaccia in parte sul Golfo di Lamezia Terme, offrendo delle suggestive vedute nelle notti di luna piena, e in parte di fronte alle isole Eolie, emozionando i romantici con i suoi mitici tramonti. Briatico è un susseguirsi di spiagge, scogliere e baie.
Capo Vaticano - (Capo Vaticano)
Ricco di storia, Capo Vaticano vanta tra i suoi visitatori Ercole, Enea e Ulisse, mitici naviganti che prima di sfidare lo Stretto, temibile per i suoi mostri e le sue sirene, amavano qui sostare per chiedere i consigli del vate. Ed ecco spiegato il suo nome, che appunto indica il "luogo del vaticinio".
Lo scenario è uno dei più belli del mondo: situato tra il golfo di Gioia Tauro e quello di S. Eufemia, consente di ammirare all'orizzonte le isole Eolie, tra cui spicca Stromboli con il suo baffo di fumo.
Palmi - (Palmi)
All'estremità meridionale della Calabria tirrenica, di fronte alle Isole Eolie, è situata Palmi, che, con l'ordinata geometria delle sue case, dei suoi viali e delle sue piazze, si allarga sul piano di un esteso terrazzo inciso sul fianco settentrionale del monte Sant'Elia, che dell'Aspromonte è il contrafforte più avanzato sul mare.
Qui le pendici del Sant'Elia sfumano in una serie di colline, che si dilungano fino alla foce del Petrace, presso Gioia Tauro.
Mentre lungo il mare le colline formano un lungo ciglione che è come una balconata ariosa sul Tirreno; verso l'interno si fondono in una pianura ondulata che è, appunto, la Piana di Palmi, la più fertile e popolosa pianura di Calabria.
La bellezza del luogo è resa ancora più attraente dalla varia e ricca vegetazione, in cui, accanto a rigogliose palme ed a giardini di aranci, assumono mole e forme inusitate gli ulivi: quegli ulivi che Maxime du Camp, venuto a Palmi nel 1860, al seguito della spedizione dei Mille, definì più belli degli ulivi di Smirne o dell'Attica.
Ma non è soltanto Palmi un luogo di bellezze naturali; essa è anche una città in cui la storia ha avuto svolgimenti interessanti fin da quando è stata fondata, nel X secolo, dai profughi di Taureana, scampati ai saccheggi ed alla distruzione della loro città. Dapprima è stato uno sviluppo lento, perché, durante il Medioevo, la trama della storia, in queste contrade dell'estrema Italia peninsulare, si svolgeva nei borghi e nelle cittadine fortificate dell'interno; poi, a poco a poco, ma più specialmente dopo il XV secolo, la vita ed i traffici rifluirono verso la costa e così Palmi cominciò ad ingrandirsi, diventando un centro attivo di commerci e di industrie.
Queste funzioni decaddero sul finire del XVIII secolo, in seguito al terremoto del 1783, quando le filande della seta non furono più rifatte ed i depositi dell'olio furono trasferiti e ricostruiti a Gioia. Dopo di allora subentrarono funzioni politico-amministrative, quando Palmi fu elevata, nel 1816, a capoluogo di distretto.
Fu questo un fatto che diede alla città un primato soprattutto di ordine culturale e spirituale, potenziato dall'essere Palmi sede di importanti uffici giudiziari, di organi amministrativi, di istituti scolastici, di musei e biblioteche.
Ciò agevolò la formazione di una larghissima classe di professionisti, che diedero a Palmi decoro e nomea di città colta ed intellettuale.
Tropea - (Tropea)
