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Hotel Lady Lusya ****
Siracusa (SR)
Hotel Lady Lusya è un Hotel di charme in una villa storica (databile tra il XV e il XVIII secolo). L...
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Regione Lazio
 
Tivoli - (Tivoli)
Cittadina rinomata fin dall’antichità come luogo di villeggiatura di patrizi e celebre per le sue ville e le sue cascate. Di particolare bellezza Villa d'Este, che fu costruita nel '500 per il card. Ippolito II d'Este da Pirro Ligorio, che trasformò un convento benedettino e progettò anche il parco e varie fontane. Le sue sale sono decorate da affreschi della scuola romana del '500, ha la facciata verso il parco e dalla loggia si gode una superba vista del giardino, rivestito d'una stupenda vegetazione e animato da giochi d'acque. Un'altra famosa villa è la villa Gregoriana, rinomata per il grandioso parco sistemato attorno alla famose cascate del fiume Aniene (salto di 160 metri).
Sezze - (Sezze)
Sezze situato sull'alto di un colle aperto alla pianura e al mare, fu occupata da Tarquinio il Superbo, ripresa dai Volsci ed ancora dai Romani. Numerosi e interessanti i resti dello splendore romano, i ruderi di ville e di templi, che si trovano nelle antiche chiese cristiane.
Notevoli anche, le mura poligonali e i resti preistorici con preziose pitture parietali (Grotta Iolanda e Grotta Arnaldo dei Bufali). Sezze, nel Medioevo fu legata alla Chiesa che la concesse in feudo a varie famiglie nobiliari e tra esse ai Frangipane.

La via Corradini attraversa tutto l'abitato e porta al Duomo, caratteristica costruzione più volte rifatta e moddificata nell'orientamento.
Assai suggestiva la "Passeggiata dei Cappuccini" dalla quale si gode una riposante vista sui Monti Lepini e sulla vallata di Suso. In un grande anfiteatro all'aperto, ricavato con pochi adattamenti ai piedi del monte del Gallo, vi è il Teatro Sacro Italiano, dove si rappresenta unicamente la "Passione di Gesù" con una folla di attori, tutti sezzesi, e alla presenza di un foltissimo pubblico sempre ammirato, sempre emozionato.
Latina - (Latina)
Situata nella parte meridionale del Lazio, Latina è circondata dalla pianura bonificata dell'Agro Pontino.
Non offre grandi attrattive monumentali, ma il suo paesaggio, formato da chilometri di costa ora sabbiosa e ora rocciosa e da una grande pianura alternata a cime boscose, rappresenta uno stupendo spettacolo per i turisti che si riversano nella costa laziale soprattutto nel periodo primaverile e estivo.
Viterbo - (Viterbo)
Caratteristica per l'aspetto medioevale, i monumenti e le belle fontane che ornano le sue piazze. Ebbe soprattutto importanza nei secoli XII-XIII, quando fu libero Comune e frequente dimora dei papi.La via San Pellegrino è la via principale del quartiere medioevale della città, un perfetto esempio di contrada duecentesca conservata quasi integralmente; il suo punto più suggestivo è la piazzetta San Pellegrino, con la chiesa omonima e il palazzo degli Alessandri, di austera architettura duecentesca.
Aquino - (Aquino)
Sorta tra il IV e il III secolo, Aquino è stata un impotante centro dei Volsci e poi città romana posta sulla via Latina , viene menzionata da Tito Livio nella storia della seconda guerra punica e successivamente da diversi altri scrittori latini. Fu prima municipio e poi colonia romana sotto l'impero fu un centro molto fiorente e raggiunse una popolazione di circa quarantamila abbitanti. Di quel periodo rimangono testimonianze nei resti che sono giunti fino a noi.