Tropea, sita su un promontorio a picco sul Tirreno, è nota soprattutto per il mare cristallino e le spiagge di sabbia bianchissima. Ma Tropea è anche un elegante centro storico, che conserva ancora integre le strutture urbanistiche del '600 - '700; un ricco e prezioso testimone dell'artigianato locale; un importante centro agricolo, per la sua pregiata produzione di vini e per la caratteristica e prelibata "Cipolla di Tropea".
Fuscaldo - (Fuscaldo)
Paese di pietra e di vento, solitario e severo, arroccato in posizione panoramica a circa 350 mt d'altezza e a meno di tre Km dal mare. Appena si entra nel centro storico, si possono ammirare le vestigia di un glorioso ed antico passato.
I vicoli e le pietre, i cortili e i maestosi palazzi alzano ombre e proiezioni: uno squarcio d'etemità si rivela e ci si sente piccoli e volubili. Non esistono documenti antichi che possono aiutare nella ricostruzione della sua data di nascita. C'è chi dice di origine Osca o Enotra: chi sostiene, invece, che siano stati i greci di Sibari, all'indomani della sconfitta ad opera dei crotoniati, a fondare il suo primo nucleo urbano attorno alla preesistente rocca dell'Elce.
Tuttavia il territorio fu abitato sicuramente dai Romani e si sa che fu luogo di accampamento al tempo dei Longobardi. Il nome CASTRUM FUSCALDI, infatti, lo si riscontra, per la prima volta, in occasione dell'invasione longobarda avvenuta tra il 584 - 591 d.C., ad opera del terzo re longobardo, Autari il Flavio. Peraltro, come non si può affermare storicamente che Fuscaldo sia esistito prima della venuta dei Greci, nemmeno si può negare che le sue origini siano antiche, visto che non si parla di una sua fondazione in epoca a noi più vicina.
Questo affascinante mistero, intorno alle sue origini, contribuisce maggiormente all'incanto di un Paese che, disteso sul crinale di una rossa collina, potè contemplare, immobile, tutti i rivolgimenti storici. A conferma che il territorio di Fuscaldo fosse abitato in epoca greca e romana possiamo citare il ritrovamento, nei secoli scorsi, di numerose tombe e precisamente quelle in contrada San Leonardo, Garrafa, San Pietro e Lago, tutte contenenti monete e monili di epoca greco romana.
Su Fuscaldo, Demetrio De Seta scrive: "Le Terme Luigiane, un tempo territorio di Fuscaldo, erano ben conosciute nell'antichità, visitare da Platone quando si recò a Siracusa; da Plinio nelle sue peregrinazioni lungo le coste del Tirreno; si vuole che quelle acque fossero conosciute sotto il nome di ACQUE CALIDAE TEMPSEA e cioè della Tempsa Tirrena di Plinio".
Calabria - Storia e Cultura - (Calabria)
Descrizione: La Calabria è la regione situata più a sud dell’Italia è bagnata dal mar Tirreno e dal mar Ionio e confina a Nord con la Basilicata. E’ una regione principalmente montuosa. Il capoluogo di provincia è Catanzaro, le altre province sono Cosenza, Vibo Valentia e Reggio Calabria e Crotone. Il nome originario della Calabria era Brutium derivato dal nome del suo popolo (i Bruzi) , mentre Calabria era denominata la penisola del Salento in Puglia. E’ dalla Calabria invece che deriva il nome di tutta la penisola, in quanto Italia prende il nome dal suo re Italo.
La regione ha origini preistoriche e nell’antichità fece parte della Magna Grecia come testimoniano gli scavi di Sibari e di Locri. La sua posizione geografica ha fatto sì che fosse terra di facili invasioni e conobbe pertanto varie dominazioni dai Romani fino ai Borboni.

Province in Calabria: Cosenza, Catanzaro, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia

In evidenza: Eventi e Manifestazioni in Calabria

Da Vedere: La città di Tropea situata nella cosiddetta costa degli Dei e conosciuta per le sue bellezze come la perla del Tirreno. La leggenda narra che il fondatore sia stato Ercole che ne fece uno dei suoi porti.
Oltre alla meravigliosa spiaggia la città offre meraviglie architettoniche come la Chiesa di Santa Maria dell’Isola , un santuario benedettino sull’isolotto scoglio e le varie chiese e palazzi del centro storico.

Il Parco Nazionale della Calabria che comprende gran parte della Sila dove si possono trovare arbusti sempreverdi come erica, mirto, rosmarino, alloro e lentisco e dal punto di vista faunistico: daini, cinghiali. Lupi, gatti selvatici ed alcune specie di aquile reali.
Il Parco Nazionale del Pollino che è la zona d’Italia con l’area protetta più vasta.

Santuario della Madonna della Grotta a Praia a Mare in provincia di Cosenza : Edificio incastonato nelle rocce del monte Vinciolo

Il Castello aragonese del 1490 e il Santuario di S.Maria del Castello del sec. XI a Castrovillari. Il Santuario è stato ristrutturato nel ‘700 e conserva al suo interno opere di grande valore come le tavole di Pietro Neuroni del 1552.

Gli scavi di Sibari che hanno portato alla luce resti di abitazioni della città greca del sec. VII a.C che era famosa per le sue miniere d’argento.

Gastronomia e Vini: La gastronomia calabrese è semplice ma dai sapori forti e decisi e elaborata nella preparazione. I prodotti tipici sono: la cipolla rossa di Tropea, ‘Nduja di Spilinga, il peperoncino rosso e il Pecorino del Poro. Sono inoltre famosi gli insaccati, primo fra tutti la soppressata.
La pasta che viene preparata in casa è condita per lo più con sughi a base di pomodoro con carni di manzo, maiale, agnello e vitello e insaporita con peperoncino.
Le carni vengono principalmente cotte al sugo o in arrosto. Una specialità è il capretto con le patate arrosto accompagnato da carciofi o piselli in base alla stagione. Gli ortaggi più usati sono le melanzane e i peperoni che vengono mangiati ripiene oppure conservateisott’olio.
Nella calabria montana si fa largo uso dei funghi soprattutto porcini, metre sulla costa si possono gustare piatti a base di pesce, fra cui è molto usato il tonno.
Fra le moltissime varietà di dolci, il più tipico e senza dubbio il più caratteristico è il cozzùpa fatta con la pasta della ciambella ed assume sempre forme umane, di animali, di cestino o di cuore.
Il vino regionale tipico è il Cirò Rosso D.O.C, un vino secco e corposo il cui vitigno di base è il Gaglioppo.

Ecco le prossime manifestazioni che si svolgono in Calabria:


Sagra della Nacatola nel mese di giugno 2006 a Gioia Tauro (RC)
3 contro 3 di Basket Magna Grecia nel mese di giugno 2006 a Reggio Calabria (RC)
V° Congresso S.O.C. (Società Oftalmologica Calabrese) "La cornea: il fascino di nuove frontiere" dal 01 al 02 luglio 2006 a Siderno Marina (RC)
7° Raduno Moto Guzzi - Tropea dal 02 al 03 luglio 2006 a Tropea (VV)
Festa della Madonna del Carmelo dal 10 al 16 luglio 2006 a Varapodio (RC)
Serie di concerti e spettacoli dal 10 al 16 luglio 2006 a Varapodio (RC)
Week end blu dal 14 al 16 luglio 2006 a Amantea (CS)
Festa del Carmelo dal 14 al 16 luglio 2006 a Ciro' Marina (KR)
Sagra dei Prodotti Tipici Locali il 15 luglio 2006 a Calanna (RC)
Campionato di coreografia di gruppi di musici dal 15 al 17 luglio 2006 a Catanzaro (CZ)

Vedi tutti gli eventi in Calabria e in particolare gli eventi in Calabria a giugno e gli eventi in Calabria a luglio

Province in Calabria: Cosenza, Catanzaro, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia

Ecco gli eventi e manifestazioni che abbiamo presenti in Calabria: Sagre, Eventi Sportivi, Raduni, Congressi, Cultura e Spettacolo, Eventi Religiosi, Cortei Storici, Eventi Folkloristici, Antiquariato e Collezionismo, Fiere, Sfilate e Moda, Mostre, Altre Manifestazioni, Eventi Artistici, Concerti

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