Il tempio maggiore o Capitolium , il teatro, l'anfiteatro, la cinta muraria , e soprattutto un lungo tratto della via Latina con la porta Capuana ancora quasi integra, ed un arco onorario cosiddetto di Marcantonio.
La città venne devastata alla fine del VI secolo dai Longobardi e rimase quasi spopolata. Aquino è stata diocesi dal V secolo e la prima cattedrale, sotto il titolo di San Pietro Vetese, ebbe sede nel Capitolium romano, di cui restano imponenti ruderi. Aquino è stata quasi totalmente distrutta nella "Battaglia di Cassino" nella seconda guerra mondiale.
Da tempo è stata completamente ricostruita e si presenta cittadina moderna custode del suo passato. Oltre che di San Tommaso, e patria di Decimo Giunio Giovenale poeta satirico romano, di Pescennio Negro governatore della Siria e Imperatore d'Oriente nel 193 e di Rinaldo d'Aquino, poeta della "Scuola Siciliana".

Tra le diverse memorie del suo passato, un posto particolare lo occupano la chiesa romanica di Santa Maria della Libera, stupendo monumento del X secolo ed il già citato arco onorario detto di Marcantonio, che si fa risalire al I secolo a.C., e che alcuni studiosi ritengono che sia il primo arco onorario costruito nel mondo romano.
Altri resti importanti sono costituiti dalla porta Capuana, detta anche di San Lorenzo, del teatro, dell'anfiteatro, della cinta muraria. Il borgo medievale , che si affaccia sul "Vallone di Aquino" attraversato dall'autostrada del Sole, conserva la grande Torre romboidale e altri resti del castello dei Conti d'Aquino, oltre che alcune stanze della cosiddetta casa di San Tommaso ancora in fase restauro.
Roma - (Roma)
Roma
m.20; ab. 2 775 250; Lazio, capoluogo di regione, di provincia e capitale della Repubblica.
"Se", ammonisce Stendhal, "correndo per monumenti nelle vostre mattinate avrete il coraggio di arrivare fino alla noia per mancanza di contatti mondani, foste pur l'individuo più spento dalla piccola vanità da salotto, finirete per sentire le arti….".
La città multiforme avvolge e penetra con immagini infinite, stimoli caleidoscopici: le "mura e gli archi", i pini a ombrello di Villa Borghese, Raffaello e Michelangelo, Bernini e Borromini, la scalinata della Trinità dei Monti rivista con gli occhi di Goethe e Keats, il vecchio travertino da cui rimbalza l'eco delle staffilate romanesche dei versi di Belli, anche la fantasiosa ironia per l'immagine di Federico Fellini e il Tevere "biondo".
L'irripetibile città, che forse per aver alternato epoche fastose ad altre di decadenza, sempre rinascendo, fu detta eterna, affastella tesori e memorie, con il fascino di un paesaggio che pur sopravvive all'assalto delle periferie.

Il Campidoglio
Nel novero dei sette colli di Roma fu l'acropoli e il centro religioso della città antica (nel 509 a. c. vi venne inaugurato il tempio di Giove Capitolino, il primo della repubblica e il principale santuario della romanità, dedicato alla triade Giove, Giunone e Minerva), rimanendo sempre il cuore e la sede del governo cittadino. Lo compongono il "Capitolium" propriamente detto, a destra, e l'"arx", su cui poggia la chiesa dell'Aracoeli, separata da un'insellatura occupata dalla piazza del Campidoglio.
Ne risalgono le pendici ovest la scalinata di S. Maria d'Aracoeli e la monumentale cordonata, ideata da Michelangelo e modificata da Giacomo della Porta, al sommo della quale ornano la balaustra i Dioscuri di tarda età imperiale, i cosiddetti trofei di Mario, le statue di Costantino e del figlio Costante II e due colonne miliarie della Via Appia Antica.

Il Colosseo
Il suo vero nome, Anfiteatro Flavio, deriva dal fatto che furono i Flavi a costruirlo, come sede di pubblici spettacoli e di combattimenti tra gladiatori e belve. Vespasiano lo iniziò ma fu Tito a inaugurarlo nell'80 con giochi che la leggenda dice siano durati 100 giorni. Gravemente danneggiato dai terremoti, fu trasformato in fortezza nel medioevo e in cava di materiali da costruzioni nel rinascimento.
Le spoliazioni cessarono nel 700 per iniziativa di Benedetto XIV, ma veri e propri interventi conservativi si ebbero a partire da fine 800. Il grandioso monumento ha pianta ellittica e presenta all'esterno, quasi intatto nel lato nord-est e alto m. 48.50, tre ordini di arcate riquadrate da semicolonne e un attico a paraste scandito da finestre e aperture quadre per l'alloggiamento del "velarium"" (telone che riparava gli spettatori dal sole).
Quattro ingressi immettevano nell'arena interna, che poteva contenere circa 50.000 spettatori.
Il podio era riservato alle maggiori personalità dell'impero, mentre la cavea era divisa in balconate e settori circolari, ai quali i cittadini affluivano per mezzo di scale. Sotto l'arena correvano gallerie per gli animali e le strutture degli spettacoli, sollevate per mezzo di ascensori.

Piazza di Spagna
E' uno degli spazi urbani più scenografici della Roma Barocca e tra le mete irrinunciabili del turismo mondiale, che qui convergeva a partire dal sec. XVI.
Gli alberghi e le locande lasciarono il posto nell'800 ai fotografi e agli antiquari, che ancora popolano con negozi esclusivi le vicine vie del Babuino (l'omonima fontana, presso S. Atanasio dei Greci, è una delle "statue parlanti") e Margutta (è, secondo una tradizione popolare, lo scudiero di Morgante, Margutte, a darle nome).
Al centro della piazza e l'originale fontana della Barcaccia (1629), che Pietro e Gian Lorenzo Bernini idearono per Urbano VIII (lo ricordano il sole e le api Barberini), incassandola nella pavimentazione per ovviare alla scarsa pressione dell'acqua.

Fontana di Trevi
Il nome deriva dal trivio presso il quale si apre questa straordinaria scenografia settecentesca, felice fusione di elementi architettonici e scultorei.
Nicola Salvi la pensò animata da scogli, statue (nel nicchione centrale, Oceano su cocchio trascinato da cavalli marini di Pietro Bracci) e getti d'acqua, che cadono nella grande vasca dove chi getta una moneta si assicura, secondo la tradizione popolare, il ritorno a Roma.

Pantheon
E' uno dei più augusti monumenti dell'antichità, ma anche un interessantissimo esempio di tecnica costruttiva romana.
Lo costruì Marco Vipsanio Agrippa nel 27 a.c., ma fu completamente rifatto nel 118-125 da Adriano, che fece ricollare sulla fronte l'iscrizione originaria.
L'imperatore Foca lo donò nel 608 a Bonifacio IV, che lo consacrò al culto cristiano con il nome di S. Maria ad Martyres, mentre nel medioevo venne adibito a fortilizio e nel 1625 privato del rivestimento bronzeo del portico per il baldacchino di San Pietro e per i cannoni di Castel S. Angelo.
Le cancellate del pronao, allestite per evitare che il mercato della piazza antistante invadesse anche il luogo di culto, furono smontate dopo l'Unità, quando il Pantheon divenne sacrario dei re d'Italia.

Piazza del Popolo
Deve l'aspetto attuale alla risistemazione attuata a inizi 800 da Giuseppe Valadier, che ideò ai lati i due emicicli ornati da statue e fontane.
Al centro è l'obelisco Flaminio, risalente al 1200 a.c. circa e qui collocato nel 1589, per volere di Sisto V, all'imbocco di tre strade che dipartano dalla piazza verso il centro della città.
Segnano la testata di via del Corso le chiese di S. Maria dei Miracoli e di S. Maria di Montesanto, su cui operò anche Gian Lorenzo Bernini.

Castel S. Angelo
Eccezionale esempio di stratificazioni successive che ne testimoniano gli svariati utilizzi, nacque come mausoleo che Adriano fece realizzare per sé e i propri successori (vi furono tumulati tutti gli imperatori fino a Caracalla), iniziandone la costruzione attorno al 123. " L'Hadrianeum" fu trasformato da Aureliano in testa di ponte fortificata al di là del Tevere, funzione potenziata durante il papato quando, collegato al Vaticano mediante il "passetto", divenne l'ultimo rifugio nei momenti di massimo pericolo.
Il nome deriva, secondo la leggenda, da un angelo che papa Gregorio Magno avrebbe visto rinfoderare la peste annunciando la fine della peste.
La struttura esterna appartiene all'originario basamento quadrato, tranne i bastioni angolari, e romano è anche il nucleo cilindrico, cinto in alto da una cortina di beccatelli con la loggia di Giulio II. Sul torrione è una copia della statua dell'angelo che rinfodera la spada.

Piazza S. Pietro
Nel 1656-67 Gian Lorenzo Bernini ideò un quadruplice colonnato, in forma di due grandi emicicli e coronato da 140 statue, che racchiuse in una sorte di abbraccio lo spazio antistante la basilica, facendone un solenne vestibolo alla stessa.
Al centro si leva l'obelisco Vaticano, che, trasportato da Alessandria d'Egitto sotto Caligola e posto nel circo dove fu martirizzato S. Pietro, venne qui innalzato da Domenico Fontana. Le fontane che lo fiancheggiano sono di Carlo Maderno e di Carlo Fontana.

Basilica di S. Pietro
Cuore del mondo cattolico, è la più imponente e vasta basilica della cristianità (copre una superficie di 22 067 m2, è lunga, compreso il portico, m 218 e alta, da terra alla croce sulla cupola, m 136), sorta sulla tomba dell'apostolo.
Fu nel 1452 che Niccolò V decise di ricostruire la prima basilica, fondata da Costantino verso il 320, ma i lavori ebbero inizio nel 1506, sotto Giulio II, su progetto di Bramante, al quale seguirono Raffaello, Baldassarre Peruzzi e Antonio da Sangallo il Giovane, a lungo incerti tra la pianta a croce greca e quella a croce latina.
Michelangelo, incaricato nel 1546, immaginò un corpo a croce greca dominato da una cupola e posto a l centro di una piazza, progetto proseguito da Vignola, Pirro Ligorio, Giacomo della Porta e Domenico Fontana.
Per volere di Paolo V Carlo Maderno ritornò alla pianta a croce latina, prolungando il braccio anteriore della chiesa con l'aggiunta all'interno di tre cappelle per lato, e realizzò la facciata. Il 18 Novembre 1626 Umberto VIII la consacrò.

Cappella Sistina
La cappella privata ufficiale dei pontefici, nella quale si tengono i conclavi per l'elezione dei papi, è forse l'ambiente più celebre di tutti i Musei Vaticani, grazie al meraviglioso ciclo di affreschi.
Fu costruita nel 1475-81 sotto Sisto IV; in tale contesto si collocano la transenna marmorea che divide in due settori l'ambiente rettangolare e la balaustra della cantoria, entrambe di Mino da Fiesole, Giovanni Dalmata e Andrea Bregno.
Il complesso decorativo delle pareti laterali e di fronte all'altare, è opera dei maggiori artisti toscani di fine 400 che, incaricati da Sisto IV, raffigurano episodi della vita di Mosé e fatti della vita di Gesù; tra le finestre, figure di papi dipinte da Ghirlandaio, Botticelli, Cosimo Rosselli e fra' Diamante.
La volta, è decorata dagli affreschi (restauro 1981-90) che Michelangelo iniziò per Giulio II il 10 Maggio 1508 e terminò il 31 Ottobre 1512,immaginando su una superficie di circa 800 m2 un'inaudita -per il tempo- commistione di elementi architettonici, plastici e pittorici, organizzata su tre registri sovrapposti: nella zona centrale Storie della Genesi ed episodi del Vecchio Testamento; tra i riquadri, coppie di "ignudi" che reggono medaglioni; sotto, monumentali figure di Profeti e Sibille; nei lunettoni delle finestre e nei soprastanti spicchi, Antenati di Cristo.
Qui Michelangelo affrescò per Paolo III il Giudizio Universale, interpretazione pittorica dell'apocalittico "Dies Irae". Il restauro attuato nel 1990-93 per riportare all'antico splendore i colori, iscuriti dal fumo dei ceri, ha eliminato l'intervento di Daniele da Volterra, che per ordine di Pio IV aveva rivestito le nudità di alcune figure meritandosi l'appellativo di "braghettone".
Anagni - (Anagni)
Pittoresca cittadina di aspetto in parte medievale, è l'antica Anagnia, prospera nel Medioevo e frequente soggiorno di papi. La sua Cattedrale sorge solitaria sull'alto della cittadina.
E' uno dei più notevoli monumenti romanici del Lazio, costruita dal 1077 al 1104, rimaneggiata nel '200 con influssi gotici.
Le sorge di fronte, isolato, il poderoso campanile del XII secolo.
Interessantissima è la cripta, a tre navate e tre absidi, con ricco pavimento cosmatesco (1231) e, alle pareti, preziosi affreschi eseguiti tra il 1231 e il 1255.
Canale Monterano - Stigliano - (Canale Monterano - Stigliano)
Canale Monterano è un paese che con un solo aggettivo si potrebbe definire "avvolgente". La Natura è padrona incontrastata in questa Riserva Naturale in cui perdersi durante lunghe passeggiate ed escursioni.
L'atmosfera di mistero avvolge quanti volessero avventurarsi, costeggiando il Fiume Mignone, nella città antica, ormai abbandonata ma ricca di storia, fascino e suggestioni.
Da non sottovalutare, infine, l'aspetto artistico di un Comune il cui sviluppo urbanistico fu curato da Gian Lorenzo Bernini.

Terme di Stigliano

Conosciute sin dal tempo degli antichi Etruschi, queste terme devono il loro nome originario "Aquae Stygianae" alla suggestione esercitata, sugli antichi abitanti della zona, dall'ambiente che ricordava le paludi infernali. Furono molto usate dai Romani che le collegarono a Roma con un'ampia strada i cui resti sono ancora riconoscibili. L'attività termale fu ripresa nel XVIII secolo.
Le numerose sorgenti danno acqua sulfureo-solfato-alcalina ipertermale (da 36 a 58°C) che mescolata all'argilla silicea del luogo è utilizzata per fangoterapia utile nella cura di patologie reumatiche, infiammatorie, post-traumatiche, dismetaboliche e cutanee. Si possono praticare anche bagni, docce, aerosol, inalazioni e specialmente stufe nella grotta dove si sprigionano vapori usati per curare malattie respiratorie ed infiammazioni dell'apparato laringo-faringeo.
La località termale è in bella posizione collinare vicino al Lago di Bracciano. E' circondata da luoghi di grande interesse turistico sia per chi ama natura e paesaggi sia per chi preferisce mete culturali.
FONTANA DI TREVI - (Roma)
La regina delle fontane romane, la più caratteristica, la più scenografica.
Straordinaria creazione settecentesca di N. Salvi; perfetta fusione di architettura e scultura, con la figura centrale di Oceano che è trasportato su un occhio a conchiglia da cavalli marini tra getti d'acqua, scogli e statue.
È affettuosa tradizione gettare una moneta nella fontana per assicurarsi il ritorno a Roma.



Ardea - (Ardea)
Ardea è un posto capace di stupire il turista per la sua storia antichissima, le sue diverse nature, per gli intrecci culturali i suoi forti contrasti.Solare ed espansiva, come le sue spiagge soffici e lunghe ben 9 Km, che ti avvolgono in un fascino caldo, solare, esotico e tropicale.

Spiagge libere ed attrezzate con gli stabilimenti balneari al servizio del turista , per esaudire ogni suo desiderio, e garantire professionalità e sicurezza con personale qualificato (pronto soccorso, bagnino, ecc..); alcuni stabilimenti balneari di queste spiagge sono stati considerati tra i più qualificati di tutta la costa italiana e da Giugno a Settembre, tutte le sere; anche i locali siti sulla spiaggia movimentano con serate canore e sfilate le famose Notti Ardeatine, dando in tutto il territorio la sensazione di un paese che non si stanca mai di stupire e offrire al turista quella spensieratezza e quella allegria dì cui ognuno di noi ha bisogno, per ritornare ad assaporare i piaceri della vita.

Ardea e la natura nel suo entroterra pieno di torrenti fluviali e vallate che partono dai piedi dei castelli romani. Mille culture hanno arricchito la nostra terra unificandole in un vivere civile di tolleranza che le rispetta esaltandole. Viaggiare e fare turismo ad Ardea, oggi vuol dire riscoprire l'incanto e la quiete dell'antico centro storico da cui si domina l'intero territorio.
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